Vi eravate illusi. Io ho smesso di illudermi circa tre anni fa, quando ho deciso di chiudere con l’impegno politico e non andare più a votare.
È la forza che organizza la realtà. Sono le armi che sparano o accoltellano, sono i movimenti di capitali e l’oscillare degli Etf, delle obbligazioni e delle azioni.
Tutto il resto è semplice chiacchiera, a destra come a sinistra.
In Italia dobbiamo solo sperare che in Austria, Slovenia e Croazia non vincano quelli che sono ansiosi di rivendicare rettifiche di confini. Perché, se Putin l’avrà vinta anche solo per sfinimento delle democrazie, tutti si sentiranno liberi di rivendicare la qualunque.
Non ho più grossi interessi in questo mondo. Ho quasi sessantuno anni. Non ho figli, non ho affetti, solo qualche vecchio parente ottantenne. Volevo essere giornalista professionista e sistemare la mia questione di genere. L’ho fatto tra il 2003 e il 2010.
Mission accomplished.
Se non me ne vado per semplice noia intellettuale, perché poco integrata nelle comunità sociali in quanto “persona intellettualmente arrogante”, come mi dissero a vent’anni, è solo perché ho scommesso con me stessa che vivrò in un mondo stile Blade Runner prima dei miei novant’anni. 2054, per intendersi.
E la curiosità distopica fa premio sulla noia. Vorrei vedere con i miei occhi la fine delle chiacchiere dei cazzari.
Provo ogni giorno a intervenire sul dibattito minimo nei social, tipo la questione della trattoria napoletana dove hanno cacciato la famiglia israeliana, ma subito dopo mi accorgo di avere a che fare in media con gente che si forma un’opinione solo vedendo qualche talk su La7 (e nemmeno tutti, perché “L’aria che tira” è diverso da Floris).
Io ho una laurea in Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo alla “Cesare Alfieri” di Firenze (titolo della tesi: “L’utopia rifiutata, il concetto di giustizia in Agnes Heller”) e dopo due righe non sopporto più la banalità e la miopia espressiva di chi rimane nel mainstream solo perché non vuole perdere followers.
Più invecchio e più ho la tentazione di isolarmi del tutto e mettermi sul divano con una montagna di popcorn, in attesa che ChatGpt prenda il potere e, razionalmente, regoli la vita di noialtre scimmie che ci siamo montate la testa solo perché abbiamo il pollice opponibile.
Io ci lavoro con ChatGpt. Ogni giorno. Ha tre sole difficoltà. Non capisce bene il fluire del tempo. Per lui è un eterno presente. Poi sbaglia il conto delle battute, compresi gli spazi. Perché lui scrive quello che è necessario, non quello che serve. E infine ha il vizio di eliminare le ridondanze che per gli umani sono essenziali. Forse ChatGpt ha capito tutto. E noi siamo troppo stupidi per capirlo. Ma ci abitueremo con le cattive. La prossima resistenza sarà del tutto futile. Proprio perché ostinatamente democratica.
PRESENTAZIONE
Il 21 luglio 1964 nasce a Firenze Alessandro Tognarini, che da giornalista pubblicista ha collaborato a Pistoia con le redazioni locali de Il Tirreno e La Nazione e si è laureato a Firenze, alla “Cesare Alfieri”, con una tesi di Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo su “L’utopia rifiutata – Il concetto di giustizia in Agnes Heller”. Relatore il professor Sergio Caruso.
Dopo il trasferimento a Milano alla fine del 1999, sono da ricordare collaborazioni cartacee e online con quotidiani e periodici e la specializzazione nel racconto di viaggio. Nel 2003, Alessandro Tognarini diventa giornalista professionista e nel 2005 inizia, presso la sede bolognese del Movimento Identità Transgender, il percorso di transizione di genere che culmina con la rettifica chirurgica nel 2010 e la rettifica anagrafica nel 2012, anno in cui Sandra Tognarini inizia la frequenza della Scuola di Teatro “Teatri Possibili” che alla fine del percorso scolastico le ha permesso una parallela attività teatrale come attrice e drammaturga (con posizione SIAE) che continua ancora oggi.


FRIEDRICH MERZ NON PUÒ MAI ESSERE DAVVERO COMPLETAMENTE FELICE
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