Il Manifesto, scritto in collaborazione con Marco Buti e Stefano Casini Benvenuti, fornisce un resoconto e un’interpretazione del declino industriale di questa regione. Non ambisce a delineare né soluzioni, né ricette. Per noi è compito della politica impegnarsi nel riempire l’interno del poligono disegnato dal Manifesto per confrontarsi con la situazione storica e con gli obbiettivi sociali perseguiti.
Il successivo grafico, che ha aperto la presentazione del Manifesto, spiega questa impostazione. Il modello toscano è in prospettiva naturalmente finalizzato ad obbiettivi standard di efficienza, sostenibilità, equità e sicurezza. Nel Manifesto noi argomentiamo che la reindustrializzazione, l’inversione della tendenza al declino, è lo strumento cruciale per conseguirli. Pensiamo ad un torrente come quelli che impetuosi scendono dalle nostre Alpi Apuane e arrivano al mare: alla foce ci sono gli obbiettivi indicati più o meno centrati. A nostro avviso per centrarli occorre investire nella sorgente: lo sviluppo del sistema industriale.
Il Manifesto, scritto in collaborazione con Marco Buti e Stefano Casini Benvenuti, fornisce un resoconto e un’interpretazione del declino industriale di questa regione. Non ambisce a delineare né soluzioni, né ricette. Per noi è compito della politica impegnarsi nel riempire l’interno del poligono disegnato dal Manifesto per confrontarsi con la situazione storica e con gli obbiettivi sociali perseguiti.
Il successivo grafico, che ha aperto la presentazione del Manifesto, spiega questa impostazione. Il modello toscano è in prospettiva naturalmente finalizzato ad obbiettivi standard di efficienza, sostenibilità, equità e sicurezza. Nel Manifesto noi argomentiamo che la reindustrializzazione, l’inversione della tendenza al declino, è lo strumento cruciale per conseguirli. Pensiamo ad un torrente come quelli che impetuosi scendono dalle nostre Alpi Apuane e arrivano al mare: alla foce ci sono gli obbiettivi indicati più o meno centrati. A nostro avviso per centrarli occorre investire nella sorgente: lo sviluppo del sistema industriale.

Le politiche destinate a riempire l’area sono lasciate alla politica, specialmente in una fase elettorale. Comunque abbiamo ritenuto opportuno tracciare le linee su tre direttive di intervento: il Fisco regionale, i Servizi pubblici locali, i fondi europei.
1- Fisco regionale.
È più un auspicio al momento. Anni di politica nazionale accentratrice hanno di fatto abolito l’autonomia tributaria locale, in specie delle RSO. C’è un impegno di attuare una riforma sulla base della L.D. 42/2009, più volte evocata. Ora è un “milestone” PNRR. C’è bisogno di una flessibilità che consenta di concentrare gli interventi di sostegno e incentivo per le imprese industriali. Per il Manifesto occorre riprodurre la determinazione esibita nelle fasi emergenziali post crisi e pandemia per sostenere il welfare locale (sussidi, agevolazioni, esenzioni….per le categorie in difficoltà) per concentrare ora lo sforzo sull’INDUSTRIA. La flessibilità del fisco auspicata dovrebbe sviluppare una coraggiosa riallocazione delle risorse dalla rendita al rendimento dell’investimento produttivo, invertendo la divaricazione tra vincitori e perdenti.
2- I servizi pubblici locali
I SPL (Idrico, rifiuti e gas, ma anche trasporto locale) non influenzano solo il benessere degli utenti e della collettività sono anche input produttivi del sistema di imprese e generano costi diretti (tariffe) e indiretti. Bisogna finalizzare la loro gestione affinché non siano un freno allo sviluppo industriale. La policy del Manifesto è non rallentare il processo di attuazione della regolamentazione indipendente pro-competitiva tracciato dalla legislazione europea, anzi di rafforzarlo aumentando la scala e la gamma dei servizi degli operatori, investendo sugli Enti di governo degli Ambiti territoriali ottimali (EGATO), favorendo il finanziamento degli investimenti ricorrendo a partenariati pubblico-privati, sviluppando i rapporti con l’Europa per accedere ai fondi finalizzati allo sviluppo dell’economia circolare alla base dei servizi rifiuti e fognature. Quindi per il Manifesto la policy sui servizi pubblici deve essere integrata nella programmazione industriale, come una sua parte significativa, come avviene con la politica dell’energia. La Toscana ha raggiunto significativi traguardi nel settore dei SPL; si tratta di non arretrare verso suggestioni municipalistiche.
3- I fondi europei.
I meccanismi di assegnazione dei fondi saranno via via sempre più collegati a selezioni sul merito dei progetti e sulla scala di questi. Il Manifesto suggerisce un innovativo processo d’integrazione EU-Italia e regione per la valutazione ex-ante ed ex-post nell’ambito della programmazione regionale, estendendo il metodo PNRR.
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NOSTALGIE MUNICIPALI: ACQUA PUBBLICA
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