• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

LEGGE ELETTORALE E RUOLO DEI CITTADINI. GIOCATORI O SPETTATORI?

Il punctum dolens che sta sotto la continua revisione del sistema elettorale è sempre lo stesso da quando è nata la Repubblica: il ruolo dei cittadini-elettori nel sistema politico.

di Giovanni Cominelli | 6 Febbraio 2025

Dario Franceschini ha recentemente consigliato ai partiti di centro-sinistra di smetterla di andare a caccia di farfalle nel sedicente “campo largo”. Nelle Circoscrizioni ciascuno muova solitariamente alla tenzone contro il destra- centro: chi da destra, chi da sinistra, chi di fronte. Quanto ai Collegi uninominali, basterà fare accordi di desistenza e votare tutti uniti il candidato di un solo partito. La formula è quella di Bernhard von Moltke: “marciare divisi per colpire uniti”. Il quale, tuttavia, ci ha lasciato anche altri preziosi detti: “Nessun piano sopravvive al contatto con il nemico” e anche “La guerra è una questione di espedienti”.

Quello del “marciare divisi” è certamente un espediente: senza uno straccio di programma comune, avrà come esito quello di “essere sconfitti divisi”. In ogni caso, il Rosatellum non prevede desistenza. O si è uniti o si è si è divisi. Non esiste un “uniti a metà”.

L’intervento di Dario Franceschini ha riaperto, a neppure due anni e mezzo dall’inizio della XIX Legislatura, la discussione sulla legge elettorale. Dal destra-centro è rimbalzata un’ipotesi, non nuova, di modifica della legge elettorale: indicazione del Capo della coalizione sulla scheda; abolire i Collegi uninominali, perciò solo metodo proporzionale di lista; premio di maggioranza del 10/15%, se la coalizione sta tra il 40% e il 55%.

Elettori giocatori o spettatori?

Il punctum dolens che sta sotto la continua revisione del sistema elettorale è sempre lo stesso da quando è nata la Repubblica: il ruolo dei cittadini-elettori nel sistema politico. Nel gioco democratico devono giocare in campo o essere spettatori? Nella storia della Repubblica, il loro ruolo è stato quest’ultimo, solo i partiti hanno giocato. Che i cittadini-elettori dovessero giocare lo hanno sempre sostenuto in pochi. “Giocare” vuol dire che l’elettore scende nell’arena politica per scegliere chi lo rappresenta e chi lo governa. Erano i rari “presidenzialisti” a favore di questa posizione. Piero Calamandrei, intervenendo il 5 settembre 1946 nell’Assemblea costituente sull’Odg. Perassi, propose un sistema nel quale il Presidente fosse eletto direttamente dai cittadini- elettori. Gli rispose Emilio Lussu che bisognava evitare la guerra civile e che perciò il governo doveva avere legittimazione parlamentare.

Passata la Costituente, il presidenzialismo fu sempre considerato anticostituzionale, di destra eversiva. Lo sosteneva solo Almirante. E così mal gliene incolse a Randolfo Pacciardi, eroe delle Brigate internazionali di Spagna. Fu bandito.

Poi arrivò la Grande Riforma di Craxi-Amato. E poi Roberto Ruffilli, che negli anni ’80 usò la metafora del “il cittadino arbitro”: i partiti dovevano proporre programmi e schieramenti, il cittadino decideva, senza interposto partito. Fu assassinato dalle BR a causa del suo impegno riformatore. Fu così che il post-’89 portò al 4 agosto 1993, allorché fu approvato il Mattarellum, per il quale i Collegi uninominali – nei quali gli elettori votavano il proprio ben visibile candidato – coprivano il 75% degli eletti, mentre il 25% restava pur sempre nelle mani proporzionali dei partiti. La bipolarizzazione del sistema politico che ne seguì, la crisi finale del sistema dei partiti della Prima Repubblica, portò alla Bicamerale del 1997, in cui fecero capolino le opzioni del semi-presidenzialismo e del premierato.

Ma la primavera della rifondazione della Repubblica durò poco. Fu il centro-destra con il Porcellum a farci riprecipitare all’indietro, nell’autunno infinito della Repubblica. Dal quale non siamo più usciti, nonostante Commissioni bicamerali e referendum. Il Rosatellum è tutto ciò che resta oggi: i cittadini guardano dagli spalti, in numero sempre minore, sempre lo stesso spettacolo di partiti incapaci di riaprire la strada allo sviluppo del Paese.

Il coraggio di Giorgia Meloni

Nella Conferenza stampa del 3 novembre 2023 Giorgia Meloni ha ripreso in mano con coraggio il tema presidenziale, trasformando l’elezione diretta del Presidente in quella del Capo del Governo, assegnando al Presidente della Repubblica un ruolo di garanzia. Arrivata a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni si è accorta che “troppi governi/nessun governo”, che l’instabilità patologica genera troppo debito pubblico, pochi investimenti, nessuna politica industriale, sottosviluppo. Sì, la riforma presidenziale, oggi evoluta in un’ipotesi confusa di premierato, è “la madre di tutte le riforme”. Resterebbe da chiedersi perché la Meloni abbia votato “No” nel referendum renziano del 2016. Anche nel suo caso, ha prevalso la logica del tornaconto partitico immediato: far cadere il governo e andare a elezioni. Oggi si è resa conto che il mondo dei nemici e degli amici funziona in modo diverso: la durata dei governi è la pre-condizione di ogni azione e di ogni credibilità internazionale.

I governi deboli sono preda dei poteri forti interni, quelli dello Stato e del Mercato sul piano nazionale, quelli degli Stati e del Mercato globale, sul piano globale.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Giovanni Cominelli

Laurea in Filosofia nel 1968, dopo studi all’Università cattolica di Milano, alla Freie Universität di Berlino, all’Università statale di Milano. Esperto di politiche dell’istruzione. Eletto in Consiglio comunale a Milano e nel Consiglio regionale della Lombardia dal 1980 al 1990. Scrive di politiche dell’istruzione sulla Rivista “Nuova secondaria” e www.santalessandro.org, su Libertà eguale, su Mondoperaio.

Post precedente:LE CONCLUSIONI DI ENRICO MORANDO A ORVIETO
Post successivo:PRESENTE E FUTURO DELL’ORDINE INTERNAZIONALE

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.