• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Giustizia, le due riforme essenziali

Separazione delle carriere e abolizione della presunta obbligatorietà dell’azione penale. Queste le riforme indispensabili per una vera giustizia. I precedenti ci dicono che non sarà facile. Ma almeno si saprà chi sta da una parte e chi dall’altra. A futura memoria.

di Nicola Cariglia | 2 Giugno 2020

Cosa altro deve avvenire in questo Paese per realizzare le due riforme che, da almeno quaranta anni vengono evocate (e respinte dall’ora immaginabile groviglio di interessi) per mettere sui giusti binari la giustizia? Separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, fine di quella ipocrisia che è l’obbligatorietà dell’azione penale: queste le due riforme alle quali ci riferiamo e che ancora una volta si palesano come necessarie. Il segnale, appunto, viene dalle vicende di due magistrati che, nella cosiddetta magistratura associata, militano in correnti opposte. Eppure, dagli svarioni di entrambi, si giunge alla medesima conclusione. Pier Camillo Davigo, per una vita accusatore (e che accusatore) ribadisce il suo credo: non importa attendere le sentenze per dare del delinquente ad una persona. “Se io ho visto portarmi via l’argenteria di casa, che bisogno c’è”. Esempio apparentemente blindato. In realtà efficace a palesare una mentalità distorta, quella di un PM che vede solo le ragioni dell’accusa. Perché, intanto e fortunatamente, chi poi deve giudicare è una persona terza. Che non poteva essere presente al “furto”. Dunque, non dovrebbe partire da una verità precostituita e si formerà il suo giudizio, valutando gli elementi a favore e contro l’eventuale imputato. E se si fosse sbagliato? E se avesse sottratto i coltelli pensando che li aveva dati in prestito perché il padrone di casa non ne aveva a sufficienza, e invece aveva prestato solo le forchette? In ogni caso, l’esempio non regge perché nei processi penali una tale evidenza difficilmente c’è. Altrimenti perché avremmo giudizi diversi in primo, secondo e terzo grado? Nessuno, dunque, meglio di Davigo con i suoi falsi “sillogismi” dimostra che la formazione e la mentalità di un pubblico ministero è sideralmente lontana da quei criteri di moderazione e terzietà che sono propri del giudice. Mentre le trame che emergono dalle intercettazioni a Luca Palamara e che stanno inondando i giornali, ( e non si sa se siano orientate perfino le pubblicazioni) darebbero, se corrispondenti al vero, la prova di indagini e perfino sentenze pilotate, in un intreccio che prevederebbe complicità tra magistrati, politici e giornalisti. L’illusione della “obbligatorietà” dell’azione penale, come unico criterio che determina l’avvio delle indagini, viene ovviamente spazzata via da quello che leggiamo sui giornali di questi giorni.

Le due riforme, abolizione della presunta obbligatorietà dell’azione penale, in quanto feticcio illusorio e deresponsabilizzante; e la separazione delle carriere al fine di mettere sullo stesso piano accusa e difesa nel processo penale, sarebbero entrambe ugualmente urgenti e necessarie. Ma, intanto, si dovrebbe cominciare dalle separazione delle carriere. Per un motivo molto semplice. Quasi tre anni fa, il 31 ottobre 2017, è stata presentata dalla Unione Camere penali  e dal partito radicale trasnazionale e transpartito, una proposta di legge costituzionale d’iniziativa popolare: “Norme per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura”. Dal 20 febbraio del 2019, è iniziato l’esame nella prima Commissione della Camera. Sarebbe una irripetibile occasione per recidere uno dei nodi più importanti che bloccano una profonda riforma della nostra giustizia. I fatti di questi giorni, che abbiamo citato, ci dicono che si tratta di una riforma indispensabile. I precedenti, al contrario, che sarà una delle tante occasioni perse. Ma che, almeno,  si sappia bene chi sta da una parte o dall’altra. Perché non abbiano a piagnucolare e a prenderci per i fondelli quando tocca a loro imbattersi in certe mostruosità della nostra giustizia.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : News

Info Nicola Cariglia

Post precedente:Giustizia, intervenga Mattarella
Post successivo:Riaperture regionali, dire tutta la verità

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.