SoloRiformisti ha dedicato e dedicherà grande attenzione al dibattito pubblico che si è avviato con la pubblicazione, nel settembre 2025, del Manifesto per la reindustrializzazione dalla Toscana redatto da Marco Butini, Stefano Casini Benvenuti e Alessandro Petretto.
Sul tema, il 14 luglio SoloRiformisti ha pubblicato l’articolo di Andrea Balestri “MENÙ À LA CARTE PER LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE TOSCANA” e, da questo, ha sollecitato i suoi lettori ad intervenire sul tema.
Sono stati 29 gli articoli che sono iniziati con il primo intervento di Andrea Balestri (che ha aggiunto anche un secondo contributo) proposti da esponenti della società toscana.
Sono intervenuti economisti e appassionati di economia (oltre ad Andrea Balestri, Mauro Grassi e Stefano Sani), imprenditori, manager e consulenti (Enzo Raspolli e Andrea Massaini, Elia Calisi e Riccardo Demi, Vincenzo di Nardo), insegnanti in servizio o di recente pensionamento (Fabio Tonioni e Anna Bruna Geri, Omar Ottonelli e Daniela Fedi e ancora Paola Fortunati ), consiglieri comunali in carica (Cecilia Del Re, Francesca Capecchi e Tommaso Braccesi), dirigenti ed ex dirigenti di organizzazioni sindacali e associazioni (Daniele Gioffredi e Sergio Gatteschi, Carlo Lancia e Sergio Giusti ), ex funzionari e dirigenti pubblici (Delfo Valori e Andrea Paganelli) oltre ad un numeroso gruppo di politici, se non più in attività sicuramente attenti alla realtà in movimento (Alberto Magnolfi e Lido Scarpetti, Agostino Fragai e Roberto Barzanti e ancora Renzo Innocenti).
Ovviamente sono tutte personalità che stanno strette dentro questa sommaria categorizzazione, ognuna di loro ha molteplici impegni, da quelli professionali a quelli in movimenti ed associazioni: le accomuna tutte la passione per la politica e la voglia di misurarsi con i problemi dell’oggi e del futuro che si va a prefigurare, ricchi del patrimonio di esperienze vissute e di un bagaglio culturale importante.
C’è una copertura regionale ancora incompleta, ma in progressiva espansione: dodici sono gli interventi da Pistoia e due quelli arrivati da Prato cui se ne aggiunge uno in condivisione tra Pistoia e Prato, quello dalla CGIL. Da Firenze son venuti ben undici contributi, mentre dall’area livornese e Val di Cornia ne sono arrivati tre. Un solo intervento è invece arrivato dall’area pisana, da Arezzo e da Siena.
C’è sicuramente l’esigenza di ampliare la platea dei collaboratori, non solo territorialmente ma anche per le variabili per età e sesso: ci abbiamo provato ma non tutti hanno risposto come avremmo voluto: su questo continueremo ad impegnarci.
E tuttavia la lettura degli gli articoli, che stiamo raccogliendo in un e-book, mostra la pluralità di approcci al tema della reindustrializzazione, una pluralità che è in sé un importante contributo alla discussione del tema in Toscana, discussione sinora piuttosto asfittica.
Andrea Balestri ha cercato di riepilogarne gli aspetti qualificanti nell’articolo che andiamo a pubblicare, stiamo poi ragionando sull’organizzazione di una occasione pubblica di approfondimento e confronto, della quale daremo tempestiva informazione.
Ma quel che ci preme esprimere, oggi, è il ringraziamento sincero a tutti coloro che hanno accettato il nostro invito a esprimere le loro opinioni sulla deindustrializzazione e la cura più efficace per contrastarla.
Hanno sicuramente fatto più ricco SoloRiformisti ma anche testimoniato che c’è vita, ancora, su questo pianeta!
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HIC RODHUS, HIC SALTA! RIFLESSIONI SULLA REINDUSTRIALIZZAZIONE TOSCANA [29]
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