Appello in difesa del presidente della Fondazione Meyer di Firenze contro le richieste di dimissioni. Oltre cento cittadini fiorentini, tra intellettuali, professionisti e rappresentanti della società civile, hanno sottoscritto un appello di solidarietà nei confronti di Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer, finito nel mirino delle proteste per il suo ruolo di console onorario di Israele.
La presa di posizione arriva dopo le polemiche innescate dal question time depositato dal Movimento 5_Stelle presso il Consiglio regionale della Toscana per chiedere le dimissioni dell’imprenditore, e in vista della manifestazione convocata per mercoledì in piazza del Duomo a Firenze da diverse sigle dell’area prop-pal, supportate da Alleanza Verdi e Sinistra e dai sindaci di Calenzano e Sesto Fiorentino.
Il caso CARRAI va avanti da mesi. Le prime richieste di dimissioni erano partite a gennaio 2024, con una raccolta firme su change.org che aveva superato le 10.000 adesioni. Lo scorso giugno gli attivisti avevano anche interrotto una riunione sulla relazione di bilancio della Fondazione.
Tra i 100 firmatari figurano nomi di spicco del mondo accademico, culturale e imprenditoriale fiorentino, giornalisti e numerosi altri professionisti.
Il comunicato si conclude con un appello alle forze politiche regionali: “Chiediamo a tutte le forze politiche, in particolare a quelle che in Toscana appartengono alla maggioranza di governo regionale, di respingere la provocazione del M5S.
La vicenda tocca uno dei temi più divisivi dell’attualità politica e sociale, con il conflitto israelo-palestinese che continua a generare tensioni anche in ambito locale, coinvolgendo istituzioni sanitarie che dovrebbero rimanere estranee alle polemiche politiche.
CON MARCO CARRAI
NO ALLA VOGLIA DI EPURAZIONE
Dove arriva l’odio per Israele
Abbiamo appreso con stupore del question time depositato nei giorni scorsi dal M5S presso il Consiglio regionale della Toscana per chiedere le dimissioni di Marco Carrai da Presidente della Fondazione Meyer.
A poche ore di distanza leggiamo che alcune sigle dell’arcipelago pro-pal si ritroveranno mercoledì in piazza del Duomo a Firenze, con la medesima richiesta. A sottoscrivere il testo anche Alleanza Verdi e Sinistra, e i sindaci di Calenzano e Sesto Fiorentino.
Contro Carrai viene esibito un solo fatto, pregiudizialmente insopportabile: è console onorario di Israele. Una carica evidentemente incompatibile con qualsiasi altra attività.
Ci pare che il ragionamento sia sufficientemente rozzo (e, al tempo stesso, pericoloso): sei amico degli ebrei, o ebreo, non puoi ambire ad incarichi di evidenza pubblica. Se non è la famigerata “caccia”, o la logica bruta dell’epurazione, è qualcosa di molto simile.
Come cittadini vogliamo manifestare la nostra solidarietà all’imprenditore ed al tempo stesso chiedere a tutte le forze politiche (in particolare a quelle che in Toscana appartengono alla maggioranza di governo regionale) di respingere la provocazione del M5S.
Non è certo con estremismi e discriminazioni di questo genere che la Toscana potrà contribuire ad un percorso di pace in Medio Oriente.
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IDENTITARISMO VERSUS GLOBALIZZAZIONE
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