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A scuola da Erasmo

Siamo condizionati dalla dimensione destra-sinistra, che è il binomio da tempo imperante, e allora è opportuno affiancare a questa dimensione altri binomi, espressioni di altre dialettiche con cui dobbiamo fare i conti.

di Luigi Marchetti | 6 Dicembre 2020

A proposito dell’articolo di Claudia Mancina sul sito SoloRiformisti “Il futuro è di una sinistra liberale”, come inquadrare questo nuovo percorso politico?  ( Sinistra liberale ).

Sinistra liberale? Liberalismo di sinistra? Liberalsocialismo? Neoliberalismo? C’è un primo quesito, quello di individuare una denominazione che sia attrattiva.  La socialdemocrazia, come denominazione e non solo, appartiene al passato.

Sono termini concettuali che vanno chiariti e, come afferma la Mancina, ripensati, non solo in rapporto alla cornice nazionale, ma anche tenendo conto delle nuove realtà indotte dalla globalizzazione, dalla sovranazionalità dei problemi.

Il termine “sinistra” forse è riduttivo definirlo descrittivo, definirlo cioè solo in riferimento alla posizione sull’asse storico destra-sinistra. Perché, pur essendo un termine su un binomio dal valore eminentemente orientativo, rimanda ad una mole di valori e di esperienze storiche che hanno segnato la vita di milioni di persone, nel bene e nel male, con esiti positivi e esiti infausti. Ma, come per tutte le categorie storiche, viene il momento in cui si dimostrano superate o inadeguate a discernere e ad affrontare le nuove dialettiche (per esempio le dialettiche inclusione/esclusione, mobilità-libertà/sicurezza, rischio/garanzie, etc.).

Però è vero che siamo condizionati dalla dimensione destra-sinistra, che è il binomio da tempo imperante, e allora è opportuno affiancare a questa dimensione altri binomi, espressioni di altre dialettiche con cui dobbiamo fare i conti.

Carlo Rubini ha espresso un primo approccio, sul sito LuminosiGiorni e SoloRiformisti “Liberalismo versus illiberalismo, la nuova frontiera” vertente su tale discrimine. ( Liberalismo/illiberalismo)

Liberalismo/illiberalismo è una dimensione dialettica che valorizza lo spirito di confronto e tolleranza, in nome di una libertà di pensiero che dovrebbe essere considerata come parte del patrimonio costitutivo della nostra civiltà occidentale.  Ed è attuale, anche perché abbiamo alle spalle un secolo che ha visto l’affermarsi di due totalitarismi, il fascismo/nazismo ed il comunismo, che hanno realizzato i loro “valori assoluti”, i loro principi ispiratori, tramite la distruzione di ogni valore e ideale contrario.

Presumibilmente, non è la sola dimensione. E’ comunque una dimensione fondamentale, in quanto nel suo primo termine, il liberalismo, prevede la coesistenza di valori diversi, e soprattutto rifugge dai dogmatismi.

Faccio riferimento, a tal proposito, ad uno dei campioni del pensiero liberale, Isaiah Berlin, uno di quegli  “Intellettuali alla prova del totalitarismo”, “ che non hanno ceduto alle tentazioni del proprio tempo”, come ha scritto Ralf Dahrendorf nel suo libro “Erasmiani”, in omaggio al grande Erasmo da Rotterdam.  Erasmo, che “…mise in mostra quelle virtù che rendono immuni rispetto alle tentazioni della varie forme di autoritarismo e totalitarismo”.

Isaiah Berlin, un ebreo lituano che lasciò la sua terra per sfuggire al totalitarismo comunista, si sofferma sulla critica della “ricerca dell’ideale”, della ricerca cioè di leggi inconfutabili circa il comportamento umano, della ricerca di “soluzioni sicure ai problemi fondamentali” (I. Berlin, “L’altra faccia dell’utopia”, HuffingtonPost. 22/10/2015).

(Questo articolo è pubblicato dalla rivista on line Luminosi giorni. Chi vuole proseguire la lettura può andare al sito: www.luminosigiorni.it)

 

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Pubblicato in : Redazionale

Info Luigi Marchetti

Toscano di provenienza, risiede da tempo a Venezia-Mestre. Ha avuto Esperienze manageriali in aziende industriali e di servizi pubblici. Collabora con istituti universitari ed enti di ricerca. Da tempo membro della Società Italiana di Studi Elettorali, particolarmente interessato alle dinamiche dei flussi e competente nella materia. Per finire è grande appassionato di fotografia, con predilezione per le cattedrali gotiche.

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