Contro l’ambientalismo che si fa ideologia “Sui rifiuti siamo indietro di decenni rispetto a regioni come l’Emilia-Romagna, che hanno invece trasformato lo smaltimento dei rifiuti in una vera e propria economia circolare. In Toscana, al contrario, in assenza di impianti di smaltimento moderni, siamo costretti a portare fuori i nostri rifiuti, con costi di gestione altissimi che ricadono inevitabilmente sulle bollette dei cittadini”
1. In una Toscana che arretra in un Paese che è fermo, che lettura dai della situazione economica e sociale del Comune? Quale futuro per le attività economiche nel panorama di una galoppante deindustrializzazione? E quale futuro lavoro, in particolare per i giovani e le donne? In uno scenario che sarà dominato dalla diffusione delle applicazioni della Intelligenza artificiale
La Toscana avrebbe tutte le carte in regola per essere una regione leader in Europa, ma in questi anni sono mancate strategie efficaci e una visione industriale chiara, soprattutto nel campo dei rifiuti, da parte della classe politica regionale. Molti giovani preferiscono andare a studiare fuori, piuttosto che rimanere in Toscana.
A Pistoia stiamo lavorando per invertire la rotta, investendo in alta formazione e in progetti che generino forza lavoro stabile. Abbiamo già messo a terra alcune realtà come: – Centro Civico 569 a Bottegone, un ambiente polivalente che offre corsi di formazione gratuti ai nostri giovani; – Polo Tecnologico e ITS Prime: Pistoia è diventata sede strategica per questa fondazione che offre corsi di alta formazione in settori come il ferro-tramviario e tecnologico, assi portanti dell’economia locale.
Si calcola che il 90 per cento degli studenti che conclude il percorso trova subito occupazioni ben retribuite; – Pistoia Essere Impresa: grazie al contributo di CNA è nato un progetto che sostiene concretamente l’imprenditorialità giovanile. Infine, sull’intelligenza artificiale: come amministratori siamo chiamati a fare la nostra parte, governando questo cambiamento epocale e non subendolo.
2. Nessuno, o quasi, parla più o, peggio, pensa più in termini di area metropolitana Firenze Prato Pistoia. È stato un tema, che qualche decennio anni fa agitava Pistoia, quando si parlava della sua marginalità in questa area. Su quali interventi, non solo di infrastrutture fisiche, Pistoia dovrebbe puntare per rientrare in questa partita e sviluppare le sue potenzialità? E come dovrebbe atteggiarsi Pistoia di fronte lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola, per dirne una?
Personalmente non ho mai pensato che Pistoia fosse ai margini dell’area metropolitana. Tutt’altro: credo che Pistoia abbia una sua identità e un proprio peso specifico. L’area vasta esiste già nei fatti, quello che manca semmai è una condivisione più stretta di progetti e politiche per il suo pieno sviluppo. Sull’aeroporto di Peretola l’approccio deve essere laico: bene lo sviluppo infrastrutturale della regione, a patto che sia supportato da una rete di collegamenti veloci che ad oggi invece è carente.
3. Un tema ineludibile è quello del rapporto con il privato per la gestione dei servizi (acqua, rifiuti): c’è nella sinistra un evidente ritorno al passato sia la gestione pubblica dell’acqua che per la quotazione in borsa della multiutiliy, su base esclusivamente ideologiche, per dire qualcosa di sinistra, ma non per migliorare il servizio ai cittadini. Cosa ne pensi?
Penso che anche qui l’approccio debba essere pragmatico e laico. Non possiamo più permetterci bollette, che sono tra le più care d’Italia, a fronte di servizi spesso deficitari. Sui rifiuti siamo indietro di decenni rispetto a regioni come l’Emilia-Romagna, che hanno invece trasformato lo smaltimento dei rifiuti in una vera e propria economia circolare. In Toscana, al contrario, in assenza di impianti di smaltimento moderni, siamo costretti a portare fuori i nostri rifiuti, con costi di gestione altissimi che ricadono inevitabilmente sulle bollette dei cittadini.
Sull’acqua il dibattito che si è innescato post-referendum non ha prodotto passi in avanti, ma ha soltanto generato un arroccamento della sinistra su posizioni ideologiche che non danno risposte a quelle che sono le attuali esigenze. Noi siamo disponibili a fare qualsiasi tipo di ragionamento, purché sia serio e rispondente alla realtà. Un primo punto da cui partire, per esempio, sarebbe quello dello spreco dell’acqua e dei troppi lavori che vengono fatti ai nostri acquedotti.
