Vedo una profonda contraddizione nel campo di chi ha una estrema difficoltà a trovare un leader di coalizione ma nello stesso tempo da anni si lega mani e piedi ai destini di giornalisti e pm che dovrebbero essere lasciati liberi dal guinzaglio della politica.
Ma anche ai giornalisti e ai PM piace essere inscatolati dalla politica, per avere uno zoccolo duro di consenso a inchieste che spesso finiscono con un buco nell’acqua e fidati supporters che si trasformano in acquirenti di libri e di biglietti per comizietti che vengono inopinatamente definiti spettacoli.
Mettendo da parte le accuse di molestie ad alcune colleghe in cerca di lavoro (un contesto che nel teatro e nel cinema ha portato a molte iniziative di solidarietà nei confronti di attrici molestate), i rapporti di maschile fratellanza tra Ranucci e Lavitola, condotti alla luce del sole, se riguardassero un giornalista di destra avrebbero portato a una generale richiesta di pulizia.
Ma Ranucci per la sinistra è un asset da difendere con le unghie e con i denti anche quando mette in dubbio in modo estremamente volgare la professionalità dei colleghi chiamati a prendere il suo posto.
Anche i suoi collaboratori sono fidati perché minacciano di andarsene essendo certi che, senza Ranucci, la ricreazione è finita.
Telemeloni?
Può essere. Ma anche la sinistra, quando ha vinto le elezioni con Prodi o ha fatto parte della maggioranza di governo senza passare per il voto popolare ha messo a posto i suoi in Rai.
E allora la vogliamo combattere davvero questa guerra civile se una parte non dà all’altra il diritto di comportarsi come lei quando ha vinto?
Hanno ragione quelli che dicono che il bipopulismo conformista e moralista sta ingabbiando l’Italia in un conservatorismo che, purtroppo, sarà spazzato via solo con le cattive da una Storia che semplicemente bypasserà lo Stivale per privilegiare altri territori.
Quando vi accorgerete che parlare di Ranucci e non di innovazione tecnologica e IA avrà reso l’Italia solo un luna park di antichità diroccate sarà troppo tardi.
Altrove, come è già successo, ci sarà l’ennesima rivoluzione industriale, in Italia minuetti, agguati nei vicoli, mutande all’arte sconveniente e generale arretratezza.
Contenti voi.
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BREVE STORIA DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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