Nella Lettura del Corriere della Sera del 9 agosto Massimo Franco sviluppa alcune interessanti valutazioni sul significato della nomina di “Montse”, María Montserrat Alvarado, come Prefetta vaticana della comunicazione: una mossa fondamentale: per riportare sotto l’ala del papato il tradizionalismo religioso Usa (trumpiano), per sfidare i colossi informativi attraverso Ewtn News la «Cnn cattolica», per sanare le fratture fra liberal e conservatori. Di seguito si riportano alcuni brani dell’articolo
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Scorrere Ewtn News, acronimo di Eternal Word Television Network, la rete della «parola eterna», il più grande conglomerato dei media cattolici nel mondo consente capire quale idea del cattolicesimo si vuole diffondere; e quanto sia legata a un’immagine tradizionalista della fede, declinata potenzialmente in tutti i suoi aspetti.
Non a caso la tv ha avuto rapporti a dir poco altalenanti con papa Francesco, un gesuita argentino considerato non abbastanza ortodosso. E quando si è trattato di affrontare le elezioni presidenziali, le preferenze sono andate più ai Repubblicani e a Donald Trump che ai Democratici, considerati subalterni al relativismo di Hillary Clinton o di Kamala Harris.
…E racconta un cattolicesimo americano diffuso capillarmente, potente, con ramificazioni accademiche e finanziarie.
Si tratta di un mondo che per lo più sfugge ai grandi media e all’attenzione europea, ma spiega almeno in parte l’ascesa dell’episcopato a stelle e strisce, fino a esprimere in Conclave un papa come Robert Prevost: per quanto questo figlio di Chicago sia considerato un americano atipico…
Certamente sia papa Prevost, figlio di Chicago e di vent’anni da missionario in Perù, sia lei, testimoniano un’identità ibrida: insieme nord- e latino-americana; ma amalgamate e riconciliate, non contrapposte come durante il pontificato di Francesco, né segnate dall’incomprensione tra America boreale e australe. Il vero messaggio annuncia una volontà di recupero e di riconciliazione del papato di Roma con tutte le componenti cattoliche, a cominciare da quelle degli Stati uniti.
… Ma misurare la scelta con le lenti della discontinuità rispetto a Francesco sarebbe fuorviante. A emergere è piuttosto il superamento delle categorie interpretative degli anni passati, avvenuto con il Conclave del 2025. Se è vero che il compito principale che gli è stato assegnato e si è dato è di ricomporre l’unità della Chiesa cattolica e di governarla, la decisione di Leone XIV va letta su questo sfondo. Affidarsi alla direttrice dell’informazione di Ewtn significa abbracciare e insieme sfidare il potente e numeroso conservatorismo cattolico «yankee»; e impedire uno scivolamento verso estremismi religiosi e divisivi, ritrovando una comunanza di principi e di valori per recuperare l’unità.
….È cominciata una storia nuova, nella quale non c’è spazio per contrapposizioni nella Chiesa secondo le linee di frattura di questi primi due decenni del Duemila. Vale per i nostalgici di Francesco come per i suoi detrattori, tuttora presenti nel mondo di Ewtn. Si tratta di una nebulosa attratta dalla calamita trumpiana: un universo religioso, culturale ed economico che ha giocato in modo pesante sugli equilibri della Chiesa cattolica.
Pensare che il progetto di Leone XIV sia quello di assecondare certi estremismi, però, è inverosimile. Semmai è l’opposto. Papa Prevost è una miscela di continuità e di novità rispetto al predecessore. E puntare su Maria Montserrat significa trasmettere a questo mondo, influente e con grandi riserve finanziarie, i nuovi codici comunicativi del papato
Ma una «prefetta» della comunicazione che ha come parola d’ordine del suo account «Viva Cristo Rey», «Viva Cristo Re», è il simbolo di un’impronta e di una identità religiose, non politiche: dichiarate, quasi esclusive.
D’altronde, sono le stesse che Leone XIV vuole affermare con le sue prime nomine episcopali. Il tentativo è di costruire un cattolicesimo nel quale si attenuino fino a scomparire le distinzioni tra «conservatori» e «liberal». Si tratta dell’operazione forse più difficile che il papa statunitense è chiamato ad affrontare. Eppure, appare ineludibile se si vogliono ricompattare tutte le componenti del cattolicesimo: anche quelle che fino a ieri sembravano inconciliabili.
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UNA DIAGNOSI PESSIMISTICA PER LA GRAN BRETAGNA
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