4. Cosa metteresti al centro del programma come impegno prioritario e prevalente, come asse strategico principale per la nuova amministrazione: la casa piuttosto che la cultura? Servizi per la natalità ed i bambini o servizi per l’assistenza agli anziani (i bambini non votano, gli anziani si…? Il sostegno alle attività economiche o l’ambiente? Oppure la scuola, per adeguarla alle nuove sfide? Per non dire delel sfide per la nuova medicina territoriale.
Negli ultimi nove anni di mandato, il Centro-Destra ha dimostrato che non serve scegliere tra casa, cultura, sociale o ambiente: con una programmazione seria, sono state messe al centro la persona e la qualità della vita. Le nostre azioni parlano chiaro: – Emergenza abitativa: abbiamo investito 1,6 milioni di euro di bilancio comunale per il complesso della Certosa alle Fornaci, oltre all’aver restituito alla città più di 200 alloggi, riducendo così le liste di attesa; – Scuole sicure e moderne: abbiamo riqualificato e messo in sicurezza il 90 percento del patrimonio scolastico comunale.
Abbiamo anche realizzato una scuola nuova, La Cino da Pistoia, e ristrutturato completamente le Frosini, mantenendone le caratteristiche storiche; – Sostegno alla natalità: abbiamo realizzato due nuovi spazi 0-6 per i più piccoli, il nido La Margherita alle Piastre e l’Arcobaleno a Bottegone; e quest’anno stiamo lavorando per azzerare le liste di attesa. – Ambiente e Sociale: abbiamo sostituito l’assistenzialismo ideologico con investimenti strutturali. Per l’ambiente sono stati tantissimi gli interventi, tra cui la dotazione di nuovi punti luce a risparmio energetico e l’efficientamento di numerosi immobili comunali.
Per quanto riguarda invece il sostegno agli anziani è stata implementata la rete di Socialmente che offre spazi, iniziative e supporto. Questo è ciò che vorremmo continuare a fare, se i cittadini ci daranno nuovamente fiducia
5. Uno dei temi più avvertiti dai cittadini è la questione dell’abitare, affrontata spesso senza tener conto del cambiamento profondo della domanda. Quali proposte potrebbero venire dagli enti pubblici in collaborazione con i privati, profit e non profit, con il supporto delle aziende del credito e le Fondazioni bancarie per elaborare un programma a medio-lungo termine e curarne la realizzazione? Anche per evitare la (s)vendita del patrimonio immobiliare del Comune, storico e di recente donazione (es. Villini Desii)
La questione dell’abitare deve essere centrale nel programma politico di qualsiasi sindaco. Noi stiamo già intervenendo, proponendo soluzioni di co-housing e di edilizia sociale come quella che verrà realizzata nell’area ex Ricciarelli.
6. Il rapporto con i privati per gli investimenti: si afferma, si invoca ma poi nella pratica non riesce a decollare perché si pretende di imporre obblighi e adempimenti del pubblico e perché scattano sempre, regolarmente, le pregiudiziali ideologiche, dimenticando la lezione di un dirigente che ha fatto il suo paese grande, forse anche troppo: «Non importa che il gatto sia bianco o nero, purché acchiappi i topi». Come metterlo in pratica, ad esempio, per il recupero e la riqualificazione urbana? Le ex Breda non sono un esempio incoraggiante…
Sull’area ex Breda stiamo finalmente risarcendo una ferita che la città si trascinava da anni, sbloccando un cantiere che porterà sviluppo e decoro. Il nostro obiettivo nel rapporto con i privati è quello di attrarre investimenti che portino valore aggiunto: il privato deve essere un partner strategico, non un nemico.
7. I sindaci, di fronte a problemi quali la sicurezza ed il contrasto della criminalità, in campagna elettorale tendono ad atteggiarsi a Superman, promettendo l’impossibile su temi dove hanno competenze residuali, ma, una volta eletti, ridiventano il timido Clark Kent schiacciato da ostacoli burocratici ed impossibilitato a mantenere. Cosa si dovrebbe fare per il contrasto alla criminalità e per la sicurezza ed il decoro della città?
Non esiste un’unica ricetta per il contrasto alla criminalità, sicuramente due elementi importanti sono la presenza costante e la cura del territorio. Siamo convinti infatti che l’assenza di decoro offra terreno fertile a spaccio e criminalità; per questo motivo in questi nove anni abbiamo puntato alla riqualificazione di aree verdi e parchi, favorendo anche la gestione e il controllo da parte di privati e di associazioni.
