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L’ORA DELLE SPERANZE: ISRAELE E LIBANO MERITANO L’AIUTO DEL MONDO

Israele e il Libano affermano “il diritto di ciascuno stato a vivere in pace e a garantire il desiderio condiviso di vivere in sicurezza come stati sovrani”.

di Fiamma Nirenstein | 30 Giugno 2026

Di accordi, armistizi, cessate il fuoco, intese di sicurezza sono lastricate le strade di Israele e Libano: 1949;1983;1996;2024; 2026… Quindi si può capire che gli scettici sull’accordo trilaterale attuale, ripetano che servirà solo a creare un’ennesima guerra civile libanese mentre nel Golfo si riaccende lo scontro che potrebbe portare all’esplosione fra Iran e USA. Ma c’è un punto di vista diverso, quello della grande storia dei rapporti fra occidente e oriente e del ruolo degli USA che merita la nostra speranza. In un momento critico, in cui l’Iran sembrava brillare su tutti i fronti, ha subito invece una sconfitta strategica.

La sua premessa all’accordo è stata scavalcata: faceva del Libano, Paese sovrano, una sua proprietà strategica, cercava di imporre il blocco di Israele e il diritto per gli Hezbollah di dominare il Paese dei Cedri, dì restare armati sul confine di Israele preparando il loro 7 di ottobre… Ma questa pretesa egemonica sul Medioriente è stata cancellata dall’accordo, sponsorizzato dagli USA, degli unici due veri interessati, il Libano e Israele, confinanti, torturati dall’aggressività degli Hezbollah.

Alla tv libanese MTV Walid Abboud, il conduttore del talk politico Bi Mawdouiyeh, ha ripetuto agli Hezbollah: “Ve ne dovete andare, smettete di rovinarci la vita”. È un sentimento comune: il Libano sogna ancora che Beirut sia la Parigi del Medio Oriente, non una succursale di Teheran. Ieri le manifestazioni degli Hezbollah sono state affrontate con durezza dalla polizia di Stato.

 In Israele, si respira di nuovo il sogno della pace coi vicini, della fine dello strapotere iraniano. La strada è dura ma simboleggia la possibilità che anche in tempi difficili esista la strada per cui si supera il cuneo fra la civiltà ebraico cristiane e il mondo musulmano: il terrorismo. Sembrava che l’Iran avesse in mano le sorti del Medio Oriente quando ha ribadito nell’accordo con Trump che Israele doveva immediatamente lasciare il sud del Libano. Israele, nonostante le sferzate di Vance, ha ripetuto che non se ne sarebbe andato lasciando il confine e la sua gente in mano a Hezbollah, con i suoi missili e droni, gallerie.

Adesso, il Libano, al contrario di tanta opinione pubblica, ha elaborato che Israele non ha piani di conquista, e anzi allearsi allo Stato ebraico può diventare la strada della liberazione. Lo stesso vale per Gaza, che manifesta in piazza, e forse comincia a capire che la presenza di Israele può liberarla dal suo peggior nemico, la dittatura di Hamas. Israele nel trattato firma un documento che la impegna a sgomberare appena Hezbollah verrà disarmato.

Israele e il Libano affermano “il diritto di ciascuno stato a vivere in pace e a garantire il desiderio condiviso di vivere in sicurezza come stati sovrani”. Due zone all’inizio saranno l’esperimento su cui il Libano esercita “la ricostruzione del monopolio dello stato sull’uso della forza…” tramite il suo esercito.

Nel 2000 Israele lasciò il Libano, gli hezbollah non avevano più ragione di esistere, assassinarono con uno scoppio mostruoso Rafik Hariri, e poi causarono la guerra del 2026. I 150 mila missili accumulati, la gigantesca esplosione al porto di Beirut… la furia omicida è tanta, venerdì è stato commovente vedere l’ambasciatrice Nada Hamadh Mouwawad che firmava l’accordo.

Ma l’eliminazione di Nasrallah, la stridente ingiunzione di Naim Kassem a rinunciare all’accordo, l’indebolimento del regime iraniano, sono lo sfondo su cui Marc Rubio ha fondato l’inaspettato successo di mallevadore e ha riproposto la guerra morale al terrorismo e per la pace. Israele e il Libano, testa a testa, meritano ora l’aiuto di tutto il mondo libero.

lunedì 29 giugno 2026 Il Giornale

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Pubblicato in : Esteri, Politica

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein è giornalista e scrittrice. É italiana e israeliana, un parco pubblico del centro di Firenze, il Giardino di Borgo Allegri, porta il nome della madre partigiana e giornalista fiorentina Wanda Lattes e del padre storico della Shoah Alberto Nirenstein. Vive a Gerusalemme ed è membro del think-tank israeliano il Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs (JCFA). Ha studiato storia moderna all’Università di Firenze, dove è nata, e ha insegnato per diversi anni Storia di Israele e del Medio Oriente all’Università Luiss di Roma. È stata direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura dal 1992 al 1994. La sua esperienza giornalistica comprende giornali, radio e TV. I suoi saggi, interviste ed editoriali sul Medio Oriente sono stati determinanti nel rivelare i pregiudizi contro Israele.

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Savini Paolo

    30 Giugno 2026 alle 21:59

    Peccato che nessun giornale o tv in Italia riporti questo

    Rispondi

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