• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Putin è cambiato o l’Europa è stata miope?

L’ errore è da attribuirsi all’ incomprensione della sua personalità politica e non ad un suo cambiamento repentino. Putin per molti aspetti è sempre lo stesso, ci sono notevoli aspetti di continuità nelle sue scelte energetiche, militari e ideologiche.

di Marco Mayer | 21 Ottobre 2022

Vladimir Putin ha cambiato la sua visione politica negli ultimi tempi o la sua leadership della Federazione Russa è caratterizzata da una sostanziale continuità?

Rispondere a questa domanda è di  cruciale importanza per analizzare in profondità le ragioni dell’invasione militare e trovare le risposte più adeguate.

In seguito all’invasione dell’Ucraina il sottosegretario alla Difesa del governo Draghi Giorgio Mulé  (deputato di FI ed ex direttore di Panorama)  il 25 febbraio scorso ha dichiarato  a RAI 1:

“Ho sentito ieri sera Silvio Berlusconi, è preoccupatissimo ed è quasi terrorizzato da quel che sa accadendo, non è che fa fatica,  ma proprio non riconosce in Vladimir Putin la persona che aveva conosciuto”. 

Su questa valutazione a caldo di Berlusconi si può discutere perché su Putin ha cambiato idea più di una volta, ma é  fuor  di dubbio che un identico  “stupore” per il  “cambiamento” di Putin abbia coinvolto altri leader politici europei.

Qualora  si fossero immaginati  la sanguinosa aggressione all’Ucraina alcuni ex premier europei  non  avrebbero accettato a cuor leggero  incarichi (per quanto ben pagati) in aziende russe di primo piano per poi doversi dimettersi  il 24 febbraio 2022  o nei giorni immediatamente successivi.

L’ex primo ministro francese François Fillon era stato nominato dal governo nel board dell’azienda petrolifera Zaroubejneft, i due ex premier austriaci Christian Kerne e  Wolfgang Schuessel (il primo nel cda delle Ferrovie russe  (RZD) e l’altro  nel cda del gigante petrolifero Lukoil) , Matteo Renzi nel board di Delimobil,  Esko Aho,  nella maggiore banca della Federazione Russa Sberbank.

A queste personalità si deve aggiungere l’ex Cancelliere tedesco Gerald Schroeder che tuttavia costituisce un caso a sé stante  anche perché non ha mai preso veramente le distanze da Putin sull’ Ucraina. https://www.washingtonpost.com/world/2022/05/20/gerhard-schroeder-pressure-rosneft-russia-putin/ .

Per inciso augli stretti rapporti di Schroeder con la Russia si é aperta nel Parlamento Europeo una discussione politica molto  importante https://www.euractiv.com/section/politics/news/eu-parliament-threatens-schroder-with-sanctions-for-ties-with-russia/che per ragioni di spazio non posso approfondire in questa sede.

La decisione di Putin di invadere l’Ucraina non é stata una brutta sorpresa solo per gli ex capi di governo che ho appena citato, ma anche per la grande maggioranza se non la totalita’ delle cancellerie europee.

I diplomatici europei non hanno previsto l’ aggressione militare  perché Putin ha  improvvisamente cambiato politica o perché la loro analisi su Putin, il suo regime interno e le sue ambizioni internazionali erano sbagliata?

La mia ipotesi – tutta da verificare-  è  che l’ errore sia  da attribuirsi all’ incomprensione della sua personalità politica e non ad un suo cambiamento repentino. Berlusconi forse non lo riconosce più, ma Putin per molti aspetti è  sempre lo stesso, soprattutto intravedo  notevoli aspetti di continuita’ nelle sue scelte energetiche, militari e ideologiche.

Su Formiche https://formiche.net/2022/10/lo-spirito-di-pratica-di-mare-sepolto-dalle-bombe-di-putin-scrive-stefanini/  l’ Ambasciatore Stefano Stefanini ha ricostruito con grande  puntualità le vicende degli ultimi anni ed in particolare l’incontro di Pratica di Mare e le sue promesse mancate.

Quell’incontro costituisce l’epilogo di un tentativo generoso  iniziato alla meta’ degli anni novanta,  ma non riuscito, come ha dimostrato anche  il format G8.

