Andrea Brachi, SPI-CGIL ha idee chiare e non convenzionali “…quando ti “metti” con Firenze rischi sempre di essere fagocitato (vedi Sanità pubblica)”. Non andrebbe sottovalutata la ricchezza delle nostre montagne e della possibilità di un ritorno economico e anche occupazionale se aiutiamo le aziende (soprattutto giovanili) a investire in quelle zone… la giunta Tomasi? non ha portato sul baratro Pistoia, ha vivacchiato senza riuscire a risolvere (dopo 2 mandati) annosi problemi esistenti a Pistoia… Il Sindaco e la Vice Sindaca hanno saputo però interloquire, senza arroganza, con i cittadini e le associazioni.
1. In una Toscana che arretra in un Paese che è fermo, che lettura dai della situazione economica e sociale del Comune? Quale futuro per le attività economiche nel panorama di una galoppante deindustrializzazione? E quale futuro lavoro, in particolare per i giovani e le donne? In uno scenario che sarà dominato dalla diffusione delle applicazioni della Intelligenza artificiale
Domanda complessa. Pistoia, dopo Massa Carrara è una delle situazioni peggiori dal punto di vista occupazionale. Credo che occorra sostenere uno sviluppo dell’indotto per l’Hitachi; è necessario investire di più e meglio sul turismo facendo squadra e non lasciano i singoli Comuni a promuovere sa soli il loro territorio. Andrebbe creato un brand della Provincia di Pistoia (come fanno in Alta Italia o all’estero).
L’intelligenza artificiale può essere un ottimo strumento per valorizzare nuovi lavori e potenziare molti di quelli esistenti. Non andrebbe sottovalutata la ricchezza delle nostre montagne e della possibilità di un ritorno economico e anche occupazionale se aiutiamo le aziende (soprattutto giovanili) a investire in quelle zone (ci stanno lavorando bene i Comuni di Sambuca e Cantagallo).
2. Nessuno, o quasi, parla più o, peggio, pensa più in termini di area metropolitana Firenze Prato Pistoia. È stato un tema, che qualche decennio anni fa agitava Pistoia, quando si parlava della sua marginalità in questa area. Su quali interventi, non solo di infrastrutture fisiche, Pistoia dovrebbe puntare per rientrare in questa partita e sviluppare le sue potenzialità? E come dovrebbe atteggiarsi Pistoia di fronte lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola, per dirne una?
Qui ho qualche perplessità, quando ti “metti” con Firenze rischi sempre di essere fagocitato (vedi Sanità pubblica). Sull’aeroporto sono fra quelli che sostiene inutile l’ampliamento dell’attuale pista. Per più di un motivo: non mancano ad oggi turisti che arrivano a Firenze; il danno ambientale con la nuova pista mi sembra evidente per molti Comuni della piana fiorentina. Milano, Roma o altre città europee hanno i loro aeroporti a un’ora di auto o di treno dalla città: perché non potenziare Pisa e potenziare i collegamenti Pisa/Firenze?
3. Un tema ineludibile è quello del rapporto con il privato per la gestione dei servizi (acqua, rifiuti): c’è nella sinistra un evidente ritorno al passato sia la gestione pubblica dell’acqua che per la quotazione in borsa della multiutiliy, su base esclusivamente ideologiche, per dire qualcosa di sinistra, ma non per migliorare il servizio ai cittadini. Cosa ne pensi?
Credo che alcuni beni, almeno per quello che riguarda il controllo e la programmazione, debbano rimanere in mano pubblica. Certo è che la qualità dell’acqua pubblica, della raccolta e smaltimento rifiuti e dei trasporti in questi ultimi è non è certo migliorata.
4. Cosa metteresti al centro del programma come impegno prioritario e prevalente, come asse strategico principale per la nuova amministrazione: la casa piuttosto che la cultura? Servizi per la natalità ed i bambini o servizi per l’assistenza agli anziani (i bambini non votano, gli anziani si…? Il sostegno alle attività economiche o l’ambiente? Oppure la scuola, per adeguarla alle nuove sfide? Per non dire delle sfide per la nuova medicina territoriale.
