Giuseppi non ne ha mai indovinata una
Che sia proprio Giuseppe Conte una delle cause primarie del declino dei 5Stelle? Il guaio è che l’alternativa Di Battista, fan di Mosca e Pechino, è anche un pericolo per la sicurezza nazionale.

Che sia proprio Giuseppe Conte una delle cause primarie del declino dei 5Stelle? Il guaio è che l’alternativa Di Battista, fan di Mosca e Pechino, è anche un pericolo per la sicurezza nazionale.

Qualunque sia la scelta sulla partecipazione al Governo, il M5S è destinato all’irrilevanza. E’ saltato anche il tentativo, goffo, di farsi interprete delle istanze sindacali.

Di fronte alle mancate risposte del liberismo e del sovranismo occorre rivisitare le tradizioni conservatrici e liberali per cercare gli ingredienti necessari alla costruzione di un nuovo pensiero politico del centrodestra.

Le democrazie competono sul piano economico e tecnologico, ma non si scontrano sul piano militare. I Paesi della NATO e dell'UE non possono più fare gli struzzi e passare il cerino agli americani come è avvenuto per le guerre dei Balcani, in Bosnia e in Kosovo in particolare.

Nella crisi politica di oggi la scelta di persone popolari e competenti può fare la differenza. L' immagine del partito è innanzitutto l’immagine dei suoi candidati. Non si deve decidere tutto a Roma e all' ultimo tuffo.

Difficilmente le scissioni hanno successo. Gli esempi si sprecano. Due condizioni sono essenziali: cambiare del tutto politica e circondarsi di persone preparate.

I fondatori del Movimento 5 Stelle hanno commesso molti errori nella loro breve vita politica. Eppure, i partiti tradizionali potrebbero imparare qualcosa dai fallimenti pentastellati

Chi ha concepito l’operazione ha voluto colpire due piccioni con una fava, per usare una espressione semplice: politiche governative e il Copasir. Quest’ ultimo negli ultimi anni sotto le presidenze di Guerini, Volpi e Urso ha indubbiamente messo in agenda temi molto sensibili

La presunta (e smentita) indagine del Copasir è stata utile a distrarre l’attenzione del pubblico dalla Russia, dopo la propaganda del Cremlino rilanciata da Giletti. E la Pravda diffonde un’intervista di Travaglio che sempre sulla 7 annuncia la vittoria russa in Ucraina.

Maggioranza e Opposizione devono lavorare insieme se si vuole davvero ridurre la dipendenza digitale dalla Cina e la dipendenza energetica dalla Russia nell’interesse della Nazione

Osservatori acuti come Gianfranco Pasquino e Marcello Pera hanno lucidamente tracciato i rischi di un sentimento antiamericano che, al di là di legittime critiche alle amministrazioni statunitensi, rischia di non fare bene all’Italia né in termini di valori ideali né di interessi nazionali.

Nel suo incontro con Biden Draghi ha espresso una visione politica molto limpida sul futuro dell'Europa fondato sulla sua autonomia strategica in campo tecnologico, militare, energetico e della politica sociale. Ha dimostrato di essere un grande leader europeo.

Dal ricordo di un’alta funzionaria dello Stato una riflessione per migliorare il lavoro investigativo nell’ambito delle “società digitali”. Un’attività essenziale per sconfiggere le organizzazioni criminali e per difenderci dalle fake news degli Stati autoritari.
