• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Achtung Deutschland!

di Il tocco di Alviero | 21 Settembre 2023

C’era una volta il modello di efficienza teutonica: la loro industria era trainante per tutta l’Europa, le loro macchine erano sinonimo di eccellenza e una giovane donna guidava un continente, mostrando invidiabili doti di leadership e rappresentando un fulgido esempio di parità di genere al mondo intero.

Oggi, dopo un decennio di grande successo (dal 2010 al 2020) contraddistinto da forte crescita, aumento dell’occupazione e forti avanzi della bilancia commerciale, la “locomotiva” si è di colpo grippata. L’export è in preoccupante calo, gli investimenti nell’immobiliare (nuove abitazioni) sono crollati, la persistente inflazione (ancora al 6,4%) deprime il consumo dei privati, l’indice PMI è stabilmente negativo, confermando la sfiducia sul futuro, da parte degli imprenditori tedeschi.

Il Fondo Monetario Internazionale ha già sentenziato una crescita di Berlino nei prossimi cinque anni ben più lenta rispetto agli altri Paesi industrializzati e lo stesso Cancelliere tedesco, per ironia della sorte con una vistosa benda sull’occhio per un incidente domestico, ha ammesso nell’ultimo G20, non senza qualche imbarazzo, che “l’economia tedesca può fare di più”.

Tecnicamente la Germania è già in recessione economica dallo scorso inverno e non sembrano esserci alcuni segnali di ripresa.

Ma come ci si è arrivati?

 Ci sono, a mio avviso, almeno 3 ragioni e sono tutte di natura strutturale, più che congiunturale. Quindi è anche peggio.

In primis, l’errore strategico di legarsi “mani e piedi” all’energia russa (lato import) e al mercato cinese (lato export), in secundis (e in parte è una diretta conseguenza), il ritardo nell’adozione di tecnologie verdi, e da ultimo, un persistente arretramento infrastrutturale (sia fisico che digitale).

Cominciamo dal primo punto: la guerra ucraina ha mandato in frantumi l’intero modello economico basato su una industria che, per anni, ha goduto del ‘doping’ dell’energia russa a basso costo. Il Paese si è trovato in una paradossale situazione:meglio salvare l’economia nazionale o la faccia e il prestigio (almeno a livello politico) internazionale?

La Germania è infatti un paese estremamente energivoro: venendo meno l’approvvigionamento di gas russo, non avendo energia nucleare e ancora una bassa produzione di idrogeno è necessario ripensare l’intero modello industriale, con intere filiere che devono essere ridotte, o peggio riconvertite e/o delocalizzate.

Cosa che sta già succedendo: per rimanere competitivi, i colossi tedeschi stanno spostando intere filiere dove i fattori produttivi costano di meno, oppure abbondano i sussidi. Si aprono così fabbriche negli USA (per beneficiare dei sussidi dell’Inflation Reduction Act), ma anche in Marocco (per il basso costo del lavoro), o persino in Cina (la Basf ha appena annunciato un investimento di 10 miliardi di euro).

La prestigiosa industria automobilistica (secondo punto) è la grande zavorra dell’economia tedesca: rappresentando una lobby molto influente ha rallentato per anni l’adozione di nuove tecnologie verdi, godendo del petrolio a prezzo stracciato. Ora però è in clamoroso ritardo sull’auto elettrica. E ha scommesso troppo sulla Cina: Volkswagen lì fa il 40% dei profitti, Mercedes e Bmw il 30%. Peccato però che la Cina, nel frattempo, abbia sviluppato modelli elettrici più performanti ed economici e sia contestualmente leader mondiale del mercato delle batterie elettriche.

Infine,(terzo punto) l’eccessiva austerità tedesca (ovvero un livello di investimenti pubblici spesso minore rispetto al fabbisogno) ha determinato un marcato ritardo nella digitalizzazione. A ciò si aggiunga un set infrastrutturale di autostrade e ferrovie piuttosto datato: l’obsolescenza del sistema ferroviario sta mortificando anche gli investimenti nell’alta velocità. Sfatiamo qui anche qualche mito: la Germania ha uno dei peggior ranking continentali in termini di puntualità dei treni,tanto da ricevere questa estate un reclamo formale da parte della Svizzera, per i continui ritardi nelle linee tra i due paesi.

Non aiutano neppure altri due fattori, quali: 1) la burocrazia che rallenta l’avvio di nuovi business (120 giorni è in stima l’iter autorizzativo, il doppio della media europea) e 2) la piaga demografica, con circa due milioni di pensionati previsti nei prossimi cinque anni.

La Commissione Europea ha appena rivisto (al ribasso) le previsioni economiche dei paesi leader, assegnando alla Germania la maglia nera per il 2023 e 2024.

Nonostante le evidenti criticità, già confermate anche dalla BDI (l’omologa della nostra Confindustria) nessun politico in Germania si azzarda a parlare di “grande malato d’Europa”, anzi, il governo è molto sicuro che il pacchetto di sgravi da 7 miliardi di € all’anno per le PMI sarà la panacea del malessere economico.

Non ci resta che attendere, ma non cadiamo nella retorica del sorrisetto di “umano contrappasso”: se Berlino piange, l’Europa non ride.

Per tutti gli altri contenuti: www.nuvolemercati.it

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Nuvole e mercati

Info Il tocco di Alviero

Alviero Laureato con lode in Economia e alunno dell’Almo Collegio Borromeo, ha studiato e lavorato per alcuni anni all’estero. Master post laurea in “Contabilità e Finanza”, esperto di consulenza finanziaria e gestione del portafoglio, è stato manager nell’area dei mercati finanziari in alcuni dei principali gruppi bancari italiani e internazionali. Docente in alcuni Master post laurea, per diletto si appassiona di arte ed è autore di numerosi studi di economia e finanza dell’arte. Autore di numerose pubblicazioni, è stato insignito della Medaglia Laurenziana per la divulgazione di contenuti tematici innovativi a livello nazionale e vincitore del Premio Spoleto Festival Art 2016. Si interessa anche di politica, ma non ha vinto nessun premio. Ha una compagna e due figli che gli danno molta soddisfazione, a differenza della sua squadra del cuore… ma si sa che il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

Post precedente:La politica dell’ospitalità
Post successivo:Non confondiamo Minniti con Salvini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.