• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

LO STATO UNICO DI HAMAS

Da ITALIA OGGI 23 settembre 2025

di Giovanni Cominelli | 26 Settembre 2025

Ieri è stato indetto uno sciopero nazionale organizzato da vari sindacati per solidarietà a Gaza contro “il genocidio” israeliano a danno dei Palestinesi. Sono forse gli unici orrori al mondo quelli di Gaza?  Secondo qualche comunicato sindacale pare di sì. Intanto, sul fronte russo-ucraino i giovani già caduti sono centinaia di migliaia, da ambo le parti, i profughi ucraini sono 6 milioni. La guerra civile sudanese ha già prodotto circa 150 mila morti. Ciò che sta accadendo nel centro-Africa, tra Congo, Nigeria e Boko-Haram arriva a malapena sui nostri teleschermi: si tratta di massacri quotidiani. Vogliamo passare alla Birmania?…

L’orrore è dappertutto lo stesso, ma l’ideologia e la politica politicante annebbiano lo sguardo. Secondo quello di una quota notevole di opinione pubblica italiana, a Gaza è in corso un massacro sistematico di civili inermi ad opera di un esercito armato fino ai denti. L’operazione pertanto può essere nominata in un solo modo: “genocidio”, appunto.

Piazze, sindacati, partiti, rettori e senati accademici rifiutano ostinatamente di prendere atto di un paio di verità-realtà: che a Gaza è in corso una guerra e che Hamas è un movimento politico-militare che a Gaza ha costruito uno Stato, dotato di un Esercito per farla.  Hamas, fondata nel 1987, da Ahmed Yassin, un religioso palestinese attivista dei Fratelli Musulmani, ha sì esordito sulla scena del Medioriente con attentati terroristici suicidi. Perciò decine di Paesi, tra cui Israele, Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito sono corsi a classificarla come organizzazione terroristica. E’ stato un errore di sottovalutazione. Hamas ha praticato il terrorismo sanguinario, ma non è le BR dei Palestinesi: è l’Isis impiantato a Gaza. Gaza è uno Stato islamico.

Il 7 ottobre 2023 questo Stato ha scatenato una guerra di lunga durata contro lo Stato di Israele. Per conquistare un pezzo di territorio di Israele, per allargare il territorio di Gaza, per “Due popoli, due Stati”? No. Hamas non vuole allargare Gaza, non vuole “due Stati”, ne vuole uno solo per sé e perciò vuole fare sparire Israele dalla carta geografica del Medioriente. Secondo la definizione di Lemkin, è questo il genocidio!  La tecnica del “pogrom” è simbolicamente coerente con questo obbiettivo mai nascosto. Per realizzare il quale Hamas si è lungamente preparata, con la formazione di un esercito di decine di migliaia di soldati/miliziani inquadrati e ben retribuiti, con l’accumulo di missili, bombe, droni e con lo scavo di centinaia di km. di tunnel, il tutto al costo di miliardi di dollari. E al prezzo dell’uso bellico e del martirio dei civili, se é vero che scuole, uffici, ospedali, grattacieli sono utilizzati per la guerra totale.

La rappresentazione, secondo cui Hamas è un popolo di civili inermi, sui quali l’IDF spara sadicamente, é propaganda di guerra, non è la realtà. E’, semmai, la realtà atroce della guerra, nella quale i militari palestinesi e israeliani si uccidono a vicenda e i civili muoiono in quantità maggiori dei militari. E’ la storia della Seconda guerra mondiale e di quelle successive. In Europa eravamo stati abituati a pensare la guerra come un fenomeno del passato. E’ riapparsa dapprima sul fronte russo-ucraino e un anno dopo in Medioriente. Essa interpella la nostra umanità più profonda.

Cosa fare per contribuire a fermarla?

Occorre incominciare da una terapia del linguaggio. “Guerra” qui significa che l’aggressore è Hamas, che l’aggredito è Israele. O no?! C’è un modo semplice e immediato per porre fine alla guerra a Gaza. E’ stato proposto da Israele, dall’Autorità nazionale palestinese e dalla Lega Araba: che Hamas consegni gli ostaggi e deponga le armi.  Finora, in nessuna manifestazione in Italia si è mai sentito questo appello elementare. Tutti in appoggio ad Hamas. D’altronde, perché Hamas dovrebbe arrendersi, se l’opinione pubblica europea chiede, invece, a Israele di farlo? Se Hamas non consegna le armi e gli ostaggi, la guerra continua. Alla guerra di annientamento, dichiarata da Hamas, Israele non può dare nessun’altra risposta che quella di cercare di annientare l’annientatore. Hitler voleva annientare gli Ebrei, ma si limitava a voler sottomettere i popoli baltici e balcanici. Hamas non vuole sottomettere Israele, lo vuole distruggere. Per decenni la sinistra israeliana aveva puntato su “Due popoli, due Stati”. Né la Lega Araba, né l’ANP hanno mai accettato, fino a qualche mese fa, questa prospettiva.

Con ciò hanno ottenuto tre  effetti: la guerra endemica in Medioriente, la perdita di credibilità della sinistra israeliana, la vittoria del Likud e delle posizioni integraliste di estrema destra, che allo slogan di Hamas “la Palestina dal Giordano al mare”, rispondono “Israele, dal Nilo all’Eufrate”. Landini chiama a schierarsi con Hamas. Perciò la guerra non si fermerà. Ma se ne può sempre fare un cinico uso politico interno. Tra un po’ si vota…

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri, Politica

Info Giovanni Cominelli

Laurea in Filosofia nel 1968, dopo studi all’Università cattolica di Milano, alla Freie Universität di Berlino, all’Università statale di Milano. Esperto di politiche dell’istruzione. Eletto in Consiglio comunale a Milano e nel Consiglio regionale della Lombardia dal 1980 al 1990. Scrive di politiche dell’istruzione sulla Rivista “Nuova secondaria” e www.santalessandro.org, su Libertà eguale, su Mondoperaio.

Post precedente:L’ODIO CHE HO VISTO
Post successivo:LA TRIANGOLAZIONE TRA UE, USA E CINA PER FERMARE PUTIN

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.