Anche qui non è facile decidere cosa sia più prioritario. Visti i bilanci degli Enti locali e la mancanza di risorse io partirei dalla sanità territoriale e da un nuovo protagonismo del Comune nello stare nella SdS. I sindaci sono i primi responsabili della salute dei cittadini e non possono cavarsela dicendo che i servizi soci sanitari sono gestiti dalle SdS come se loro non ne facessero parte.
Poi la scuola, ma qui il ruolo di un Comune è davvero marginale. Ma un Paese che non investe nella Scuola, nei giovani è un paese votato alla sconfitta. Poi scelte oculate (ma quali?) sulla tutela dell’ambiente e sulle attività economiche: il difficile è trovare il giusto equilibrio fra queste due necessità che hanno, tutte e due, importanza strategica per il nostro futuro.
5. Uno dei temi più avvertiti dai cittadini è la questione dell’abitare, affrontata spesso senza tener conto del cambiamento profondo della domanda. Quali proposte potrebbero venire dagli enti pubblici in collaborazione con i privati, profit e non profit, con il supporto delle aziende del credito e le Fondazioni bancarie per elaborare un programma a medio-lungo termine e curarne la realizzazione? Anche per evitare la (s)vendita del patrimonio immobiliare del Comune, storico e di recente donazione (es. Villini Desii)
Su questo concordo con le posizioni del SUNIA Prato Pistoia
7. I sindaci, di fronte a problemi quali la sicurezza ed il contrasto della criminalità, in campagna elettorale tendono ad atteggiarsi a Superman, promettendo l’impossibile su temi dove hanno competenze residuali, ma, una volta eletti, ridiventano il timido Clark Kent schiacciato da ostacoli burocratici ed impossibilitato a mantenere. Cosa si dovrebbe fare per il contrasto alla criminalità e per la sicurezza ed il decoro della città?
Sicurezza e decoro sono due questioni che non stanno insieme. Sulla sicurezza, come scritto nella domanda, i Sindaci hanno competenze residuali, ma un potenziamento degli organici della Polizia Locale permetterebbe certo un controllo maggiore e migliore del Territorio Comunale. Ormai il numero degli “Vigili Urbani” è talmente ridotto che non è possibile programmare interventi seri e non saltuari. Ricordando che il loro ruolo non è solo quelle di fare “multe”.
8. Sulla questione migranti infuria lo scontro politico in tutto il mondo occidentale (nessun si domanda perché non vogliono andare in Russia o in Cina o perché scappano da Cuba): l’estrema destra raccoglie consensi sempre più ampi, in Europa governi a guida liberale e progressista tendono a restringere l’accoglienza. A Pistoia in questi anni si è consumata la vicenda di Vicofaro che ha diviso la comunità pistoiese e lacerato la Chiesa locale. Quale potrebbe essere una politica di sinistra per l’accoglienza a Pistoia che possa fare dei migranti una risorsa?
Vicofaro: non sono mai stato un “fan” di don Biancalani, non ho mai sopportato la sua voglia di apparire, ma se non ci fosse stato Vicofaro (con tutti i suoi limiti) quei 100/200 ragazzi sarebbero stati altrove, abbandonati a sé stessi e in mano ancora di più alla criminalità organizzata. Pochi poi si sono domandati dove la stragrande maggioranza di queste persone andava a lavorare ogni giorno. Anzi non era neanche necessario porsi la domanda perché tutti sapevano dove andavano a lavorare al nero (vivai, piccole ditte artigiane…).