8. Sulla questione migranti infuria lo scontro politico in tutto il mondo occidentale (nessun si domanda perché non vogliono andare in Russia o in Cina o perché scappano da Cuba): l’estrema destra raccoglie consensi sempre più ampi, in Europa governi a guida liberale e progressista tendono a restringere l’accoglienza. A Pistoia in questi anni si è consumata la vicenda di Vicofaro che ha diviso la comunità pistoiese e lacerato la Chiesa locale. Quale potrebbe essere una politica di sinistra per l’accoglienza a Pistoia che possa fare dei migranti una risorsa?
Sulla gestione dell’accoglienza e sul caso Vicofaro, la nostra amministrazione si è sempre comportata in modo rigorosamente istituzionale. Abbiamo scelto la via del confronto ai tavoli tecnici con la Prefettura e le autorità competenti, senza mai cedere alla tentazione di trasformare un tema così delicato e complesso in becera propaganda politica.
Abbiamo fatto tutto ciò che rientrava nei poteri e nei doveri dell’amministrazione: siamo intervenuti con ordinanze di natura tecnica, igienico-sanitaria e di sicurezza, dettate esclusivamente dal buonsenso di tutelare sia l’incolumità dei residenti e degli stessi ospiti. Per noi l’accoglienza non è uno slogan, ma un processo che deve avvenire nel rispetto delle regole e della convivenza civile.
9. Che giudizio dai della sanità pistoiese nel contesto di una super ASL dove Pistoia è il vaso di coccio? Ed i tanti, troppi progetti di medicina territoriale, perfetti sulla carta ma spesso destinati a naufragare per mancanza di risorse, finanziarie ed umane? Su cosa il Comune dovrebbe focalizzare il suo impegno? e come superare la ritrosia che si avverte, nonostante apprezzamenti formali, nei confronti del Terzo Settore che può dare un contributo importante nell’ambito della programmazione dei servizi da parte del soggetto pubblico?
Sulla sanità la nostra visione è sempre stata chiara: vogliamo una sanità di prossimità che porti servizi veloci e risposte certe ai cittadini. Il Comune ha spesso fatto la sua parte siglando protocolli con Farcom, che hanno trasformato le farmacie comunali in veri presidi sanitari sul territorio e intervenendo su tematiche importanti come l’assenza del medico di base nelle aree montane. Invece di limitarci alla protesta, abbiamo cercato soluzioni per non lasciare indietro i cittadini; per noi la sanità del futuro deve essere rapida, facilmente accessibile ed integrata con il terzo settore.
10. Indicami tre interventi prioritari, chiari e definiti oltre che monitorabili nel loro avanzamento, che inseriresti nel programma per la città, le periferie, la montagna.
Dopo aver indicato il nome di Anna Maria Celesti per guidare il centro-destra alle prossime elezioni amministrative, stiamo scrivendo insieme un programma che sia chiaro, semplice e monitorabile, ma ambizioso.
11. Se ti dico Università a Pistoia che reazione hai?
Nell’ultimo anno abbiamo lavorato alla firma di un protocollo d’intesa con l’Università di Firenze per portare nella nostra città alcuni indirizzi che sono strategici per il tessuto economico locale. Il tema dell’Università è cruciale per lo sviluppo di Pistoia e spero che chiunque sia il prossimo Sindaco lo metta come priorità nella propria agenda.
12. Come ha lavorato l’amministrazione Tomasi? Ha usato al meglio gli strumenti e le risorse che ha avuto a disposizione? Dove ha fatto meglio e quali le carenze che risultano più evidenti?
Non voglio dare giudizi di parte, ma portare dati concreti. In nove anni di amministrazione abbiamo portato a terra circa 150 Milioni di investimenti, di cui soltanto il 20% coperti dai finanziamenti PNRR. La vera rivoluzione è stata infatti quella di rendere il Comune capace di progettare ed intercettare risorse, mantenendo comunque i conti in ordine.
13. Quale il percorso che preferisci per arrivare all’appuntamento elettorale: prima la coalizione con il candidato sindaco e poi un programma tagliato sulla coalizione con infinite mediazioni? Oppure prima un programma di misure essenziali per il futuro di Pistoia, su quale si costruisce la coalizione che lo condivide e che esprime il sindaco?
Il percorso del centro-destra è stato lineare e chiaro: abbiamo lavorato unitamente, anteponendo il benessere della città alle logiche personalistiche, individuando in Anna Maria Celesti la persona migliore che potesse guidare la coalizione in questo particolare momento. Mi sembra invece che non si possa dire la stessa cosa del centro-sinistra.
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MARCIA DELLA LIBERTÀ
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