• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

L’Europa e la linea Draghi

La determinazione e il discernimento con cui Draghi sta conducendo per il governo la partita sull’energia, insieme a programma e PNRR, servirà a tracciare una linea di demarcazione netta per il prossimo futuro.

di Amedeo Lepore | 6 Settembre 2022

La scelta di Mario Draghi di mantenere la barra a dritta nel mare in tempesta della crisi energetica è un bene per il Paese e per l’Europa. È in gran parte merito suo e dell’avveramento delle sue analisi se Ursula von der Leyen è arrivata a dichiarare che sono necessari interventi di emergenza e una riforma strutturale per il mercato dell’elettricità. E se la Germania ha iniziato a giudicare positivamente la proposta di un tetto temporaneo al prezzo (price cap) del gas importato per la produzione di energia e l’obiettivo del disallineamento (decoupling) del prezzo del gas da quello delle altre fonti energetiche sui mercati all’ingrosso. La determinazione e il discernimento con cui Draghi sta conducendo l’ultima partita di questo governo, insieme a programma e PNRR, servirà a tracciare una linea di demarcazione netta per il prossimo futuro. L’orientamento, confermato da Palazzo Chigi, di procedere con provvedimenti solidi e con le risorse che si rendono disponibili dal gettito fiscale e da altre voci – evitando manovre di scostamento dalla parità di bilancio, visto che l’Italia ha accumulato finora 180 miliardi aggiuntivi di deficit a causa delle emergenze di questi due anni e mezzo – appare saggio. Tale indirizzo mostra una distanza abissale dai partiti che, dopo aver fatto cadere il governo, pretenderebbero di imporre all’esecutivo stesso una tabella di marcia molto rischiosa per la tenuta dell’economia italiana. Il Financial Times, facendo riferimento alle valutazioni di molti economisti per l’autunno, prevede un’inflazione nell’eurozona a due cifre e di ampia durata, a causa dell’innalzamento dei prezzi dell’energia, seguita da una recessione nel 2023. Isabel Schnabel, del Comitato esecutivo della BCE, nell’incontro annuale di politica economica di Jackson Hole non è rimasta insensibile ai timori di Jerome Powell, Presidente della Fed, e ha rafforzato l’idea di una più decisa progressione dei tassi d’interesse per riportare l’inflazione sotto controllo. La settimana scorsa il gas era balzato a 343 euro per megawattora, un prezzo sette volte maggiore di quello dello stesso periodo dell’anno scorso, rallentando questa imperiosa salita solo all’annuncio di nuove misure nella riunione dei Ministri dell’energia della UE del 9 settembre. Del resto, prezzi più elevati per i consumatori e costi più consistenti per le aziende aggraveranno i pericoli di recessione e peggioreranno le prospettive di inflazione. Questo quadro pone in evidenza l’importanza essenziale di politiche di dimensione comunitaria e di una piena mobilitazione dell’Italia, anche dopo le elezioni, in questa direzione prioritaria. Nel recente documento della School of European Political Economy della Luiss, firmato da alcuni autorevoli economisti, si sottolinea, di fronte alla crisi del gas, l’esigenza di una corrispondenza delle strategie nazionali con le raccomandazioni europee. Infatti, è presumibile che nei prossimi mesi aumenti in modo significativo “il differenziale tra il tasso di crescita dell’economia e il livello dei tassi d’interesse” e che occorra impegnarsi, pure da parte del prossimo governo, al rigoroso rispetto degli impegni assunti, condizione indispensabile per ricevere il sostegno delle istituzioni europee e assicurare stabilità finanziaria al Paese. Tuttavia, altri aspetti di questa fase economica assai complessa inducono a una riflessione più approfondita rispetto alle profezie di un ineluttabile sviluppo catastrofico della situazione. Jeffrey Frankel, economista dell’Università di Harvard, ha rilevato che questa estate, gas a parte, si è verificata una diminuzione dei prezzi reali di alcune commodities, come petrolio (con una discesa del 30% circa in poco più di due mesi), minerali e prodotti agricoli. Egli ha ipotizzato che questo calo potrebbe proseguire, poiché i prezzi delle materie prime sono “altamente correlati” tra loro, determinando effetti meno certi sull’andamento incrementale dell’inflazione. In ogni caso, il rialzo dei tassi di interesse e l’abbassamento dei livelli di attività economica dovrebbero favorire il contenimento del ritmo di crescita dei prezzi. Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman, allo stesso modo, ha osservato che buona parte dello shock sui prezzi provocato dalla guerra si è attenuato. Ciononostante, la dipendenza dell’Europa dal gas russo e, quindi, la sua vulnerabilità strategica rappresenta il maggiore rischio attuale per l’economia mondiale. Infatti, il mercato del gas, a differenza di quelli del petrolio e del grano, non è completamente globale e questa condizione lo sottopone a tensioni dovute a mancanza di alternative immediate. Krugman, perciò, pur considerando l’accumulazione di scorte di gas per superare l’inverno e la capacità di adattamento del Vecchio Continente, prevede un rigurgito di alta inflazione e, con qualche probabilità, una recessione europea. Questo scenario, dunque, può alimentare ulteriori incertezze rispetto a quelle che già incombono sulla vita quotidiana di ognuno. Al tempo stesso, con una maggiore consapevolezza dei mezzi a disposizione dell’Europa, solo se si unisse ancora più saldamente, il panorama si arricchirebbe di potenzialità e speranza. Proprio per questa ragione, il nodo del governo di questi processi diviene fondamentale, in particolare per l’Italia, chiamata a un difficile appuntamento elettorale, che non può far venire meno il dovere di una piena assunzione di responsabilità e di scelte da compiere nell’interesse della comunità nazionale ed europea.

(questo articolo, già pubblicato dal quotidiano Il Mattino è ripreso con il consenso dell’autore)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura

Info Amedeo Lepore

Professore Ordinario di Storia Economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dove è titolare dei corsi di Storia Economica, di Storia dell’Impresa e della Finanza, di Evoluzione del Capitalismo, delle Tecnologie e della Finanza. È docente di Storia dell’Economia e dell’Impresa alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha svolto insegnamenti in diverse Università italiane e straniere. È componente del Consiglio di Amministrazione e della SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno). È socio dell’Accademia Pontaniana, nella Classe di Scienze Morali. Fa parte di Comitati scientifici e di Redazione di varie riviste nazionali e internazionali. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua attività di studio e di ricerca. Ha pubblicato volumi e saggi, in Italia e all’estero, su temi riguardanti la storia economica italiana ed europea; la storia d’impresa, della contabilità e del marketing; la storia del pensiero economico. I suoi attuali ambiti di ricerca riguardano la storia dell’economia euro-atlantica, il processo di globalizzazione nei suoi vari aspetti, l’impatto sull’economia della pandemia di Covid-19, l’evoluzione dell’impresa, la storia del dualismo economico italiano. Ha svolto anche ruoli istituzionali legati alle sue competenze economiche, da ultimo come Assessore alle attività produttive della Regione Campania.

Post precedente:Piombino, la Meloni e la modernizzazione dell’Italia
Post successivo:Libera. Diventare grandi alla fine della storia

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.