Una proposta da sviluppare “…abbiamo oggi la fortuna di avere a Pistoia una delle più importanti e autorevoli Fondazioni Bancarie…potrebbe essere un compito possibile quello di progettare insieme pubblico/privato e Fondazione Bancaria un nuovo progetto di “come abitare la città”, che possa guardare al futuro e essere all’altezza di una città contemporanea”
1. In una Toscana che arretra in un Paese che è fermo, che lettura dai della situazione economica e sociale del Comune? Quale futuro per le attività economiche nel panorama di una galoppante deindustrializzazione? E quale futuro lavoro, in particolare per i giovani e le donne? In uno scenario che sarà dominato dalla diffusione delle applicazioni della Intelligenza artificiale
Dobbiamo guardare al futuro con “occhiali nuovi”, avere fiducia e porsi l’obiettivo serio ed ambizioso di creare nuove opportunità lavorative per i giovani, le donne e per chi è a rischio di uscita dal mercato del lavoro. Guardare al futuro come opportunità: gli altri lo fanno, lo può fare anche Pistoia; in questo senso l’intelligenza artificiale è già la prossima frontiera: dobbiamo avere la capacità di coglierne le potenzialità e le innovazioni che porta con sé.
Dobbiamo avere la capacità di valorizzare maggiormente le nostre eccellenze, penso al vivaismo, sviluppando pensieri e azioni innovative come quello dell’“economia circolare del vivaismo” per sviluppare la filiera del riuso.
2. Nessuno, o quasi, parla più o, peggio, pensa più in termini di area metropolitana Firenze Prato Pistoia. È stato un tema, che qualche decennio anni fa agitava Pistoia, quando si parlava della sua marginalità in questa area. Su quali interventi, non solo di infrastrutture fisiche, Pistoia dovrebbe puntare per rientrare in questa partita e sviluppare le sue potenzialità? E come dovrebbe atteggiarsi Pistoia di fronte lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola, per dirne una?
In questo nostro tempo la solitudine crea isolamento, e purtroppo Pistoia soffre di questa malattia. Occorre una cura, forte e duratura nel tempo, sicuramente il collegamento con città più avanti della di Pistoia possono aiutare; non dobbiamo aver paura di confrontarci con chi è “più avanti di noi”, penso a Prato, che è un grande “paesone”, ma è riuscito a trovare la propria dimensione di città contemporanea, negli eventi culturali, nel commercio, nella ristorazione.
Pistoia è nel mezzo fra l’aeroporto di Pisa l’aeroporto di Firenze, credo che il tema non sia quello dell’ampliamento, ma costruire dei maggiori e migliori collegamenti e soprattutto costruire delle occasioni per il turismo affinché Pistoia non sia solo di passaggio.
3.Un tema ineludibile è quello del rapporto con il privato per la gestione dei servizi (acqua, rifiuti): c’è nella sinistra un evidente ritorno al passato sia la gestione pubblica dell’acqua che per la quotazione in borsa della multiutiliy, su base esclusivamente ideologiche, per dire qualcosa di sinistra, ma non per migliorare il servizio ai cittadini. Cosa ne pensi?
Il tema del rapporto pubblico-privato nella gestione dei servi pubblici locali (acqua, rifiuti, ecc.) nel terzo millennio non può essere affrontato con le ideologie; per i cittadini contano due aspetti qualità del servizio, e tariffe, è su questi aspetti che dobbiamo porre l’attenzione e costruire modelli gestionali. Se il modello multiutility garantisce alta qualità del servizio e tariffe più basse credo che sia la strada giusta.
Certamente il modello deve garantire che i Comuni mantengano sempre il controllo, che nei sevizi pubblici è fondamentale, poiché sono i Sindaci che devono mettere in fila le priorità dei cittadini e delle comunità.
4. Cosa metteresti al centro del programma come impegno prioritario e prevalente, come asse strategico principale per la nuova amministrazione: la casa piuttosto che la cultura? Servizi per la natalità ed i bambini o servizi per l’assistenza agli anziani (i bambini non votano, gli anziani si…? Il sostegno alle attività economiche o l’ambiente? Oppure la scuola, per adeguarla alle nuove sfide? Per non dire delle sfide per la nuova medicina territoriale.
Sono tutti aspetti fondamentali della vita di ognuno di noi: la casa, la cultura, la cura dei bambini e degli anziani, l’economia, la sanità. È necessario che la prossima amministrazione individui e valorizzi competenze in questi ambiti, costruendo un programma che non sia il “libro dei sogni” ma un progetto di città che tenga all’interno tutti questi aspetti e che riesca a valorizzarli in una “visione” comune. La “visione” è fondamentale perché dà il senso alle singole azioni progettuali che in un progetto organico rappresentano il modo con cui vogliamo migliorare questa nostra comunità.