Come oggi nessuno si domanda ed interviene sul fatto che molti vivaisti pistoiesi (italiani) danno in appalto alle ditte albanesi molti lavori, ben sapendo che molte di queste ditte usano prevalentemente “i neri” a pochi euro l’ora per 12 ore il giorno, senza diritti e tutele, e così via. I migranti dovrebbero essere organizzati in cooperative per intervenire per esempio per la pulizia degli argini dei fiumi, per la tenuta dei boschi, per una migliore pulizia delle città. E poi una maggiore intervento per la loro integrazione a partire dalla lingua e al problema della casa.
9. Che giudizio dai della sanità pistoiese nel contesto di una super ASL dove Pistoia è il vaso di coccio? Ed i tanti, troppi progetti di medicina territoriale, perfetti sulla carta ma spesso destinati a naufragare per mancanza di risorse, finanziarie ed umane? Su cosa il Comune dovrebbe focalizzare il suo impegno? e come superare la ritrosia che si avverte, nonostante apprezzamenti formali, nei confronti del Terzo Settore che può dare un contributo importante nell’ambito della programmazione dei servii da parte del soggetto pubblico?
Me la potrei cavare con: senza personale e risorse non si va da nessuna parte. Ricordo che esiste ancora quasi intatta una legge voluta da Berlusconi che pone il limite di spesa (pertanto di assunzioni) per il personale del Pubblico Impiego a quanto si spendeva nel 2004 meno l’1,4% il che significa: diminuzione costante del personale e di conseguenza meno qualità e quantità di servizi resi. Il decremento oggettivo del Fondo Sanitario è lì a dimostrare che si vuole smantellare di fatto la sanità pubblica. Di fronte a questa situazione (non modificabile) occorre una maggiore integrazione Pubblico/Terzo settore/Privato.
Bisognerebbe poi far sì che la sanità integrativa prevista nei Contratti nazionali di lavoro fosse davvero integrativa e non sostitutiva del servizio sanitario pubblico o che almeno ci fosse un integrazione/collaborazione con il servizio sanitario pubblico per una programmazione degli interventi davvero necessari senza buttare via ingenti risorse. Forse invece che aumentare i LEA (visto che il servizio sanitario pubblico non riesce a garantirli tutti) bisognerebbe fare una scelta di quelli davvero essenziali che dovrebbero rimanere al Pubblico e gli altri andrebbero fatti gestire dal Terzo Settore e dal Privato convenzionato con la programmazione e controllo pubblico.
10 Indicami tre interventi prioritari, chiari e definiti oltre che monitorabili nel loro avanzamento, che inseriresti nel programma per la città, le periferie, la montagna.
- area ex Breda (novella dello stento)
- ex Annona
- Ville Sbertoli
12. Come ha lavorato l’amministrazione Tomasi? Ha usato al meglio gli strumenti e le risorse che ha avuto a disposizione? Dove ha fatto meglio e quali le carenze che risultano più evidenti?
Devo dire che non ha portato sul baratro Pistoia, ha vivacchiato senza riuscire a risolvere (dopo 2 mandati) annosi problemi esistenti a Pistoia. Ha avuto la fortuna di gestire notevoli risorse del PNRR ma con risultati ad oggi non apprezzabili. Il Sindaco e la Vice Sindaca hanno saputo però interloquire, senza arroganza, con i cittadini e le associazioni.
13. Quale il percorso che preferisci per arrivare all’appuntamento elettorale: prima la coalizione con il candidato sindaco e poi un programma tagliato sulla coalizione con infinite mediazioni? Oppure prima un programma di misure essenziali per il futuro di Pistoia, su quale si costruisce la coalizione che lo condivide e che esprime il sindaco?
Credo che le due cose stiano insieme: non può esistere un candidato senza programma e un programma senza una squadra (non solo il Sindaco) adatta a realizzarlo. Vorrei un programma che non sia un libro dei sogni, ma poche cose ben individuate e che sono non sono state risolte da anni. I programmi di solito invece sono tantissime pagine con tantissimi impegni ma scritti in maniera tale che tutti ci si possano ritrovare e che dopo il voto finiscono nel cestino.
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PISTOIA: PRESENTE & FUTURO: -7- IRENE PINI
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