L’ipocrisia europea sul riconoscimento della Palestina da parte di chi lo professa è solo cinismo, propaganda e irresponsabilità.
Nel teatro geopolitico contemporaneo, pochi atti sono tanto vuoti quanto il riconoscimento unilaterale dello Stato di Palestina da parte di alcuni governi europei. Francia, Spagna, Irlanda e altri si sono affrettati a issare la bandiera palestinese nel pantheon delle nazioni riconosciute, ignorando volutamente la realtà: non esistono confini definiti, non esiste una struttura statale funzionante, non esiste alcuna forma di democrazia. Esiste, invece, un’entità frammentata, governata da Hamas, un’organizzazione terroristica estremista islamica, un covo di assassini privi di qualsiasi rispetto , che non ha mai nascosto il suo disprezzo per la pace e per la vita umana.
Pur tuttavia, Emmanuel Macron, reduce da una sonora sconfitta elettorale, si è aggrappato al riconoscimento della Palestina come a una ciambella di salvataggio. La sua decisione non è né coraggioso né lungimirante: è semplicemente “disperata”. È il tentativo squallido di raccattare consensi tra l’elettorato pro-palestinese, sacrificando la lucidità diplomatica sull’altare della propaganda. Ma la realtà è che questo riconoscimento non cambia nulla sul terreno. Non porta pace, non libera ostaggi, non avvicina le parti. Anzi, come ha giustamente osservato Marco Rubio, ha fatto crollare trattative delicate con Hamas per la liberazione di ostaggi. Complimenti, monsieur le président.
Ma poi mi chiedo: riconoscere cosa, esattamente?
Riconoscere uno Stato presuppone che esista uno Stato. Ma in Palestina non c’è nulla che somigli a una nazione sovrana. Gaza è sotto il controllo di Hamas, la Cisgiordania è gestita da un’Autorità Palestinese debole e corrotta, e le due entità si odiano più di quanto odino Israele. Parlare di “Stato” è una farsa. È come riconoscere un castello di sabbia come fortezza militare. È un insulto alla logica e alla diplomazia.
E così prevale l’idiozia travestita da idealismo.
I leader europei che hanno compiuto questo gesto non sono stupidi. Sono cinici. Sanno benissimo che il riconoscimento non ha alcun effetto pratico. Ma lo fanno comunque, per posizionarsi moralmente, per pontificare contro Israele, per guadagnare punti nei salotti radical chic. È l’ipocrisia europea al suo apice: fare la morale a Israele mentre si legittima un’entità governata da fanatici religiosi che usano i civili come scudi umani.
Il riconoscimento della Palestina è gesto inutile, già ripetuto mille volte e non è una novità. Più di 130 paesi lo hanno già fatto. E cosa è cambiato? Nulla. Hamas continua a lanciare razzi, Israele continua a difendersi, i civili continuano a morire. Il gesto è simbolico, sterile, e pericolosamente fuorviante. Serve solo a illudere chi vuole credere che la pace si costruisca con le dichiarazioni, non con la responsabilità.
Il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Macron & Co è un atto di propaganda mascherato da diplomazia. È un insulto alla verità, alla giustizia e alla memoria delle vittime del 7 ottobre e del terrorismo. È il trionfo dell’ideologia sull’intelligenza.
E soprattutto, è un gesto che danneggia la pace, non la avvicina.
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