5. Uno dei temi più avvertiti dai cittadini è la questione dell’abitare, affrontata spesso senza tener conto del cambiamento profondo della domanda. Quali proposte potrebbero venire dagli enti pubblici in collaborazione con i privati, profit e non profit, con il supporto delle aziende del credito e le Fondazioni bancarie per elaborare un programma a medio-lungo termine e curarne la realizzazione? Anche per evitare la (s)vendita del patrimonio immobiliare del Comune, storico e di recente donazione (es. Villini Desii)
Il tema dell’abitare può essere per Pistoia una grande opportunità: accanto alle forme tradizionali di abitare stanno venendo avanti, anche nelle città a noi vicine, forme nuove di abitare, quali, ad esempio, il co-housing. Grazie a persone lungimiranti e di grandi capacità abbiamo oggi la fortuna di avere a Pistoia una delle più importanti e autorevoli Fondazioni Bancarie; credo che potrebbe essere un compito possibile quello di progettare insieme pubblico/privato e Fondazione Bancaria un nuovo progetto di “come abitare la città”, che possa guardare al futuro e essere all’altezza di una città contemporanea.
6. Il rapporto con i privati per gli investimenti: si afferma, si invoca ma poi nella pratica non riesce a decollare perché si pretende di imporre obblighi e adempimenti del pubblico e perché scattano sempre, regolarmente, le pregiudiziali ideologiche, dimenticando la lezione di un dirigente che ha fatto il suo paese grande, forse anche troppo: «Non importa che il gatto sia bianco o nero, purché acchiappi i topi». Come metterlo in pratica, ad esempio, per il recupero e la riqualificazione urbana? Le ex Breda non sono un esempio incoraggiante…
Il rapporto pubblico –privato sulle tematiche degli investimenti locali rappresenta certamente una sfida importante. Credo che occorra un sistema di governance coordinato dal Comune ma che comprenda e si confronti con tutte le realtà pubbliche e private che operano nella filiera dell’edilizia per creare una rete che sviluppi strategie condivise a livello di città, orientando su queste gli investimenti per lo sviluppo di Pistoia
7. I sindaci, di fronte a problemi quali la sicurezza ed il contrasto della criminalità, in campagna elettorale tendono ad atteggiarsi a Superman, promettendo l’impossibile su temi dove hanno competenze residuali, ma, una volta eletti, ridiventano il timido Clark Kent schiacciato da ostacoli burocratici ed impossibilitato a mantenere. Cosa si dovrebbe fare per il contrasto alla criminalità e per la sicurezza ed il decoro della città?
Garantire la sicurezza in senso stretto per i cittadini è compito del Governo e sul territorio della Prefettura, che coordina le Forze dell’Ordine. I Comuni possono e devono mettere in atto tutte quelle forme di prevenzione che migliorano la sicurezza negli spazi pubblici. In questo senso tutte le azioni che incrementano la vitalità degli spazi pubblici, attraverso la presenza di cittadini e associazioni, con eventi e iniziative, che evitano il vuoto, l’abbandono e l’incuria incrementano di conseguenza la sicurezza. Questa credo sia la strada che le comunità dovrebbero maggiormente perseguire, ripartendo dalle Circoscrizioni che certamente vanno riattualizzate, ma rappresentano dei presidi territoriali anche di sicurezza per i cittadini.
8. Sulla questione migranti infuria lo scontro politico in tutto il mondo occidentale (nessun si domanda perché non vogliono andare in Russia o in Cina o perché scappano da Cuba): l’estrema destra raccoglie consensi sempre più ampi, in Europa governi a guida liberale e progressista tendono a restringere l’accoglienza. A Pistoia in questi anni si è consumata la vicenda di Vicofaro che ha diviso la comunità pistoiese e lacerato la Chiesa locale. Quale potrebbe essere una politica di sinistra per l’accoglienza a Pistoia che possa fare dei migranti una risorsa?
La città dovrà sempre di più prendere consapevolezza del fatto che il trend migratorio è inarrestabile e incontrovertibile. La diversità deve essere vissuta non come stigmatizzazione, ma come un nuovo modo di fare comunità: tutti devono essere cittadini della nostra comunità. Questa è la grande sfida; ci sono città anche vicine a noi, che possono essere da esempio. Il futuro è questo. Solo chi non è all’altezza di questa sfida non lo vede e lo nega.
