• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Fisco, realtà e demagogia

Il sindacato, le tasse e la necessità di un approccio diverso. La materia fiscale è un terreno importante di iniziativa ma serve un sindacato capace di abbandonare ogni deriva demagogica.

di Claudio Negro | 1 Maggio 2023

Trovo particolarmente scorretta la pratica di sostenere la propaganda, che è fisiologica e anche utile per far conoscere idee e proposte, al netto delle scontate  iperboli  retoriche, fondandola su assunti falsi ma che vengono spacciati per autentici, confidando nella diffusa ignoranza dei dati reali, nella ritrosia a documentarsi, nella gioia della gente nel sentirsi confermare i propri pregiudizi da fonti che appaiono “autorevoli”.
Un caso esemplare è quello, rilanciato più volte e comunque in ogni occasione in cui si parla di fisco, da parte dei Sindacati Confederali: ossia l’indignata denuncia che lavoratori dipendenti e pensionati pagano oltre l’80% delle imposte sul reddito delle persone (IRPEF), cui segue l’accorata rivendicazioni di redistribuire con più equità la pressione fiscale tra le categorie di contribuenti.

Ma vediamo i numeri veri, utilizzando le elaborazioni di Itinerari Previdenziali su dati MEF e Agenzia delle Entrate, relativi alle dichiarazioni dei redditi 2020 (questi dati sono coerenti e sostanzialmente uguali da anni, e non c’è quindi alcun motivo di pensare che nel 2021 o nel 2022 possano essere cambiati in modo significativo).

Che i lavoratori dipendenti e i pensionati versino più dell’80% dell’imposta sul reddito è vero: esattamente l’85%. D’altra parte queste categorie rappresentano l’84,4% dei percettori di reddito, e quindi della platea dei contribuenti. Sarebbe piuttosto inspiegabile se l’imposta da loro versata si discostasse in modo sostanziale dalla percentuale dei contribuenti.
Ma c’è dell’altro: il 39,7% dei dipendenti, ossia coloro che non guadagnano più di 15.000 e lordi l’anno, pagano IRPEF uguale a zero, in virtù di no tax area, esenzioni, detrazioni e bonus Renzi. Stiamo parlando di 8,457.000 contribuenti.
Tra i pensionati 2.617.000 (il 19,2%), cioè coloro che non superano i 7.500 € annui, pagano da zero a 55 € di Irpef. Compresi quelli della fascia superiore (7500 – 15.000 €) fanno il 44,2%  della categoria, ma pagano soltanto il 6,9% dell’IRPEF versato dalla categoria.
Tra gli autonomi il 43,6% del totale dichiara non più di 15.000 €, e versa l’1,82% dell’IRPEF del comparto.
Ma, per restare al grido di dolore del sindacato, non si può fare a meno di notare che 11.073.000 tra pensionati e lavoratori dipendenti non pagano un centesimo di IRPEF: stiamo parlando del 31 % del totale delle due categorie: si fa un po’ fatica a credere al racconto del lavoro dipendente e dei pensionati che vengono spremuti dal fisco.
Piuttosto si potrebbe mettere in discussione le modalità con cui viene attuato un principio costituzionale afferente al sistema fiscale: la progressività.
Se esaminiamo nei dettagli la tassazione dei lavoratori dipendenti, vediamo (come già notato) che quasi il 40% non paga nulla; quindi il 100% dell’imposta è pagato dal 60% dei contribuenti, e in particolare il 15% dei contribuenti versano il 61% dell’imposta. Ma se vogliamo approfondire possiamo ricorrere alla analisi di Itinerari Previdenziali relativo ai redditi dei dipendenti: il rapporto tra redditi della fascia mediana, cioè quelli tra 15 e 20 mila euro (17,5 mila euro di mediana) e quelli tra 200 e 300 mila euro (250 mila euro di media) è pari a 14,28 volte, mentre il rapporto tra l’imposta media dei primi e quella dei secondi è pari a circa 46 volte, che diventano 88 volte al netto dell’effetto bonus-TIR; in realtà, è molto di più considerando le indeducibilità previste per i dichiaranti redditi oltre i 100 mila euro. Questa osservazione serve a sottolineare come nel Paese si parli sempre di redditi lordi che, a causa della doppia/tripla progressività d’imposta (sistema delle indetraibilità e indeducibilità), è fuorviante e spesso porta a errati (a volte demagogici) confronti sbagliati nella sostanza.

