• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Il prezzo dello statalismo

Riprendiamo una nota dell’Istituto Bruno Leoni. L’allargamento dello Stato ha dei costi espliciti e dei costi impliciti, perché rende l’economia meno dinamica e concorrenziale.

di Redazione Solo Riformisti | 15 Agosto 2022

Quest’anno lo Stato dovrà spendere cinque miliardi di euro per salvare le imprese partecipate che si trovano in difficoltà, in aggiunta ai due miliardi già spesi per Saipem. Il Tesoro e la Cassa depositi e prestiti sono infatti chiamati a coprire le perdite di aziende che, altrimenti, potrebbero entrare in crisi. Nell’elenco, sulla scrivania del Ministro dell’Economia Daniele Franco e dell’amministratore delegato della Cdp Dario Scannapieco, ci sarebbero Fincantieri, Ansaldo Energia, Monte dei paschi di Siena, Ita e l’ex Ilva.

Ciascuna di queste aziende fa storia a sé. Alcune sono realtà tendenzialmente sane che stanno attraversando una fase complicata a causa della congiuntura internazionale. Altre, come Ita, hanno ben poche speranze di generare utili a meno di non entrare nel perimetro dei grandi gruppi internazionali. Altre ancora pagano pegno a uno Stato e a un ceto politico che non riesce ad accettare il principio per cui un’impresa, una volta privatizzata, non deve più prendere ordini dalla politica. Tutte hanno però in comune due aspetti.

Il primo sta nel fatto che sono nell’orbita pubblica per accidente. I casi forse più eclatanti sono Mps e Ilva. Mps era stata nazionalizzata per evitare le ripercussioni di un suo eventuale fallimento sull’economia nazionale. L’ingresso dello Stato aveva la forma di una “ricapitalizzazione precauzionale” e avrebbe dovuto essere temporaneo: dal 2016 a oggi, però, non si è ancora trovato il tempo né il modo di cedere le azioni del Tesoro. Per quanto riguarda l’ex Ilva, dopo le incredibili vicende che ne avevano decretato l’esproprio, in teoria era stato avviato il processo per il suo ritorno al settore privato, con l’acquisto da parte di ArcelorMittal. Fu il governo Conte-1 a cambiare le carte in tavola e spingere per la rinazionalizzazione, con scorno dei conti dell’azienda.

Il secondo elemento comune è che nessuno di questi soggetti può essere definito “strategico”, anche immaginando tale termine abbia un qualche significato. Non c’è, insomma, una ragione al mondo per cui debbano essere aziende statali e per cui il contribuente debba continuamente accorrere in soccorso. Invece di cercare di liberarsi di questo peso, che tra l’altro appesantisce i conti pubblici in un momento di rallentamento della crescita ed esplosione della spesa, il governo sembra interessato a fare shopping in altri settori: la nazionalizzazione di Autostrade per l’Italia ieri, la revoca della concessione per l’Autostrada dei Parchi oggi, e potenzialmente la statalizzazione della rete Tim domani sono tutte vicende che puntano verso un accresciuto ruolo dello Stato nell’economia.

Da troppi anni, da ben prima del PNRR, i governi parlano a Bruxelles la lingua delle riforme, del riordino dei conti pubblici e delle privatizzazioni, per poi agire in senso completamente opposto quando si tratta di prendere a Roma decisioni concrete. L’allargamento dello Stato ha però dei costi espliciti (come i cinque miliardi di cui stiamo parlando) e costi impliciti, perché rende l’economia meno dinamica e concorrenziale. La campagna elettorale offre un’opportunità ai partiti per spiegare agli elettori che lo statalismo ha un prezzo, e chiedere loro se sono disposti a sostenerlo.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Redazionale

Info Redazione Solo Riformisti

Post precedente:La legge elettorale Rosato: micro analisi strategica
Post successivo:Decreto Aiuti, fake e numeri veri

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.