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COME GLI SPIRITI ANIMALI INFLUENZANO L’ECONOMIA

dI JOEL FLYNN e KARTHIK SASTRY marzo 2025

di Redazione Solo Riformisti | 27 Marzo 2025

Lo storytelling è fondamentale per interpretare gli eventi economici. Ricordiamo la storia economica attraverso immagini inquietanti di folle ansiose in attesa di ritirare i contanti dalle banche durante la Grande Depressione o impiegati sconsolati che trasportano scatole di cartone fuori da Lehman Brothers nel 2008. Misuriamo l’inflazione confrontando i carrelli della spesa con amici e familiari. Ci confrontiamo con le conseguenze dell’intelligenza artificiale canalizzando le nostre speranze e paure nella fantascienza.

Ma le storie stesse influenzano l’economia? Questa idea ha lontani precedenti nel pensiero economico. John Maynard Keynes ha scritto ampiamente su come gli “spiriti animali” – istinti ed emozioni che influenzano il comportamento – spingono le ’azioni economiche delle persone, come la spesa o l’investimento nelle imprese. Ha sostenuto che questi impulsi emotivi collettivi sono al centro di boom e crolli dell’economia.

Per fare un ulteriore passo avanti, Robert Shiller, economista dell’Università di Yale, ha spinto per uno studio più dettagliato delle narrazioni economiche – le storie contagiose che modellano il modo in cui gli individui vedono l’economia e prendono decisioni. Shiller ipotizza che le narrazioni sufficientemente popolari possano diventare virali e avere un impatto a livello sociale (Shiller 2020).

Le narrazioni virali potrebbero essere il legame mancante tra emozioni e fluttuazioni economiche. Ma i responsabili politici, i ricercatori e i professionisti attualmente non hanno strumenti efficaci per identificare queste narrazioni, misurarne la contagiosità e quantificare il loro contributo agli eventi economici.

Abbiamo fatto un primo tentativo di comprendere le conseguenze macroeconomiche delle narrazioni in un recente articolo (Flynn e Sastry 2024). Abbiamo introdotto nuovi strumenti per misurare e quantificare le narrazioni economiche e abbiamo utilizzato questi strumenti per valutarne l’importanza per il ciclo economico degli Stati Uniti. I nostri risultati suggeriscono che le narrazioni giocano un ruolo centrale. Sollevano anche nuove domande su come e perché tali storie emergono e cosa i responsabili politici potrebbero fare in modo diverso in un mondo del genere.

Elaborazione del linguaggio naturale

Per misurare le narrazioni, utilizziamo risorse non disponibili per Keynes: grandi database testuali di ciò che i decisori economici stanno dicendo e strumenti di elaborazione del linguaggio naturale che possono tradurre queste parole in dati concreti.

I set di dati chiave che studiamo sono il testo delle ’ conference call” delle grandi aziende   statunitensi, in genere tenute ogni trimestre ad illustrare i risultati finanziari, e i documenti del modulo 10-K, le dichiarazioni annuali depositate alla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti. Tutti sono occasioni per il management aziendale non solo per illustrare i risultati aziendali, ma anche per offrire spiegazioni: il come e il perché dei risultati aziendali e offrono indizi su come il management e gli investitori pensano delle  tendenze più ampie.

Per identificare le narrazioni, applichiamo una varietà di tecniche di linguaggio naturale. Questi spaziano da semplici metodi basati su dizionari che eseguono la scansione di parole chiave e frasi a metodi algoritmici più complessi che scoprono argomenti meno strutturati. Le narrazioni che scopriamo riguardano vari argomenti, come l’ottimismo generale delle aziende sul futuro, la loro eccitazione per l’intelligenza artificiale o adozione da parte loro  di nuove tecniche di marketing digitale. Usando questo database, possiamo costruire un modello empirico per giungere a misurare come le narrazioni guidano le decisioni delle imprese e il processo attraverso il quale tali narrazioni si diffondono nell’economia statunitense.

