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Lettera aperta a Matteo Renzi 

Occorre accendere i riflettori sulle relazioni tra Federazione Russa e un paese  importante come l’ Arabia Saudita. Mi aspettavo che tu accennassi a questo tema nella  “rassicurante” intervista che hai  rilasciato sabato scorso a  Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera. 

di Marco Mayer | 19 Dicembre 2023

Caro Matteo, non faccio parte di coloro  che  ti invidiano per gli inviti che ricevi  dall’estero   (a cui hai accennato ieri nella tua Enews numero 928).

Come sai anche io vengo invitato a conferenze internazionali negli Stati Uniti, in India, in Israele, ecc.

Sulla base della mia esperienza ho imparato che in  politica internazionale  è bene aver contatti con tutti,  ma è altrettanto importante non dare fiducia e soprattutto legittimità a personalità pubbliche che si caratterizzano per comportamenti politicamente ambigui.

Per spiegarmi faccio un esempio pratico. Giorgia Meloni tutti i giorni si dichiara senza se e senza dalla parte di Volodymyr Zelensky. Contemporaneamente celebra Elon Musk alla rassegna  di Atreju quasi fosse una divinità in terra.

Giorgia Meloni  deve essersi  dimenticata che Musk in persona –  nel pieno  di una operazione militare in corso  – ha impedito ai droni marini lanciati dalle forze ucraine di colpire alcune navi militari della Federazione Russa nel Mar Nero.

Non so se Musk abbia fatto bene o male a bloccare le comunicazioni satellitari per salvare la flotta di Vladimir Putin, ma certamente ha fatto malissimo ad agire senza avvertire la leadership politica e militare di Kiev.

L’ ambiguità è una brutta bestia. Essa appartiene inevitabilmente al gioco della tattica politica e ai giocatori di poker.  Ma attenzione,  Matteo della tattica  non si può abusare perché altrimenti si trasforma in un boomerang.

Le grandi sfide globali di cui parli spesso (cambiamenti climatici, applicazione dell’  intelligenza artificiale nelle democrazie e nelle dittature, salute globale, pandemie, ecc..) richiedono la massima coerenza tra comunicazione politica  e comportamenti concreti.

Quando sono in gioco  valori e diritti fondamentali non si possono applicare  doppi standard.

Hai, ad esempio, indubbiamente ragione quando critichi Giuseppe Conte per i suoi flirt spregiudicati con Vladimir Putin durante la pandemia.

https://formiche.net/2020/03/russia-putin-aiuti-mistero/

Ma sempre a proposito di Putin  mi viene spontaneo chiederti: perché non usi la fiducia di cui godi  a Ryad  per sollevare  il problema della Federazione Russa e degli  ambivalenti rapporti tra Mosca e l’Arabia Saudita?

Dopo l’ invasione dell’ Ucraina Il governo saudita ha  intensificato in maniera significativa la sua cooperazione economica ed  energetica con la Federazione Russa (nucleare compreso).

Nessun pretende che tu chieda al Principe Saud bin Salman Al Sa’ud di occuparsi delle condizioni  di Alexei Navalny e neppure di informarsi su  qual’ é l’ ultima prigione in cui è stato misteriosamente trasferito.

Tuttavia – avendo il privilegio di essere nel board del più importante think thank saudita https://fii-institute.org/team-member/senator-matteo-renzi/–  qualche interrogativo sui rapporti  tra Ryad e Cremlino. dovresti porlo a te stesso e ai tuoi colleghi in consiglio.

Putin aveva sdoganato Hamas ben prima del 7 ottobre e dopo il massacro non ha cambiato posizione.  Più   in generale  il Cremlino sta tentando di accrescere la sua influenza geopolitica in tutta l’ area del Golfo  e nelle zone limitrofe. Cosa ne pensa il governo   saudita?

Basta prendere una carta geografica e (partendo da Sebastopoli)  disegnare una linea che connette Latakia in Siria, Tiro in Libano, Massawa in Eritrea, Djibuti, Sanah in Yemen, Port Sudan in Sudan, e poi risalire verso Nyamei in Niger, Bamako in Mali,  e last but not least tornare verso Bengasi in Libia.

‘Africa Corps’: Russia’s Sahel presence rebranded

Il tracciato che ho appena   indicato segnala  i tentativi espansionistici russi nella sponda sud del mediterraneo, nel Sahel e nel Golfo  (a cui è d’ obbligo aggiungere la “testa di ponte” nell’ Europa orientale  rappresentata dall’ Ungheria di Viktor Orban).

Potrei continuare descrivendo la  martellante attività di disinformazione  di Mosca  (anticipata in modo esponenziale per le recenti elezioni locali in Moldavia)  in vista delle prossime elezioni europee.

https://aspeniaonline.it/russian-disinformation-in-europe-justifying-violence-and-spreading-propaganda/

Vladimir Putin vede il progetto degli Stati Uniti d’ Europa come il fumo negli occhi e nei prossimi mesi  farà di tutto per ostacolarlo  alimentando  il sovranismo populista (sulla scia della AFD in Germania, ecc.)  e favorendo nel modo più spregiudicato le  divisioni tra paesi europei.

Per questi motivi occorre accendere i riflettori sulle relazioni tra Federazione Russa e un paese  importante come l’ Arabia Saudita.

Mi aspettavo che tu accennassi a questo tema nella  “rassicurante” intervista che hai  rilasciato sabato scorso a  Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera.

https://www.corriere.it/sette/politica/23_dicembre_16/matteo-renzi-io-mio-amico-bin-salman-affascinante-ossessionato-numeri-0796efd2-984e-11ee-b6b4-ebf3d7fed83d.shtml

Il portavoce di Putin  Dimitri Peskov ha raccomandato discrezione sugli accordi in essere https://tass.com/politics/1718723, ma da quel poco che si sa    https://tass.com/politics/1718723 il solenne incontro del 6 dicembre scorso tra Vladimir Putin e il Principe Saud bin Salman Al Sa’ud  potrebbe riservare qualche sorpresa preoccupante.

Onori e salve di cannone, l’Arabia abbraccia Putin

Spero di sbagliarmi, ma nei tuoi panni e dal tuo osservatorio privilegiato terrei gli occhi ben aperti.

Qualcosa bolle in pentola ed è bene essere preparati in una fase della politica internazionale cosi delicata.

Se   non sbaglio da quando ha invaso l’Ucraina nel febbraio del 2022 Putin è uscito dai confini dalla Russia solo tre  volte.

Il primo viaggio a Teheran, il secondo a Pechino, il terzo a Ryad e ad Abu Dhabi   per incontrare il Principe Saudita e il Sovrano degli Emirati Arabi. Quanto basta per far scattare il codice rosso.

Grazie dell’  attenzione

tuo

Marco Mayer

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Pubblicato in : Politica

Info Marco Mayer

docente al Master In Cybersicurezza di LUISS Guido Carli e al Cyber Defence della Scuola:di Telecomunicazione del Ministero della Difesa in partnership con
Università di Modena e Reggio Emilia

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