• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Voci dall’Ucraina/1

I racconti di cittadini ucraini fuggiti dalla guerra. La crudeltà delle truppe russe e la sofferenza della popolazione civile. Testimonianze raccolte dall’amico Francesco Sarchi per far conoscere  la verità e mobilitare le coscienze del mondo libero.

di Francesco Sarchi | 10 Dicembre 2022

Il 24 febbraio mi sono svegliata verso le cinque del mattino per il forte rumore dei bombardamenti, che si sentivano dalla città Brovary. Intorno alle sei e mezzo ho visto i miei vicini caricare la macchine e partire un’ora dopo, invece i nostri figli con nipoti e suoceri sono arrivati da Kiev a casa nostra verso le otto del mattino. A casa abbiamo un piccolo bunker che utilizzavamo come ripostiglio o cantinetta. Quando hanno iniziato a girare le voci sulla possibilità della guerra, lì abbiamo messo i letti, le coperte, l’acqua e il cibo a lunga conservazione. In questo rifugio abbiamo dormito due notti, dopo di che abbiamo deciso di partire verso la Transcarpazia.

La mattina del 26 abbiamo lasciato il bunker e siamo partiti presto. Eravamo in viaggio da tre giorni lontano dalla nostra casa di Bohdanivka, procedevamo lentamente perché i posti di blocco in cui controllavano i documenti avevano creato lunghe code.

Arrivati in Transcarpazia abbiamo vissuto un mese aspettando che la situazione migliorasse, ma poi, visto che la situazione peggiorava sempre di più, abbiamo deciso di andare in Italia.

Sono sempre rimasta in stretto contatto con i miei vicini di casa, ogni giorno ci sentivamo e mi aggiornavano sulla situazione: era terribile!

All’inizio di marzo sono entrati in Bohdanivka, il paese dove abitavo con mio marito, cinquanta carri armati e tanti militari russi.

I russi non permettevano a nessuno di lasciare il paese. Avevano messo lungo la strada carri armati che sparavano alle macchine lente. Le macchine più veloci che riuscivano a fuggire venivano tagliate a metà altezza da un cavo in acciaio posizionato più avanti.

Ad un mio vicino di casa hanno sparato mentre era in macchina e solo un mese dopo hanno permesso ai famigliari della vittima di dargli una degna sepoltura

Una famiglia che ha provato a lasciare il paesino è stata sterminata

I soldati russi giravano per le case in cerca di armi, telefoni, cibo e alcol e sequestravano tutto. Aprivano i bunker e senza guardare sparavano e poi controllavano se c’era qualcuno. In una casa viveva una coppia con un figlio, hanno ammazzato il padre e poi hanno violentato la madre davanti agli occhi del figlio.

I soldati russi hanno occupato le scuole e le case abbandonate, anche la mia, per entrare hanno spaccato una finestra.

Per qualche giorno nel mio paesino erano rimasti senza acqua, luce, gas, cibo e farmaci.

Solo all’inizio di aprile hanno iniziato a sentir parlare dei corridoi verdi. Hanno evacuato la gente nella città di Brovary, a quindici chilometri da Bohdanivka, dove c’erano grandi scontri che alla fine hanno visto gli ucraini respingere gli orchi (così chiamano da noi i soldati russi).

Ora i nostri soldati stanno ispezionando le case per sincerarsi che non ci siano mine lasciate  dagli orchi, e ai residenti chiedono di non tornare ancora perché ci sono tante mine nei terreni e lungo le strade.

Tetiana

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri

Info Francesco Sarchi

Post precedente:L’ospite
Post successivo:Voci dall’Ucraina/2

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.