Proprio ripensando a Pratica di Mare e agli anni successivi  sbaglia chi pensa  che Putin sia cambiato e  non sia più quello di prima.

Domando ai diplomatici e agli analisti:  venti anni fa a Grozny  era poi così  diverso da Mariupol oggi ? dieci o cinque anni fa ad  Aleppo?

Gli elementi per capire c’ erano tutti e allora come si spiega  tanta miopia?  Ricordo bene – perché ero a Mitrovica per le Nazioni Unite quando che nello stesso anno di Pratica di Mare – nel silenzio dei media mainstream – Vladimir Putin decise di ritirare il suo numeroso contingente militare dal Kosovo non solo  per rafforzare la  presenza Russa  in Cecenia, ma anche per segnare il distacco da una partnership con la NATO in cui non credeva più.

Non era anche questo un indizio da non trascurare?

In questi venti anni, ma soprattutto negli ultimi dieci in Italia, in Germania, ma un pò dovunque in Europa è  aumentata la dipendenza dal gas russo.

Con il senso di colpa tipico di chi è  arrivato troppo tardi  si dice oggi  che è mancata una lungimirante e  virtuosa strategia  di diversificazione delle forniture energetiche’ esigenza già segnalata nel 2014 sul sito del DIS da Umberto Saccone e nota anche in precedenza.

In Italia  si parla spesso di vincolo esterno in riferimento a Bruxelles, ma  nessuno ha mai  parlato del vincolo esterno che con le nostre scelte energetiche ci siamo creati da soli e ci ha  condizionato e ci condiziona da  Mosca.

La ragnatela degli interessi diretti e indiretti di  Gazprom, le vacanze lussuose degli oligarchi russi nelle  più esclusive località del nostro paese,  l’ acquisto di asset societari, castelli e aziende vinicole hanno favorito floride attività economiche, ma anche nuove  forme di clientelismo e  conseguente  “corruzione di costumi”.

Tuttavia i  grandi e piccoli interessi pesano molto, ma non possono spiegare tutto. Un fattore importantissimo   – come scriveva Giovanni Sartori – e’ il potere delle idee.

Su questo fronte –  che e’ poi quello della narrativa – Vladimir Putin sa agire con  efficacia e dimostra una assoluta  continuità.  In queste settimane sto studiando  le   tante iniziative ptomosee dal Valdai Club ( il think thank prediletto da  Vladimir Putin)  e mi sono accorto che è come se il tempo si fosse fermato  a venti anni fa.

Per Putin il  grande merito della guerra contro l’ Ucraina sarebbe, infattibile, quello di aver finalmente bloccato  l’ unipolarismo americano.

Peccato che il momento unipolare (di cui ha parlato krauthamner  nel lontano 1990)   https://www.washingtonpost.com/people/charles-krauthammer/  sia ormai passato da un pezzo.

Gorbachov negli ultimi anni dell’ URSS e di fronte alle incognite della riunificazione della Germania non aveva torto a temere un’ eccesso di egemonia americana.

Ma l’ unipolarismo americano non esiste più da almeno 20 anni. Viviamo in un mondo tendenzialmente bipolare (USA e Cina), in un mondo in cui emergono sulla scena nuovi attori come l’ India, il Brasile, la Turchia o l’ Indonesia.  Eppure moltissime persone – iper pacifisti in primis –  credono ancora alla narrativa di Vladimir Putin sull’America che domina il mondo.

Occorre muoversi in fretta con la contronarrazione prima che  troppi  cittadini  europei  siano depistati. In nome della lotta ad un unipolarismo americano che esiste solo nella mente di Putin  rischiamo di abbandonare a se stesso il popolo ucraino.

E il popolo ucraino   –  non dimentichiamocelo mai – combatte  legittimamente non solo  in nome  dell’ “amor di patria” di cui   ha parlato  Papa  Francesco nel suo recente viaggio in  Kazakistan, ma anche per la nostra libertà.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri

Info Marco Mayer

docente al Master In Cybersicurezza di LUISS Guido Carli e al Cyber Defence della Scuola:di Telecomunicazione del Ministero della Difesa in partnership con
Università di Modena e Reggio Emilia

Post precedente:Energie, l’evoluzione del capitalismo
Post successivo:Per un femminismo conservatore

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.