• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Il finale di “c’era una volta in America” è piuttosto tragico e simboleggia un passato che non tornerà più.

di Il tocco di Alviero | 22 Luglio 2025

Faccio ancora parte di quella popolazione che per età anagrafica si entusiasma per alcuni film iconici degli anni ’80 e degli anni ’90. Uno di questi è certamente “C’era una volta in America”, (se non l’avete visto correte a vederlo) che rappresenta una grande metafora sul significato della vita, con il suo inevitabile scorrere del tempo e di come le persone cambiano con esso e nelle scelte che quotidianamente affrontano.

Ecco, prendo a prestito questa metafora per raccontare di un altro cambiamento davvero epocale che sta avvenendo in economia e ha tutte origini a stelle e strisce: la caduta del Re delle valute, signori e signore, il Dollaro!

Era dal 1973 che non si vedeva un calo così vertiginoso, ossia dal collasso del sistema di cambi valutari fissi degli accordi di Bretton Woods.

Da inizio anno il biglietto verde si è deprezzato di oltre il 12%, rispetto al paniere delle sei altre monete «forti» che include la sterlina, lo yen e l’euro. Le ragioni sono molteplici.

Partiamo da quella più scontata: la guerra dei dazi e il continuo “zig zag tariffario” della Amministrazione Trump stanno creando enorme incertezza sull’evoluzione e sostenibilità dell’economia americana, dalla cui forza si alimenta il dollaro.

“Mercato forte= valuta forte” sosteneva il mio Professore dell’Università di Scienze delle Finanze e in effetti la attrattività di un mercato determina maggiori capitali che in esso verranno investiti in valuta locale. È una regola base di qualsiasi mercato, anche quello rionale sotto casa: più ha “merce buona e venditori affidabili” e più sarà popolato da acquirenti che spenderanno i loro quattrini lì.

Non solo. La continua contrapposizione tra Trump e Powell (capo della FED, l’equivalente della nostra BCE) sta convincendo il mercato che alla fine Powell dovrà tagliare più volte i tassi di interesse nel 2025, indebolendo ancora di più il dollaro.

Ma l’indebolimento del biglietto verde significa anche una perdita di appeal dei Treasury (i titoli di stato americani, l’equivalente dei nostri BTP), già selvaggiamente venduti lo scorso aprile, costringendo poi Trump a una immediata virata sulle sue intenzioni tariffarie.

Qualche ferreo sostenitore della politica Trumpiana può obiettare che questa svalutazione del dollaro favorirà l’export americano (armi, energia, servizi, tecnologia…) in altri Paesi, rendendoli più convenienti. E verrà anche penalizzata l’importazione negli Usa di beni prodotti in altri Paesi, in parte contribuendo al piano di Trump di rilanciare quindi la manifattura a stelle e strisce.

Tutto corretto.

Tuttavia, per un Paese che a breve dovrà fare i conti con il «One Big Beautiful Bill» di Trump, (il più ambizioso piano di riforma di politica fiscale, sociale e di sicurezza), il debito Usa salirà di circa 3-4000 miliardi dollari.

Chi li metterà investendo in un Paese la cui valuta si è così stabilmente deprezzata?

Il finale di “c’era una volta in America” è piuttosto tragico e simboleggia un passato che non tornerà più. Forse è il caso di non trarne così tanta ispirazione…

.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Economia, Politica

Info Il tocco di Alviero

Alviero Laureato con lode in Economia e alunno dell’Almo Collegio Borromeo, ha studiato e lavorato per alcuni anni all’estero. Master post laurea in “Contabilità e Finanza”, esperto di consulenza finanziaria e gestione del portafoglio, è stato manager nell’area dei mercati finanziari in alcuni dei principali gruppi bancari italiani e internazionali. Docente in alcuni Master post laurea, per diletto si appassiona di arte ed è autore di numerosi studi di economia e finanza dell’arte. Autore di numerose pubblicazioni, è stato insignito della Medaglia Laurenziana per la divulgazione di contenuti tematici innovativi a livello nazionale e vincitore del Premio Spoleto Festival Art 2016. Si interessa anche di politica, ma non ha vinto nessun premio. Ha una compagna e due figli che gli danno molta soddisfazione, a differenza della sua squadra del cuore… ma si sa che il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

Post precedente:LA SFIDA DEI RADICALISMI
Post successivo:MILANO: LE METAMORFOSI DI UNA GLOBAL CITY

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.