Data l’estrema delicatezza del contesto attuale è un dovere di tutti leader politici leggere con attenzione il testo integrale del messaggio rivolto stamani dalla Guida Suprema dell’Iran – Sayyid Hosseini Khamenei (Khordad 5, 1405, Dhu l‑Hijjah 9, 1447), [26 maggio 2026] – ai fedeli ed in particolare ai pellegrini che in questi giorni sono confluiti alla Mecca ed esprimere una loro valutazione ragionata.
Al di là dei profili religiosi il discorso della Guida Mojtaba Khamenei è intriso di un contenuto fortemente politico e ideologico su cui i partiti e l’opinione pubblica italiana dovrebbero a mio avviso riflettere seriamente.
Meno male che l’ANSA ha sostenuto Mojtaba non sarebbe un falco!
Ciò che viceversa colpisce del suo messaggio è l’esatto contrario: l’identificazione con le posizioni radicali di suo padre e la rivendicazione esplicita della piena continuità con il regime teocratico instaurato in Iran nel 1979. Israele resta il cancro da estirpare e la sua fine è prevista, tra 15 anni, per il 2040.
Queste le parole esatte con cui si è rivolto ai pellegrini: ” Il traballante regime sionista scosso e la cancerogena crescita di Israele stanno sono vicini alle ultime tappe della loro vita maledetta come predetto dal nostro massimo Leader martire di Qudse dieci anni fa con le sue infiammate parole – a Dio piacendo il regime non vivrà tanto da vedere i prossimi venticinque anni successivi ” e ha aggiunto …”In varie parti dell’Iran e del mondo – e continuando ben oltre questi giorni benedetti – “Abbasso l’America” e “Abbasso Israele” diventeranno i cori comuni dell’Ummah islamica e degli oppressi del mondo, soprattutto tra i giovani.”
Ha, infine, sottolineato i legami strettissimi che connettono l Ummah islamica con i giovani mujahideen che combattono in Libano, Palestine, Iraq, Yemen, con evidente riferimento a Hezbollah, Hamas, Houti e alle milizie filoiraniane in Iraq. Risulta pertanto evidente che la nuova Guida dell’Iran è su posizione radicali e radicalizzanti.
Non siamo ancora in grado di sapere qual’ é la sua esatta influenza all’interno del regime, ma il fatto che l’agenzia Tasnim molto vicina alle Guardie Rivoluzionarie abbia subito dato un grande spazio alle sue parole è un segnale da non trascurare.
Qualunque cosa si pensi del governo Netanyahu dovremmo tutti interrogarci sui pericoli che circondano Israele e ne minacciano l’esistenza. Nonostante le posizioni di bandiera tutte le diplomazie del mondo sanno che senza adeguate garanzie di Israele il progetto di uno Stato Palestinese è destinato a restare sulla carta.
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