Il Consiglio regionale della Toscana ha deciso di approvare, con emendamenti, la proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi subito”, promossa dall’associazione Luca Coscioni con Filomena Gallo e Marco Cappato e supportata da oltre 10mila firme.
Grazie al voto odierno la Toscana diventa così la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione della procedura attraverso la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl e ottenere l’approvazione della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato.
La legge sul fine vita è stata approvata con 27 voti favorevoli e 13 contrari.
Hanno votato a favore il PD (esclusa la consigliera regionale Dem Lucia De Robertis che non ha espresso il suo voto), Italia Viva, M5s e il Gruppo Misto.
Hanno votato contro Forza Italia, Fdi e LEGA mentre ha votato a favore Andrea Ulmi consigliere che era stato eletto con la Lega.
L’aula ha anche approvato un ordine del giorno di Italia Viva per la valorizzazione delle cure palliative e degli investimenti in strutture come hospice e ospedali di comunità.
La sentenza della Corte costituzionale del 2019 decriminalizzò in alcune particolari condizioni l’aiuto al suicidio, fino a quel momento punibile in ogni caso con pene fra i 6 e i 12 anni di carcere.
Fino a quel momento, grazie alla legge 219 del 22 dicembre 2017 sul cosiddetto “testamento biologico”, in Italia era possibile chiedere l’interruzione delle cure e sottoporsi a sedazione profonda e continua, che induce uno stato di incoscienza fino al momento della morte.
Non si poteva invece chiedere e ottenere un farmaco letale che permettesse di morire nel momento e nel modo in cui una persona sceglieva di farlo
La nuova legge regionale fissa i tempi e le modalità per l’accesso al fine vita.
Entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge le Aziende Usl dovranno istituire una commissione multidisciplinare permanente per la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso al suicidio assistito.
Si prevede che la procedura per la verifica dei requisiti si concluda entro 20 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte di un cittadino.
In caso di esito positivo, la commissione permanente procede all’approvazione e alla definizione delle modalità di attuazione del suicidio medicalmente assistito entro dieci giorni.
Entro sette giorni l’azienda sanitaria locale assicura il supporto tecnico e farmacologico e l’assistenza sanitaria per la preparazione all’autosomministrazione del farmaco.
“Oggi dalla Toscana arriva un forte messaggio di civiltà”.
Il presidente Eugenio Giani commenta così l’approvazione odierna della legge sul fine vita da parte del Consiglio regionale.
“Colmiamo una lacuna e compiamo per primi un salto in avanti rispetto ad altre Regioni e allo stesso Parlamento che era stato chiamato dalla sentenza della Corte costituzionale a pronunciarsi”, aggiunge il presidente sottolineando che la nuova legge, che ha visto l’iter avviato da un’iniziativa popolare, “fissa procedure, tempi, disciplina, fino al costo dei farmaci e alle modalità con cui da un punto di vista della commissione scientifica si valutano gli elementi fissati dalla Corte: l’irreversibilità della patologia, lo stato di dipendenza da macchinari per vivere, la piena coscienza della scelta”.
“La legge si pone con assoluta legittimità nel percorso indicato dalla Consulta per un fine vita medicalmente assistito”, prosegue Giani che ringrazia i consiglieri per la compostezza e la profondità del confronto e conclude auspicando che “il Parlamento trovi in questo passo della Toscana un impulso a legiferare su una questione delicata e complessa che tocca da vicino la vita dei cittadini”.
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L’ANTISIONISMO È ANTISEMITISMO? A BEN VEDERE, POCO IMPORTA.
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