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LA MAGGIOR PARTE DEGLI EBREI ITALIANI OGGI SI SENTE PIÙ TUTELATA DALLA DESTRA CHE DALLA SINISTRA

Lascia basiti una sinistra che apre i cortei del 25 Aprile con gli eredi della Legione Araba alleati dei nazisti ed allontana la Brigata Ebraica

di Sandra Tognarini | 18 Agosto 2025

Invece di scandalizzarsi, a sinistra ci dovremmo chiedere come mai la maggior parte degli ebrei italiani oggi si senta più tutelata dalla destra che dalla sinistra. Da due anni vado dicendo che, sull’onda di un’isteria collettiva, tra ambiguità, silenzi e distinguo, il rischio di consegnare la lotta all’antisemitismo alla destra era concreto. E questi sono i risultati.

Per quanto ne so Walter Meghnagi, che il 7 ottobre ha perso una nipote di 23 anni straziata da quelli che molti a sinistra chiamano partigiani, sebbene con termini scioccanti che poteva scegliere meglio, ha espresso né più né meno il sentire di gran parte degli ebrei.

Basta parlare con loro, o leggere cosa scrivono. Fatelo anche voi se non ci credete, confrontatevi con loro anziché fare le vergini offese e cantarvela e suonarvela tra voi.

Del resto, le esternazioni delle sinistre fanno orrore pure a me, che ebrea non sono: Fratoianni che non disdegnerebbe di bombardare Israele; D’Alema che non considera terroristi ma movimenti politici Hamas e Hezbollah (così come i Talebani), in virtù del vasto consenso popolare di cui godono; Conte e i 5 stelle che invitano alla Camera quel personaggio inquietante a ripetere come un mantra che i padroni di Gaza non sono assassini ma democratici filantropi che hanno costruito “scuole e ospedali”.

Lascia basiti una sinistra che apre i cortei del 25 Aprile con gli eredi della Legione Araba alleati dei nazisti ed allontana la Brigata Ebraica, che invece i nazisti li combatté al fianco dei nostri partigiani. Non sono dettagli folkloristici, sono campanelli d’allarme, che sono stati bellamente ignorati.

Una sinistra che si indigna e si straccia le vesti quando viene accoppato un membro di Hamas o di Hezbollah e chiede inchieste internazionali, e poi non si indigna per i minuti di silenzio nelle piazze per Sinwar o per le presentazioni in pompa magna dei suoi libri, l’ideatore dell’attentato del 7 ottobre che gli stessi gazawi ribattezzarono “il macellaio di Khan Younis”.

Una sinistra che all’indomani della mattanza calò dall’alto un “vabbè, Hamas va condannata, però…” e poi giù peste e corna su Israele, tra distorsioni storiche, falsità e pregiudizi, e che ha cominciato a usare la parola genocidio con disinvoltura fin dalla prima vittima di Gaza (in realtà sono almeno 60 anni che la usa, ma qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, lo farò un’altra volta).

La più insopportabile è la sinistra puntacazzista che sale in cattedra per spiegare agli ebrei cosa è antisemita e cosa no, che li stalkera dicendogli di vergognarsi per Netanyahu e che per ogni attacco o offesa o minaccia ad italiani di fede ebraica dice che in fondo la colpa è loro che non si dichiarano apertamente “antisionisti”. Come se uno dovesse scriverselo in fronte per evitare ritorsioni.

Come se fosse giustificabile offendere o minacciare gli italiani di fede musulmana perché non si dichiarano apertamente contrari al terrorismo e al fondamentalismo islamico. Manco la Lega… Ma io boh.

È un fatto grave che l’aggressione all’ebreo francese e al bambino all’autogrill da parte di un gruppo di italo-palestinesi sia stata stigmatizzata più duramente da La Russa e Salvini che dalla Schlein. E ovviamente gli ebrei hanno apprezzato di più i primi della seconda. Voi cosa avreste fatto al loro posto?

Dice: sì, ma la destra sta cavalcando la battaglia dell’antisemitismo solo per un ritorno elettorale. Può darsi, ma intanto lo fa; mentre a sinistra si balbettano vuote frasi di rito seguite subito dall’immancabile “e allora Gaza?” Si, e allora le foibe? E Bibbiano? E i marò?

Dulcis in fundo, in ambienti “dde sinistra” che conosco, quando alcuni pensano di non essere ascoltati, dicono che Baffetto ci aveva visto giusto. Che si dovrebbero riaprire i forni. E come li sento io questi discorsi, li sentono anche gli ebrei.