Modellare le decisioni aziendali

Scopriamo che le aziende con narrazioni più ottimistiche tendono ad accelerare le assunzioni e gli investimenti di capitale. In particolare, il ritmo delle assunzioni in un’azienda che utilizza un linguaggio ottimistico aumenta di 2,6 punti percentuali in più in un anno rispetto a un’azienda comparabile che utilizza un linguaggio pessimista. Questo effetto va  oltre  quanto stimato sulla base  della produttività delle imprese o dal recente successo finanziario. Questi risultati sfidano le teorie economiche convenzionali, che suggeriscono che questi fondamentali, e le aspettative “razionali” sul futuro che incorporano, dovrebbero spiegare completamente le decisioni economiche delle imprese.

Sorprendentemente, le aziende con narrazioni ottimistiche non vedono rendimenti azionari più elevati o più alta redditività in futuro e non fanno neppure previsioni troppo ottimistiche per gli investitori. Questo suggerisce che le narrazioni non catturano semplicemente notizie positive sul futuro. In questo modo, le narrazioni ottimistiche e pessimistiche delle aziende portano i segni distintivi degli spiriti animali di Keynes: forze che spingono i manager ad espandersi o a ridurre le loro attività, ma che si basano su emozioni piuttosto che sui fondamentali.

I dati supportano anche l’idea che le narrazioni si diffondano per contagio, come un virus. Cioè, le aziende tendono ad adottare le narrazioni dei loro pari: quando una società esprime uno stato d’animo ottimista o inizia a parlare del potere trasformativo dell’IA, altri sembrano seguire l’esempio. Questo contagio narrativo sembra iniziare all’interno di gruppi di pari imprese che competono direttamente nello stesso settore e poi si diffondono a livello aggregato. Inoltre, c’è un effetto particolarmente grande per le narrazioni che sorgono nelle grandi aziende. Ciò solleva la possibilità che le grandi aziende siano leader di pensiero nell’economia narrativa, con una maggiore influenza rispetto alle misure tradizionali del potere di mercato.

Una comprensione dettagliata delle origini, della diffusione e delle conseguenze economiche delle narrazioni potrebbe cambiare in modo significativo il modo in cui raccogliamo informazioni sull’economia e raccontiamo la storia degli alti e bassi del ciclo economico.

Impatto macroeconomico

Per interpretare questi risultati, abbiamo sviluppato un modello macroeconomico in cui le narrazioni contagiose si diffondono tra le imprese. Poiché le narrazioni sono contagiose, esse prolungano le fluttuazioni economiche: anche uno shock una tantum per l’economia può avere effetti di lunga durata, perché un sentimento negativo si diffonde nella popolazione e frena le attività economiche.

Le narrazioni abbastanza contagiose che oltrepassano una soglia di viralità possono indurre un fenomeno che chiamiamo isteresi narrativa, in cui gli shock una tantum possono spostare l’economia in periodi autoavverantisi di ottimismo o pessimismo. In questi scenari, c’è un potente circuito di feedback: le prestazioni economiche alimentano una narrativa che rafforza le performance economiche. Queste evidenze sottolineano l’importanza della misurazione per definire esattamente quanto le narrazioni influenzino l’economia.

Quanto sono forti le narrazioni che guidano l’economia americana? Utilizzando il nostro modello e le nostre misurazioni empiriche, stimiamo che le narrazioni spieghino circa il 20% delle fluttuazioni nel ciclo economico degli Stati Uniti dal 1995. In particolare, stimiamo che le narrazioni spieghino circa il 32 per cento della recessione dei primi anni 2000 e il 18% della Grande Recessione del 2008-09. Ciò è coerente con l’idea che storie contagiose di ottimismo tecnologico hanno alimentato la bolla delle dot-com degli anni ’90 e la bolla immobiliare della metà degli anni 2000. Le storie contagiose di collasso e disperazione portarono ai corrispondenti crolli.

