Mancano ormai due settimane al voto per le elezioni amministrative del 24-25 maggio. Il ciclo di interviste che Solo Riformisti ha realizzato per questo appuntamento si chiude con i protagonisti di questa competizione elettorale, i tre aspiranti a Sindaco, che potranno – se vogliono – rispondere alle domande che sono state loro proposte. Ma prima di loro, è apparso doveroso offrire la parola ad Alessandro Tomasi, Sindaco dal 2017 al 1° dicembre 2025 quando è decaduto per l’avvenuta elezione al Consiglio regionale della Toscana dove ricopre l’incarico di Portavoce delle opposizioni
Come si è trovato improvvisamente di fronte ad una elezione sognata ma insperata?
È stata sognata e insperata, è vero, ma anche fondata su un’esperienza amministrativa lunga dieci anni che si è rivelata indispensabile per fare il sindaco. Ero stato infatti consigliere comunale d’opposizione per due mandati, un impegno che mi ha permesso di vivere sia i problemi del nostro territorio che i punti di forza, di conoscere la macchina comunale e di costruire – insieme a tanti altri consiglieri che ancora oggi proseguono l’impegno in Comune- un progetto concreto per Pistoia. Sono stato fin da subito il sindaco di tutti, come deve essere per chi si candida a ricoprire questo ruolo.
Quali sono stati i risultati più importanti di 8 anni di governo della città e gli errori che, con l’esperienza maturata, avrebbe evitato?
Le scuole comunali riqualificate come le Frosini, le Cino e le elementari di Ponte alla Pergola solo per fare degli esempi; le aree verdi rinate, penso al Villon Puccini, a Monteoliveto, al Parco della Rana, a piazza della Resistenza, ma anche ai giardini periferici come Cireglio, Bonelle, Le Querci per dirne alcuni, e all’ultima area riscoperta, quella lungo le mura urbane di viale Matteotti che il Comune ha intitolato a Sigfrido Bartolini; i progetti conclusi e in corso sugli impianti sportivi, ad esempio quello sul Legno Rosso e il nuovo impianto progettato e finanziato nell’area Pallavicini; gli investimenti sull’edilizia popolare alla Certosa, a Bottegone e la manutenzione straordinaria di decine di alloggi; la riqualificazione conclusa o in corso di luoghi di pregio storico e architettonico che erano chiusi e inaccessibili come il Pantheon degli Uomini Illustri, la Saletta Gramsci, il Convento di San Lorenzo, la chiesta di Sant’Ansano, San Jacopo in Castellare .
Sono questi i risultati che considero importanti e che abbiamo raggiunto attraverso la capacità di programmazione e di progettazione, ma anche grazie soprattutto alla forza dell’unione con gli enti e i soggetti che animano la città. Ci sono anche altri risultati da ricordare, non meno importanti: l’apertura di una sede Its per formare i nostri ragazzi, il protocollo d’intesa per portare a Pistoia corsi universitari che abbiano legame con il nostro tessuto produttivo, i nuovi strumenti urbanistici e l’ambizioso progetto di restauro, a distanza di un secolo dall’ultimo grande intervento, del teatro Manzoni.
Rivendico di non aver mai tagliato un euro sul sociale e anzi di aver potenziato i servizi, perché penso che il sociale debba essere il fulcro dell’attività di un Comune; di non aver mai alzato tasse e tariffe su cui l’Amministrazione ha margine di intervento.
Di errori un sindaco ne fa ogni giorno, è inevitabile di fronte alle tante problematiche da affrontare e bisognerebbe chiederlo ai cittadini quali siano gli sbagli fatti durante il mandato. Sono però fiero di non aver fatto quelli che ritengo essere i due errori più grandi per chi si candida a sindaco: parlare a una sola parte della propria comunità per ideologia e fare promesse che non si possono mantenere.
Quali i progetti più ambiti rimasti nel cassetto?
La riqualificazione dei nostri viali, come viale Adua e viale Sestini, che necessitano sicuramente di una trasformazione importante. Su queste opere occorre concentrare progetti e intercettare risorse.
Un progetto che invece è già sulla scrivania, fuori dal cassetto – e così penso debba rimanere nell’agenda politica della prossima amministrazione – è il protocollo d’intesa firmato con l’Università di Firenze e la Fondazione Caript per portare i corsi di studio universitari, come quello d’ingegneria, a Pistoia. È un grande progetto che sarà centrale per lo sviluppo e il futuro del nostro territorio.
Quali gli ostacoli ed i freni maggiori al governo della città?
La lentezza di alcuni procedimenti determinata dalla innumerevole burocrazia di cui anche le amministrazioni pubbliche soffrono.
I rapporti con la Regione per Pistoia.
Buoni rapporti istituzionali. A livello tecnico c’è sempre stata, negli anni, una collaborazione proficua grazie alla professionalità dei dirigenti e dei funzionari sia regionali che comunali. I rapporti politici, inoltre, sono sempre stati fondati sul rispetto dei ruoli istituzionali che sono centrali quando due enti, anche guidati da maggioranze diverse, dialogano per il bene della collettività.
Il dialogo con i cittadini, singoli e mediati dalle loro organizzazioni
Il confronto con i cittadini e con i comitati è alla base di ogni iniziativa politica e amministrativa. Per chi, come me, si è impegnato fin da ragazzo per la propria comunità, prima come rappresentante di istituto e poi come consigliere comunale, fare il sindaco è stata l’esperienza più bella proprio perché alla mia porta hanno bussato tante persone, ognuna con un problema diverso. Ascolto e concretezza fanno la differenza nell’amministrare una città.
La relazione con la tradizione antifascista pistoiese e la memoria della resistenza.
Insieme al Cudir, il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane, abbiamo lavorato fin dal 2017 per rafforzare le iniziative sulla memoria, con l’obiettivo di andare ben oltre un esercizio retorico. Lo abbiamo fatto soprattutto attraverso la storia locale, la nostra identità, i volti di chi, anche a Pistoia, ha dato la vita per la libertà. La sepoltura perpetua al partigiano Silvano Fedi, nel 2022, e prima ancora la sua proclamazione a cittadino illustre da parte del Consiglio comunale, credo sia la massima espressione di un percorso proficuo che abbiamo potuto fare grazia alla collaborazione tra Comune e associazioni.
Lo stesso percorso ha portato ad avere, ad esempio, anche il monumento dedicato alle infermiere della Feb in piazza della Resistenza e, sempre nello stesso giardino, il cippo in memoria di Renato Moscato.
Con orgoglio ricordo anche la visita di 150 ragazzi e ragazze dell’Istituto Einaudi ad Auschwitz, che il Comune ha sostenuto economicamente. Sono convinto che le iniziative debbano andare sempre più verso un coinvolgimento reale dei giovani, un avvicinamento delle nuove generazioni alla memoria attraverso esperienze che vadano oltre i libri di scuola.



COMUNICATO DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO DI PISTOIA
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