Il fascismo rosso ancora una volta ha mostrato il suo volto.
Ieri a Torino di nuovo violenza, censura e antisemitismo travestiti da attivismo. È stato il giorno in cui la sinistra radicale ha deciso che la democrazia è un optional: chiamiamo le cose col loro vero nome.
Due agenti feriti, bottiglie lanciate, caschi, bastoni, cortei non autorizzati.
Il bersaglio?
Un semplice convegno di Forza Italia sul diritto alla casa.
Il pretesto?
La presenza di Antonio Tajani.
La regia?
I soliti gruppi ProPal, Potere al Popolo, Rifondazione, collettivi universitari.
Il risultato?
Una piazza trasformata in campo di battaglia, dove la libertà di espressione è stata aggredita fisicamente è ancora una volta due poliziotti feriti mentre nei talk in TV i protettori dei cattivi maestri non vedevano oltre le manganellate (per me anche poche) delle forze dell’ordine ignorando, o facendo finta di ignorare, che questo non può manco lontanamente essere definito “dissenso” ma che il termine giusto è intimidazione, squadrismo, fascismo rosso.
E IL CASO FIANO?
Un’infamia che grida vergogna!!!!
Ad Emanuele Fiano, persona mite ed equilibrata, parlamentare del PD, ebreo, figlio di un deportato ad Auschwitz, è stato impedito di parlare in un liceo romano e questo non per ciò che dice ma per ciò che è, e cioè un ebreo, stigmatizzando in queste frange “comuniste” un comune denominatore: antisemitismo, razzismo ideologico, indottrinamento fondamentalista (come espresso in parlamento dalla Meloni) al pari di quello islamico.
Ma chi ha fomentato questo clima?
Di sicuro i “cattivi maestri” che confondono la cattedra con il pulpito, i parlamentari di sinistra che tacciono o strizzano l’occhio, i giornalisti che minimizzano, relativizzano, giustificano.
Ma la scuola e le Università non possono rappresentare un campo di addestramento ideologico!
Quando professori incitano gli studenti a “bloccare i fascisti” ma non insegnano loro a riconoscere il fascismo nei propri gesti, non stanno educando, ma stanno solo plagiando e addestrando.
Quando la sinistra parlamentare non condanna gli striscioni antisemiti e che inneggiano al 7 ottobre come ad un atto di resistenza, quando manifestano insieme Hannoun e si accodano al suo corteo non sta facendo opposizione ma sta legittimando la violenza.
Torino ieri è stata uno spartiacque ma non tra destra e sinistra ma tra civiltà e barbarie.
Chi lancia bottiglie per impedire un convegno, chi zittisce un ebreo in nome della Palestina, chi educa al rancore invece che al pensiero, non è un attivista ma un nemico della democrazia e la democrazia se vuole sopravvivere deve smettere di tollerare i suoi carnefici travestiti da studenti, da docenti, da militanti perché l’Italia non è un popolo di dormienti e nemmeno un laboratorio per rivoluzionari da salotto.
Ma gli italiani hanno visto bene, ascoltato, capito e hanno visto le piazze incendiate e le stazioni devastate da chi predica la pace, hanno ascoltato i silenzi imbarazzanti della sinistra parlamentare e hanno capito che dietro la retorica dei diritti si nasconde la violenza dell’ideologia.
E oggi, dopo tre anni di governo stabile, coerente, pragmatico, non c’è alternativa credibile.
Non c’è proposta seria, non c’è sinistra capace di parlare al Paese reale.
Paradossalmente, al contrario, è proprio questa sinistra, violenta, ambigua, inerte la più grande garanzia di continuità per un governo liberale e di centrodestra perché, quando l’opposizione si trasforma in militanza, quando la cultura si piega all’odio, quando la scuola diventa un megafono, il popolo sceglie la stabilità, sceglie la responsabilità, sceglie chi non urla, ma governa.
E così alle prossime elezioni, non sarà la destra a vincere ma la sinistra a perdere perché, questa sinistra, ha smesso oramai da troppo tempo di rappresentarli.
.


IL PANNO CASENTINO. EPILOGO DI UNA CIVILTÀ TESSILE
Lascia un commento