• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

NERO INDELEBILE. LE RADICI OSCURE DELLA NUOVA DESTRA ITALIANA

Di MIRELLA SERRI edizioni LONGANESI

di Mirella Serri | 4 Maggio 2025

DALL’INTRODUZIONE:   Cosa cova realmente sotto l’ideologia meloniana?

Non v’e dubbio che la sinistra progressista sottovaluti la cultura dell’estrema destra. Com’è accaduto nei primi anni Venti del Novecento, quelli dell’insediamento del fascismo e della nascita dello Stato autoritario, quando la cultura liberale e democratica clamorosamente non volle vedere l’arrivo dei Fasci al potere. «Progressisti con i paraocchi» è la geniale definizione coniata da Norberto Bobbio per criticare gli intellettuali e politici di sinistra che tendevano a chiudere gli occhi di fronte ai limiti e alle contraddizioni del proprio schieramento ideologico o che erano troppo rigidi o dogmatici nel loro approccio: tali si possono definire i detrattori dell’opera di Renzo De Felice, inferociti poiché´ lo storico reatino aveva parlato di « consenso » del popolo italiano nei confronti della dittatura.

Eppure fin dagli anni Trenta proprio alcuni antifascisti di primo piano, da Giorgio Amendola allo stesso Palmiro Togliatti, avevano riconosciuto che il consenso c’era, eccome. La storiografia sul fascismo, da quella marxista a quella crociana, per decenni era stata miope e aveva visto nel fascismo solo violenza e «incultura».

Benedetto Croce paragonava il regime all’invasione degli «Hyksos, con la sola felice differenza che la barbarie di questi durò in Egitto oltre dugento anni, e la goffa truculenza e tumulenza fascistica si è esaurita in poco più di un ventennio».  Oggi è come se fossimo tornati ai tempi lontani dell’insediamento del fascismo, quando gli antifascisti, anche i più avveduti, valutavano con «ottimismo» inteso «come una forma di fatalismo e di meccanicismo» – per dirla con Antonio Gramsci in “Passato e presente” – la prossima fine della dittatura.

I progressisti e la sinistra tendono a sottovalutare il governo presieduto da Giorgia Meloni e le forze che lo sostengono, a vederlo come una «parentesi», avrebbe detto Croce, o come un fenomeno transeunte e occasionale, soprattutto privo di fondamenti culturali e ideologici ben radicati. Ma come i fascisti non erano gli Hyksos crociani, così` gli esponenti di questa destra di destra che si è insediata a Palazzo Chigi non sono solo una rozza espressione del sovranismo e del populismo.

Questo governo è il prodotto di una destra radicale che, lontana anni luce dai grandi padri della democrazia liberale, non è mai stata interamente raccontata nelle sue radici. Mussolini si era fatto collettore ultimo delle peggiori istanze del nazionalismo, del corporativismo, del pansindacalismo e dell’imperialismo. Così` oggi la premier e i suoi Fratelli e Sorelle, ovvero la sua classe politica, si pongono come il terminale estremo di orientamenti euroscettici, antiegualitari, anti-diritti civili, antiimmigrati e di tendenze e di ideologie che circolavano sottotraccia già da decenni. Le vere radici della destra non sono oggi riconosciute pubblicamente nemmeno dagli stessi seguaci di quella compagine politica.

La premier ha descritto la vicenda di Fratelli d’Italia e del suo gruppo dirigente come il sorprendente e occasionale successo del cosiddetto «underdog», di colui o colei che dopo anni di esclusione dall’arco costituzionale, dalle stanze dei bottoni e del potere, vince a sorpresa l’agone. È il trionfo dell’emarginato dalla politica ufficiale che alla fine sbaraglia i concorrenti, a dispetto delle previsioni e della scarsa fiducia.

Questa narrazione, che fa riferimento alla figura dell’underdog o Calimero il pulcino nero, è un espediente per non far emergere le origini culturali del ceto politico di FdI e della leader. Esiste un consistente bagaglio di ideologie e di ritualità elaborate per decenni all’interno del movimentismo neofascista italiano in cui sono cresciuti e di cui si sono come imbevuti assorbendone principi e scorie Meloni e la sua classe dirigente.

La presidente di Fratelli d’Italia ha ripreso stereotipi novecenteschi e un bagaglio culturale in cui ideologie che vengono dal Ventennio si mescolano a sovranismo, nazionalismo vecchio stampo, antidemocraticismo, ammirazione per le democrature, frammenti di demagogia populista, desiderio di rovesciare l’assetto istituzionale e di mettere il bavaglio alla libertà di stampa.

Insomma, paradossalmente, proprio attraverso il recupero di un lontano passato e attraverso il rapporto con idee di estrema destra che si sono sviluppate fuori dall’Italia nel secondo Novecento, la destra meloniana risulta insolita e ricca di novità. 

.

https://www.longanesi.it/autori/mirella-serri/

–

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura, Cultura, Politica

Info Mirella Serri

Docente di Letteratura moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, collabora con La Stampa, TTL, Rai Storia e Rai Cultura. Ha scritto numerosi saggi e romanzi.

Post precedente:CNEL: RAPPORTO 2025 SU MERCATO DEL LAVORO E CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
Post successivo:LA SINISTRA, IL CAMPO LARGO E IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA TRA FANTASMI E BANDIERE ARCOBALENO

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.