Mentre il sentimento generale dell’economia statunitense sembra fluttuare lentamente intorno a una media di lungo termine, le narrazioni individuali – come quelle che circondano le nuove tecnologie – tendono ad essere più volatili. Queste narrazioni granulari hanno molte più probabilità di diventare virali e infettare completamente la popolazione, come la nostra ricerca mostra. In altre parole, una costellazione di paure e di mode in rapido movimento contribuisce al comportamento relativamente stabile del sentimento economico aggregato.

Le implicazioni politiche

La nostra analisi suggerisce che le narrazioni contagiose sono un’importante forza trainante nel ciclo economico. Ma qualifica anche questa conclusione in modi importanti. Non tutte le narrazioni sono uguali nel loro potenziale di modellare l’economia, e il destino di una data narrazione può basarsi in misura rilevante sulla sua (intensa o accidentale) confluenza con altre narrazioni o eventi economici.

In che modo i politici dovrebbero agire in un’economia trainata dalla narrativa? La nostra analisi ha almeno tre conclusioni principali, che suggeriscono anche indicazioni future sia per la ricerca accademica che per la politica.

In primo luogo, ciò che la gente dice è estremamente istruttivo sia sugli atteggiamenti individuali che sulle tendenze più ampie dell’economia. I documenti obbligatori pubblici e le conference call sui risultati aziendali contengono già molte informazioni preziose. Sia i responsabili politici che i ricercatori possono utilizzare algoritmi di apprendimento automatico migliorati e strumenti di elaborazione dei dati per analizzare queste informazioni. Ci sono possibili implicazioni per il modo in cui anche i ricercatori e i governi raccolgono informazioni. Gli stessi progressi della scienza dei dati hanno aumentato il valore di nuovi sondaggi che consentono alle famiglie o alle imprese di spiegare il “”perché” dietro i loro atteggiamenti e decisioni (Andre e altri 2024).

In secondo luogo, alcune narrazioni sono più influenti e contagiose di altre. È quindi importante combinare studi descrittivi che misurano le narrazioni con l’analisi empirica dei loro effetti sulle decisioni e la loro diffusione in tutte le popolazioni.

In terzo luogo, le narrazioni introdotte dai responsabili politici hanno il potenziale di impatto significativo. Sappiamo relativamente poco di ciò che trasforma una narrativa politica in una grande storia: perché, ad esempio, le ’osservazioni non scritte di Mario Draghi sul fare ““whatever it takes” a fare una storia molto più convincente rispetto alle dichiarazioni simili di altre banche centrali?

Lo studio dell’economia narrativa è ancora nella sua infanzia. Ma una comprensione dettagliata delle origini, della diffusione e delle conseguenze economiche delle narrazioni potrebbe cambiare in modo significativo il modo in cui raccogliamo informazioni sull’economia e raccontiamo la storia degli ’alti e bassi del ciclo economico.

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JOEL FLYNN è assistente professore di economia all’Università di Yale.

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KARTHIK SASTRY è assistente professore di economia e di affari pubblici presso l’Università di Princeton.

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Le opinioni espresse negli articoli e in altri materiali sono quelle degli autori; non riflettono necessariamente la politica del FMI.

Riferimenti bibliografici

Andre, P., I. Haaland, C. Roth, M. Wiederholt, and J. Wohlfhart. 2024. “Narratives about the Macroeconomy.” SAFE Working Paper 426, Sustainable Architecture for Finance in Europe, Leibniz Institute, Berlin.

Flynn, J., and K. Sastry. 2024. “The Macroeconomics of Narratives.” NBER Working Paper 32602, National Bureau of Economic Research, Cam-bridge, MA.

Shiller, R. 2020. Narrative Economics: How Stories Go Viral and Drive Major Economic Events. Princeton, NJ: Princeton University Press.

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Traduzione a cura di Luciano Pallini

L’articolo è stato pubblicato sulla rivista del FMI   F&D Finance & Development Magazine marzo 2025

https://www.imf.org/en/Publications/fandd/issues/2025/03/how-animal-spirits-affect-the-economy-karthik-sastry

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Pubblicato in : Economia

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