L’Istat ha diffuso la seconda edizione del report BesT della Toscana, che delinea i profili di benessere equo e sostenibile della regione – e delle rispettive province – a partire dalla lettura integrata degli indicatori del Bes dei territori (edizione 2024).
Il report analizza la regione e le sue province evidenziando i divari rispetto all’Italia, i punti di forza e di debolezza, oltre alle evoluzioni recenti. Inoltre, tre focus tematici approfondiscono il quadro nei domini.
Benessere economico, Paesaggio e patrimonio culturale, Innovazione, ricerca e creatività con nuove
misurazioni e analisi sulle condizioni economiche degli individui, sulla dotazione e fruizione di musei e biblioteche, sull’offerta di servizi comunali online per le famiglie.
Il quadro d’insieme
La Toscana presenta livelli di benessere elevati rispetto al complesso delle province italiane valutate sugli 11 domini del Bes dei territori. Infatti, considerando le distribuzioni di 64 indicatori provinciali in 5 classi di benessere relativo (bassa, medio-bassa, media, medio-alta e alta) nell’ultimo anno disponibile, il 50,7 per cento delle misure colloca le province toscane nelle classi di benessere alta e medio-alta mentre il 27,3 per cento le colloca nelle classi bassa e medio-bassa (gli stessi valori calcolati su tutte le province italiane sono rispettivamente del 41,8 per cento e 35,6 per cento).
In confronto alle altre regioni del Centro, la Toscana ha un profilo molto simile a quello delle Marche e migliore di quello del Lazio.
La città metropolitana di Firenze presenta la quota maggiore di posizionamenti nelle due classi di benessere più alte (71,9 per cento) e la minore incidenza nelle due classi più basse (14,1 per cento).
Anche Pisa e Siena si trovano nel gruppo delle province che si trovano più spesso in posizione elevata (rispettivamente 67,2 e 57,1 per cento nelle prime due classi).
Massa-Carrara e Grosseto sono invece le province più sfavorite della regione, con un profilo di benessere in linea con quello medio nazionale.
Dal confronto tra gli 11 domini del Benessere, diffuse debolezze si rilevano per il dominio Qualità dei servizi, nel quale si osservano anche i maggiori contrasti: il 45,0 per cento degli indicatori ricade nelle classi alta e medio-alta e una quota analoga in quelle bassa e medio-bassa.
A penalizzare questo dominio è la limitata diffusione dei servizi di connessione di nuova generazione ad altissima capacità, disponibili solo per poco più della metà delle famiglie toscane residenti nelle aree coperte.
Infatti nonostante la copertura della rete fissa di accesso ultra veloce a internet sia raddoppiata rispetto al 2020, la Toscana rimane nel 2023 sempre in una condizione sfavorevole rispetto ai livelli di copertura medi nazionali e ripartizionali.
Gli svantaggi più evidenti si registrano nella provincia di Livorno e in quella di Pistoia, dove dispongono di questo servizio rispettivamente il 38,9 per cento e il 41,3 per cento delle famiglie. Altri due indicatori che influenzano negativamente i livelli di benessere relativi misurati nel dominio riguardano la disponibilità diposti letto ospedalieri. In Toscana i posti letto negli istituti di cura pubblici e privati sono 30,3 per 10mila abitanti (32,7 e 33,5 rispettivamente in Italia e nel Centro) e quelli per specialità ad elevata assistenza sono 3,0 per 10mila abitanti (3,2 e 2,8 rispettivamente in Italia e nel Centro).
A livello provinciale, la situazione mostra notevoli differenze, con due territori che presentano carenze simili per entrambi gli indicatori: le province di Prato e Pistoia. Queste ultime risentono anche dell’effetto compensativo derivante dalla maggiore offerta di Firenze e Pisa.
Al contrario, i maggiori punti di forza si concentrano nel dominio Benessere economico, con più della metà degli indicatori nelle classi di benessere relativo alta e medio-alta (54,0 per cento) e nessun posizionamento nella classe bassa.
Nell’ultimo anno disponibile la Toscana presenta livelli di benessere superiori alla media nazionale per la quasi totalità degli indicatori, mentre i valori provinciali risultano, in alcuni casi, inferiori ma in generale miglioramento rispetto al 2019 in tutte le province.
I maggiori vantaggi in confronto all’Italia si rilevano per i due indicatori sulle condizioni economiche dei pensionati. La Toscana ha una minore incidenza di pensionati con un basso reddito pensionistico (meno di 500 euro lordi mensile): nel 2022 questa è pari al 7,1 per cento del totale dei pensionati, a fronte del 9,0 per cento nel Centro e del 9,2 dell’Italia, e segnala una minore penalizzazione in tutte le province toscane, anche in quelle che riportano il peggiore risultato nella regione, ossia Massa-Carrara e Lucca (8,4 per cento in entrambi i casi).
Nel 2022 in Toscana anche l’importo medio annuo pro-capite dei redditi pensionistici (21.072 euro) supera la media italiana (+760 euro), ma resta quasi 350 euro sotto quella del Centro.
Approfondimenti
Le condizioni economiche degli individui
La distribuzione del reddito disponibile equivalente (basata sul sistema integrato dei registri) segnala per la Toscana livelli di reddito disponibile equivalente superiori a quelli nazionali e del Centro: il 50 per cento degli individui residenti in famiglia dispone di almeno 19.200 euro annui a fronte di un valore mediano di 17.500 euro per l’Italia e di 18.300 per il Centro.
La città metropolitana di Firenze ha il valore più elevato (20mila euro), la provincia di Grosseto il più basso (17.700 euro).
Nella città metropolitana di Firenze si osserva anche la maggiore disuguaglianza: il 10 per cento degli individui più poveri dispone al più di 8.300 euro, il 10 per cento dei più ricchi di almeno 37.400 euro.
Musei e biblioteche
La Toscana è la regione italiana con il maggior numero di strutture museali con 391 musei, 27 aree e parchi archeologici, e 112 monumenti e complessi monumentali, pari al 12,0 per cento del totale di 4.416 istituzioni censite a livello nazionale nel 2022.
La maggior parte dei musei si concentrano nella città metropolitana di Firenze (23,6 per cento), con una media di oltre 80mila visitatori, di cui quasi la metà stranieri.
La rete di 464 biblioteche pubbliche e private della Toscana, che nel 2022 rappresentano il 5,7 per cento del totale nazionale è distribuita in modo capillare nell’82,4 per cento dei comuni toscani e serve circa 3,5 milioni di residenti.
I servizi comunali online per le famiglie
Nel 2022 il 75,5 per cento dei Comuni toscani offrono almeno un servizio per le famiglie interamente online; la quota è quasi raddoppiata rispetto al 2018 (anno della precedente rilevazione) e supera di 22 punti percentuali la media nazionale.
Anche la gamma dei servizi offerti online dai Comuni della Toscana è più ampia di quella registrata a livello medio nazionale: il 68,5 per cento dei Comuni della regione offre da uno a sei servizi interamente online con un vantaggio di 17,5 punti percentuali rispetto all’Italia (51,1 per cento).
Nella provincia di Prato tutti i comuni offrono alle famiglie almeno un servizio per le famiglie interamente online.
.
https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/NotastampaBesT-TOSCANA.pdf


LE ASSAGGIATRICI E LA BANALITÀ DELLA DITTATURA
Lascia un commento