Ultimo argomento l’evasione: i dipendenti e i pensionati non possono evadere, per via dei sostituti d’imposta, afferma il sindacato. In realtà non possono evadere rispetto alla retribuzione dichiarata, ma il lavoro grigio è una specialità nazionale. Gli autonomi lo praticano con maggior facilità, ma i dipendenti, ovviamente grazie ai datori di lavoro, subiscono soluzioni abili e fantasiose: dallo straordinario pagato in nero, al full time pagato part time, alla CIG in realtà lavorata al sottoinquadramento con la differenza pagata in nero. D’altra parte riesce difficile credere che il 33%  della popolazione (ossia la somma dei contribuenti e dei familiari a carico di dipendenti e pensionati della fascia più bassa) viva con meno di 15.000 €, pari a circa 1.100 € mensili per nucleo familiare.

In definitiva:  l’intervento rivendicato dal sindacato sul sistema fiscale rischia di esaurirsi nella difesa di fasce sempre più circoscritte di lavoratori e di trascurare lo strumento della contrattazione. Naturalmente questo non vuol dire affatto che il sistema fiscale nel suo insieme (imposte dirette e indirette) vada bene così com’è. E neppure che, poiché molti evadano, si debba estendere questa possibilità ad altre fasce di contribuenti, come per esempio rischia di accadere con la flat tax. La questione centrale rimane  la lotta all’evasione che potrebbe essere condotta sia con i raffinatissimi strumenti di cui dispone la tecnologia moderna sia con l’allargamento del principio del conflitto di interessi a prestazioni di vario tipo riferite a tutte quelle spese domestiche o di lavoro in cui si pratica lo scambio tra il pagamento in nero e un piccolo sconto sulla tariffa. Da questo punto di vista l’aumento a 3000 euro delle detrazioni per l’assistenza ai familiari non è certo sufficiente ma si muove nella giusta direzione. La materia fiscale è complessa. E, come si diceva una volta, non è semplice trovare soluzioni facili ai  problemi difficili. Ma la materia fiscale sarebbe sì un terreno importante di iniziativa e di sfida  al  Governo di un  sindacato capace di abbandonare ogni deriva demagogica e di misurarsi su analisi rigorose e su proposte costruttive. A questo proposito non è per nulla banale l’osservazione che Maurizio Landini fa al Governo in una recente intervista al “Corriere della Sera” invitandolo a governare, negoziare, regolare il cambiamento e non a subirne o strumentalizzarne la paura. Ma è un approccio che implica di partire da una conoscenza obiettiva della realtà e non dalla propaganda, e che dovrebbe valere per tutti i soggetti politici e sociali, sindacato in primo luogo.

(articolo ripreso da Mercato del lavoro news n. 145 della Fondazione Anna Kuliscioff)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Economia

Info Claudio Negro

nato a Como nel 1950 ha fatto il Liceo scientifico e poi Sociologia a Trento. Ha militato nel PSI e passata quasi tutta la vita professionale nella UIL. E’ stato segretario generale della UIL di Como e successivamente è passato alla Direzione nazionale dove ha ricoperto la carica di responsabile dell’ufficio Politiche industriali con Giorgio Benvenuto. Ha ricoperto l’incarico di segretario nazionale dei Chimici e poi è tornato in Lombardia con la responsabilità di segretario generale aggiunto della UIL di Milano e della Lombardia. E’ in pensione dal 2017 e collabora, scrivendo di lavoro e di politica, con la Fondazione Anna Kuliscioff e con il Centro Studi Itinerari Previdenziali.

Post precedente:Caro Orlando ti scrivo…
Post successivo:Il macigno del debito pubblico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.