9. Che giudizio dai della sanità pistoiese nel contesto di una super ASL dove Pistoia è il vaso di coccio? Ed i tanti, troppi progetti di medicina territoriale, perfetti sulla carta ma spesso destinati a naufragare per mancanza di risorse, finanziarie ed umane? Su cosa il Comune dovrebbe focalizzare il suo impegno? e come superare la ritrosia che si avverte, nonostante apprezzamenti formali, nei confronti del Terzo Settore che può dare un contributo importante nell’ambito della programmazione dei servii da parte del soggetto pubblico?
La questione della sanità è certamente uno degli aspetti più importanti della vita di ognuno di noi. Credo che a distanza di ormai dieci anni dalla riforma del sistema sanitario toscano che ha visto l’unificazione delle Aziende Sanitarie in tre Aziende per tutta la Toscana, sia necessaria una stagione di nuove scelte. Oggi si parla di sanità territoriale, dove il concetto principale è quello della “prossimità” inteso come vicinanza del sistema di cura alla persona. In questo senso credo che anche il “luogo” delle decisioni debba essere riportato in seno alle comunità locali. In Toscana in questo senso sono state sviluppate le Società della Salute dove i Comuni hanno la maggioranza di potere nelle scelte: è necessario che questo sistema, ancora sperimentale, diventi il modello, per poter realizzare appieno quella riforma della sanità territoriale di cui tutti parlano.
Sul tema della sanità la Governance deve essere chiaramente pubblica, si tratta del bene principale, ma questo non significa che alla costruzione del modello gestionale non debbano contribuire tutti, soggetti pubblici e privati, sia profit che no profit.
10. Indicami tre interventi prioritari, chiari e definiti oltre che monitorabili nel loro avanzamento, che inseriresti nel programma per la città, le periferie, la montagna.
Per la città: – il Centro Storico allargato: troppi fondi sfitti, poche attività commerciali. È necessario sviluppare iniziative possibilmente innovative e di interesse sia dei ragazzi, ma anche degli adulti, degli anziani e delle famiglie con bambini, affinché la città si ripopoli e diventi uno spazio maggiormente vissuto
– le periferie: è necessario implementare nelle periferie le funzioni pubbliche e allo stesso tempo investire in spazi e luoghi di aggregazione e socialità in collaborazione con le realtà associative e del terzo settore locali. Realizzare nuove piazze e dove ci sono riqualificarle, perché diventino luogo di incontro e scambio intergenerazionale e interculturale.
– per la montagna: la Montagna Pistoiese ha tutte le caratteristiche per diventare una meta di turismo: oggi sempre di più le persone cercano esperienze nella natura. è un’occasione che Pistoia dovrebbe maggiormente cogliere.
11. Se ti dico Università a Pistoia che reazione hai?
L’Università a Pistoia ha senso se riesce a caratterizzarsi per un’occasione formativa di alto livello. Potrebbe essere il luogo di Laboratori di Ricerca di Alta specializzazione nutrendosi reciprocamente delle forti sinergie fra mondo delle imprese, valorizzando le nostre due eccellenze: vivaismo e Hitachi, e mondo della ricerca. Diversamente credo che dobbiamo fare molta attenzione che a Pistoia non si realizzi l’università di serie “B”.
12. Come ha lavorato l’amministrazione Tomasi? Ha usato al meglio gli strumenti e le risorse che ha avuto a disposizione? Dove ha fatto meglio e quali le carenze che risultano più evidenti?
Penso che la criticità più importante dell’Amministrazione Tomasi sia stata quella di non avere una “visione” di città, un disegno complessivo, e soprattutto di aver rilegato Pistoia all’ isolamento.
Chi amministra la cosa pubblica ha la responsabilità di “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, di “rischiare”, ognuno deve fare la propria parte, tutti devono contribuire, ma chi Amministra deve “rischiare “di più; solo così possiamo costruire una comunità migliore.
13. Quale il percorso che preferisci per arrivare all’appuntamento elettorale: prima la coalizione con il candidato sindaco e poi un programma tagliato sulla coalizione con infinite mediazioni? Oppure prima un programma di misure essenziali per il futuro di Pistoia, su quale si costruisce la coalizione che lo condivide e che esprime il sindaco?
Per vincere occorre la Coalizione, il Sindaco e il Programma. Sono tre elementi essenziali che devono essere legati fra di loro per poter esprimere un nuovo progetto di governo della Città. Naturalmente sia il candidato a Sindaco sia il Programma devono tener conto che Pistoia è amministrata dal centro destra da quasi dieci anni e quindi sia il programma che profilo del candidato Sindaco devono essere capaci di parlare e raccogliere consensi e condivisione con un’importante fascia della popolazione che alle ultime elezioni non ha votato centro-sinistra.
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PISTOIA: PRESENTE & FUTURO: -10- SERGIO GIUSTI 
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