Del resto, tanti li scrivono anche sui social, pensando di dire una cosa come un’altra: ed è il frutto avvelenato del modo in cui viene raccontato, e quindi percepito, quello che succede in Medioriente. È vero che la base non fa testo, ma il pesce puzza sempre dalla testa.

Perché, secondo qualche anima candida, gli ebrei dovrebbero sentirsi rassicurati da politici come Boldrini e Bonelli, che fanno lingua in bocca con i filo-Hamas e con l’Albanese, che dice di non essere a conoscenza degli stupri del 7 ottobre? (E colgo l’occasione per scusarmi con il popolo italiano, perché la Boldrini l’ho votata anch’io). 

Si dovrebbero sentire rassicurati dai grillini che propongono la vestale di Hamas per il Nobel per la pace? Da un sindaco del PD che le consegna spudoratamente le chiavi della città, tra applausi scroscianti e con la benedizione del partito?

O da quella sinistra che partecipa alle manifestazioni in cui si strilla “dal fiume al mare”, che non è uno slogan di pace ma un grido di guerra contro lo Stato Ebraico, in cui si bruciano le bandiere con la Stella di David e si minaccia e si respinge in malo modo chi ricorda gli ostaggi e le vittime del 7 ottobre? Rassicurante davvero. Io se fossi ebrea sarei terrorizzata da ‘sta gente, e pure voi, ne sono sicura, cuor di leoni. E gli ebrei mica sono diversi da noi, eh.

E che dire di chi negli ultimi 2 anni è uscito dal Partito Democratico perché, da ebreo, non si sentiva più rappresentato? Che è un visionario, un imbecille? Come valutare chi ha lasciato l’Anpi per lo stesso motivo? Diciamo che dopo decenni si è accorto di essere fascista e ha strappato la tessera?

E gli ebrei italiani che votavano a sinistra e che, dopo quello che stanno vedendo e sentendo in Italia, dicono che non la voteranno più, si sono svegliati tutti di destra? O sono persone che hanno annusato l’aria che tira?

Guardate che è inutile rivendicare quello che è successo in passato se il clima si sta di nuovo incendiando, e sembra un paradosso che ad incendiare questo clima contribuisca più la sinistra che la destra. Tutta la solidarietà espressa negli ultimi 80 anni sta venendo travolta dagli eventi, per cui non basta che a sinistra si difendano gli ebrei morti nella Shoah, quando quelli che sono vivi nel 2025 non si sentono difesi. Non si sentono difesi da noi, fidatevi. Non si sentono sicuri.

Senza contare che sono decenni che nella sinistra radicale circolano discorsi antisemiti travestiti da antisionismo (che fa più fine ed evita anche grane legali), dovuti alla questione palestinese o più semplicemente all’alleanza di Israele con il nemico number one, gli USA, ma paurosamente simili agli stessi discorsi di 100 anni fa.

Quindi come ho scritto prima, l’antiebraismo di sinistra sembra un paradosso ma, a rifletterci meglio, non lo è: anche qui c’è lo zampino di Mosca, un fenomeno storico che non tutti conoscono ma che rientra sempre in quel capitolo a parte di cui parlavo sopra.

Attenzione, dunque, che si rischia una frattura che potrebbe essere insanabile: oggi gli ebrei in Italia hanno paura e questa paura non viene da destra (a parte quella estrema, extraparlamentare e antisemita tipo Forza Nuova o Casa Pound, che c’è sempre stata ma che per fortuna è marginale). Hanno paura PROPRIO perché non si aspettavano di doverne avere anche da sinistra: questo è un dato di fatto che non si deve far finta di non vedere e di cui è sciocco negare le responsabilità.

Più che indignarsi, dovremmo farci un esame di coscienza sul perché, da parte ebraica, oggi viene percepito più antisemitismo a sinistra che a destra. E non è un bel risultato per la sinistra. Quindi non caschiamo dal pero, per favore.

Ps: vi do una notizia: state facendo abbastanza schifo anche alla comunità ucraina con le vostre manfrine sulle armi sì, armi no, gas russo forse, più varie ed eventuali, perché sennò Conte non vi vuole più bene e non si allea più con voi.

Io ve lo dico eh, poi un domani non cascate dal pero pure lì.

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Pubblicato in : Politica

Info Sandra Tognarini

Giornalista pubblicista ha collaborato a Pistoia con le redazioni locali de Il Tirreno e La Nazione. Laureato a Firenze, alla “Cesare Alfieri. Nel 2003 diventa giornalista professionista e nel 2005. A Bologna partecipa al Movimento Identità Transgender. Nel 2012 inizia una parallela attività teatrale come attrice e drammaturga che continua ancora oggi.

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