David Parenzo stamani ha scritto: “Mi segnalano questa scritta all’Università La Sapienza, dipartimento Scienze Politiche. Per chi ha avuto una nonna in un campo di sterminio è semplicemente vomitevole. Vorrei incontrare gli idioti autori di questo schifo e spiegare loro che cos’è stata la Shoah”.
BENEDETTI I PRIVILEGI
Io non sarei così disponibile. Esiste la scuola dell’obbligo. Poi c’è l’università, che non fa parte del diritto allo studio, ma è un privilegio di cui si gode per disponibilità finanziaria familiare o grazie a borse di studio se si è particolarmente bravi, ma privi di mezzi familiari.
E, secondo me, è giusto così.
L’ascensore sociale non è un diritto per i benestanti, ma solo per i meno abbienti.
Detto questo, e ricordando con nostalgia quando il professor Nesti, che insegnava inglese al mio mai troppo rimpianto liceo classico Forteguerri, controllava durante le assemblee di istituto quanti dei richiedenti l’assemblea erano effettivamente presenti quel giorno, mi garberebbe tanto che qualcuno controllasse, e chissenefrega della libertà di pensiero, al dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza i cognomi dei noti propal tra gli studenti che frequentano le lezioni e danno esami con i docenti di quel dipartimento.
E poi che quel qualcuno chiamasse i “figli di nessuno” redarguendoli perché dare del nazista a Parenzo non è un bel biglietto da visita per concludere proficuamente gli studi di Scienze Politiche.
Invece per i privilegiati, i figli antisemiti di papà che tifano per Hamas, non avrei alcuna pietà.
E come accadeva una volta, quando si espellevano gli studenti facinorosi “da tutte le scuole del Regno”, disporrei l’espulsione di tutti questi studenti indebitamente privilegiati da tutte le università italiane, ovviamente quelle serie, prestigiose, ché non si può impedire a questi mentecatti di frequentare i diplomifici online, quelli che è più dignitoso non frequentare per non essere considerati dei falliti.
Oggi l’espulsione da un ambiente che si frequenta abitualmente viene definito “daspo”, ma è una parola che non mi piace. È volgare, appartenendo al gergo sportivo.
L’espulsione “da tutte le scuole del Regno” era una ignominia, è capitata a patrioti democratici. Invece adesso la meriterebbero dei simpatizzanti di un regime che, pur avendo perso la guerra con Israele, continua a falciare per strada a mitragliate i suoi oppositori, più o meno sparuti. Un regime che costringe alla schiavitù le donne, in spregio alle chiacchiere femministe di simpatizzanti italiane con il prosciutto sugli occhi, un regime che uccide le persone omosessuali e transgender, nonostante la cieca solidarietà propal delle associazioni LGBTQ+.
E intanto a sinistra, a strenua difesa di una conservazione da morente prima repubblica, fanno di tutto per mostrarsi reazionari e simpatizzanti dei terroristi, permettendo a una maggioranza che, a onor del vero, considero ancora mediocre, di mostrarsi degna erede dei valori di Disraeli.
Magari entro il 2032 Giorgia Meloni avrà tutto il tempo per migliorare la squadra e passare alla Storia per aver chiuso la lunga transizione italiana, costringendo la sinistra a emarginare chiunque creda da adulto a Babbo Natale e simpatizzi per gli estremisti.
Io, per tornare a votare chi ho sempre votato (dai radicali al PD veltroniano-renziano), ci spero.
Altrimenti pazienza.
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È TEMPO ORAMAI DI FASCISMO ROSSO
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