• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Riforma fiscale, adelante Draghi si puedes

Non è ancora iniziato al Senato l’esame del ddl sulla riforma fiscale. È da evitare il pericolo che il percorso dei decreti attuativi coincida con il dibattito sulla manovra economica annuale.

di Carlo Manacorda | 11 Luglio 2022

Il 22 giugno, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge: “Delega al Governo per la riforma fiscale”. Il Governo l’aveva trasmesso al Parlamento il 29 ottobre 2021. Ora, la Camera ha inviato il provvedimento al Senato per l’esame da parte sua. Dopo l’approvazione del Senato, la legge di delega entrerà in vigore. Dalla data di entrata in vigore, partiranno i diciotto mesi entro i quali il Governo, in attuazione della delega, dovrà emanare uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) colloca la riforma fiscale tra i provvedimenti che accompagnano l’attuazione del Piano stesso. Dopo aver osservato che la riforma fiscale fa parte dei progetti del Governo per la razionalizzazione e l’equità del sistema fiscale, si precisa che: “La riforma fiscale è tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e in tal senso è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee”. In soldoni: con la riforma fiscale il Governo prevede di incrementare le entrate dello Stato, e le maggiori entrate devono concorrere, con i fondi europei, per far ripartire l’economia. Se ne deduce dunque che il Governo ― anche tenendo conto della durata del PNRR (2021-2026) e della traballante situazione economica del Paese ― confidi in una rapida approvazione della riforma.

Orbene, la tabella di marcia seguita finora dal disegno di legge in questione non pare che si caratterizzi per particolare celerità. Diamo per scontato che, quando si parla di tasse, il dibattito politico si faccia subito acceso. La classe politica teme che cambiamenti nella tassazione possano ridurre ― o addirittura far cessare ― il consenso degli elettori. In questo caso, tuttavia, si tratta di una riforma più volte sollecitata dagli organismi europei e per la quale il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato loro ampie assicurazioni di approvazione per ottenere il benestare per il programma di riforme globali contenuto nel PNRR. Si sarebbe potuto pensare che questa volta la classe politica, abbandonando posizioni preconcette e tatticismi elettorali, avrebbe collaborato convintamente per giungere alla riforma in tempi rapidi. Non è così.

La Commissione Finanze della Camera ha impiegato otto mesi per modificare il testo governativo secondo le richieste avanzate dai partiti politici. Molto tempo è stato dedicato alla ridefinizione della norma riguardante la mappatura degli immobili e la revisione del catasto dei fabbricati.

In merito alla tassazione degli immobili si è eccepito che, prendere come base di riferimento il metro quadro anziché il vano (com’è previsto ora), e in più determinare il valore catastale dell’immobile sul quale si basa la tassazione moltiplicando i metri quadri dello stesso per il valore di mercato del metro quadro della zona di appartenenza, avrebbe determinato aumenti di tasse (IMU, TARI) e revisioni dell’ISEE ― l’Indicatore della Situazione economica Equivalente che costituisce lo strumento di accesso a bonus e prestazioni sociali agevolate ―, con perdite di benefici dei titolari. Ciò contrastava, tra l’altro, con le raccomandazioni della Camera espresse nella Risoluzione approvata sul Documento di Finanza Pubblica (DEF) 2022 per cui la riforma fiscale doveva condurre, tra l’altro, “alla riduzione complessiva della pressione fiscale”.

La composizione su questo punto è avvenuta, sostanzialmente, utilizzando le consuete forme italiche. La definizione “effettiva” della questione è stata rinviata ai decreti legislativi delegati. Inoltre, c’è stata un’accelerazione nell’approvazione della riforma da parte della Camera dopo l’annuncio del Governo di ricorrere al “voto di fiducia” in caso di ulteriori ritardi. I contrari alla formulazione governativa della norma hanno però ottenuto che le informazioni che saranno elaborate per ridefinire il classamento degli immobili e che dovranno essere disponibili dal 1° gennaio 2026, non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali. Si dovrà altresì prevedere che per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante dalla normativa, sia prevista un’ulteriore rendita suscettibile di periodico aggiornamento. In buona sostanza, è saltato il riferimento al valore patrimoniale dell’immobile. Come previsto, tutta questa materia diverrà operativa nel 2026, cioè tra quattro anni.

Ora il disegno di legge è al Senato, ma l’esame non è ancora iniziato. Se la conclusione dell’esame dovesse arrivare dopo la pausa estiva, il percorso dei decreti attuativi potrebbe essere rallentato venendo a coincidere con il periodo del dibattito parlamentare sulla manovra economica annuale. In ogni caso, dall’approvazione definitiva da parte del Senato ― presso il quale potrebbe essere riproposto il “voto di fiducia” ― e dall’entrata in vigore quindi della riforma fiscale, partirebbero i diciotto mesi per l’emanazione dei decreti delegati. Soltanto dopo l’entrata in vigore anche di questi si potrà dire che la riforma comincia a non essere solo più sulla carta, senza scordare che la riforma del catasto partirà dal 2026. In questo quadro, non va dimenticato che, nel 2023, ci sarà la consultazione elettorale per il rinnovo del Parlamento, ulteriore fatto che potrebbe nuovamente far slittare il perfezionamento della riforma fiscale.

Conclusivamente. Se cogliamo, con uno sguardo d’insieme, l’intero percorso che dovrebbe fare la riforma fiscale per diventare veramente un fatto nuovo per il Paese, e confrontiamo le aspettative del Presidente del Consiglio Mario Draghi per una celere approvazione della riforma con i comportamenti parlamentari, viene bene ricorrere alla frase (diventata ormai proverbiale) che Alessandro Manzoni mette in bocca al Gran Cancelliere di Milano Antonio Ferrer che si rivolge al cocchiere affinché faccia uscire la carrozza dal tumulto del popolo per la carestia prodotta dalla peste. Ferrer gli sussurra: “Adelante, Pedro, si puedes”, Avanti Pedro, se puoi (I Promessi Sposi, cap. XIII). Parlando della riforma fiscale, e considerarti i comportamenti della classe politica, si potrebbe dire analogamente a Draghi: “Adelante Draghi, si puedes”.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Carlo Manacorda

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, è stato Direttore di Enti pubblici, Presidente di Società private, Componente di Consigli di Am-ministrazione, ed ha rivestito altre cariche pubbliche. E’ stato Docente di Contabilità pubblica e di Scienza delle Finanze presso le Facoltà di Econo-mia e di Giurisprudenza dell’Università di Torino, Componente del Nucleo di Valutazione della stessa Università e Presidente del Nucleo di Valutazione dell’Università della Valle d’Aosta. E’ stato Componente dell’Organismo di Vigilanza di Finpiemonte Partecipazioni S.p.A. e iscritto nel Registro dei Revisori contabili. E’ Autore di oltre 150 pubblicazioni (libri e saggi) in ma-teria di Economia e Contabilità pubblica, Diritto pubblico, Organizzazione e Gestione delle Amministrazioni pubbliche e private. Ha scritto e scrive su Giornali, Riviste e altri periodici.

Post precedente:Lavoro a termine e cattiva informazione
Post successivo:Il Centro

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.