
Questa tabella riporta le spese pubbliche in conto capitale dell’Italia negli ultimi 25 anni. Abbastanza stabile la voce degli Investimenti Fissi, il nostro capitale territoriale, con un picco negli anni prima della “grande crisi” del 2008. Il dopo crisi non ha intaccato granché la spesa pubblica ma ha abbassato notevolmente il peso degli investimenti pubblici sul Pil. Se si deve tagliare qualcosa meglio non levare di mano ai Governi la spesa che genera immediato consenso, ovvero la spesa corrente. Stabili più o meno anche le altre spese, cioè gli incentivi che vanno al mondo privato per fare investimenti. La “tragedia” si verifica dal 2020 in poi. Il PNRR, oltre agli altri Fondi europei e nazionali, avrebbe dovuto incrementare, di molto, la spesa per Investimenti. E nei cinque anni dal 2020 al 2024, in effetti questa voce è aumentata. Diciamo 15,5 miliardi all’anno in più rispetto al “tradizionale livello” per un totale di circa 78 miliardi. Non quelle “roboanti” cifre di cui si parlava allorquando si parlava del rilancio infrastrutturale del paese. Ma la spinta c’è stata. Ma la “vera” spinta c’è stata sulla voce “altre spese”, dove si nascondono incentivi “gratis” a imprese e cittadini per fare “investimenti privati” (il Superbonus 110 è l’emblema di tutto ciò). In cinque anni un “di più” di 306 miliardi, oltre 60 miliardi ogni anno. E quindi di fronte ad un rallentamento della produttività di “sistema” l’Italia ha investito nel sostegno agli investimenti privati. Ben 306 miliardi di incremento rispetto ai 78 miliardi di sostegno al rafforzamento infrastrutturale del paese. È un “colpo” che pagheremo per i prossimi decenni. Ma in pochi ne parlano. Opporsi ai “regali e regalini” non porta voti in questo paese.
Si invita ad intervenire sull’argomento
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