Elly Schlein ha o non ha un programma in vista delle elezioni?
In politica estera, resta un residuo di differenze rispetto a Conte sulla questione Ucraina. Il PD continua a sostenere l’assistenza militare all’Ucraina, anche se una parte della sua Delegazione europea nel 2026 ha votato contro il “ReArm Europe” e contro l’emendamento che eliminava le restrizioni all’uso delle armi occidentali contro obiettivi militari in territorio russo. Su tutto il resto non c’è più differenza.
Sulla Difesa europea, la Schlein si dichiara d’accordo, ma solo per dire che, dunque, gli Stati nazionali – tra cui l’Italia – non devono spendere soldi per rafforzare gli Eserciti nazionali e, magari, raggiungere quel 5% del PIL, che i Presidenti americani da Bush, a Obama, a Biden, a Trump hanno chiesto lungo i decenni agli alleati europei della Nato. Vero è che un esercito europeo farebbe risparmiare soldi e sarebbe più potente, ma questa affermazione in bocca alla Schlein funziona come alibi per non rafforzare sulla Nato.
Quanto a Israele, l’attacco alla politica del governo Netanyahu è scivolata in questi giorni nel “No al DdL sull’antisemitismo”, proposto dal senatore del PD Del Rio, che adotta la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) approvata dal Parlamento europeo nel 2016 e dal Governo italiano nel 2020, Conte II.
È antisemitismo “sostenere che l’esistenza dello Stato di Israele sia di per sé un progetto colonialista e razzista; applicare a Israele doppi standard non richiesti ad altri Stati; paragonare la politica israeliana contemporanea a quella dei nazisti; ritenere gli Ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele”.
Anche per quanto riguarda le questioni di politica interna, il programma c’è. Esso consiste nell’apporre un segno negativo ad ogni proposta del governo. Non parleremo qui di produzione, di economia, di finanza. E neppure di sicurezza.
Ci limitiamo all’ultimo clamoroso esempio: quello che riguarda la proposta del Governo e, in particolare, del Ministro Valditara, di fissare al 30% la presenza di figli di immigrati nelle classi, di obbligare i ragazzi a corsi intensivi di Italiano, prima di essere immessi nelle classi, e anche i loro genitori, che devono tenere i contatti con la scuola, di proibire a scuola e in qualsiasi altro luogo pubblico il burka (che copre tutto il corpo, occhi compresi, che intravedono solo attraverso una retina) e il niqāb (che lascia visibili gli occhi).
Per la curiosità dei Lettori: c’è anche una versione “a metà” della Pentapoli algerina di Ghardaia, dove le donne possono guardarti, ma solo con l’occhio sinistro scoperto. Fa una certa impressione! Schlein ha accusato Valditara di razzismo, di sfruttamento propagandistico dei minori, di rifiuto delle differenze e delle specificità. Evidentemente a tali specificità e differenze appartengono anche il burka e il niqāb, simboli e strumenti di brutale oppressione delle ragazze. Per la Schlein questi vestiti sono segno positivo di specificità (sic!) delle culture.
Si potrebbe continuare nell’elenco dei “Non-punti” del “Non-programma”. Essi delineano un’identità culturale e ideologica molto simile a quella di “France Insoumise” di Mélenchon: un concentrato di massimalismo vetero-sessantottino, di anti-americanismo, di anticolonialismo e antirazzismo woke, di islamo-sinistra, di rosso-brunismo.
Se l’omni-dirittismo, importato pari pari dai Democratici americani, arriva fino al punto di riconoscere come diritto anche quello di portare il burka e il niqāb – il diritto di essere oppresse – vuol dire che la sinistra di Elly Schlein sta abbandonando l’orizzonte europeo-liberale e con lei tutto il mondo femminista che non proferisce più parola a difesa delle donne iraniane.
Strane derive quelle della storia del mondo in questo Terzo Millennio: mentre in Italia la Destra di origini fasciste si è avviata fin dal 1994, con la fondazione di Alleanza nazionale, verso il porto di un conservatorismo liberale, che difende le libertà fondamentali dell’Europa cristiano-liberale, la Sinistra sta fuoriuscendo dall’orizzonte liberale per avviarsi sui sentieri pericolosi dell’antisemitismo e dell’Islamo-sinistra. Schlein e Conte puntano su Vannacci, nella speranza che faccia mancare i numeri alla Meloni.
Insomma: i nemici dei miei nemici sono miei amici. La Schlein non pare rendersi conto che Vannacci è nemico suo, perché sta facendo la pesca a strascico nei territori sociali tradizionalmente votanti a sinistra. E questa operazione gli riesce, perché nei quartieri periferici, il ceto medio, gli operai, i pensionati, gli anziani sono stati lasciati alla crescita ingovernata di insediamenti di immigrati, con abitudini e culture non solo diverse, ma antagonistiche rispetto a quelle degli autoctoni.
La Schlein ha un bel difendere il pluralismo culturale e le specificità, compresa la sharia! Tutto ciò si chiama suicidio culturale del Paese e, si intende, della sinistra storica. Che, a quanto pare, abita ormai solo in centro.
da Italia Oggi Martedì 29 settembre
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LA SCUOLA NON HA BISOGNO DI BATTAGLIE IDEOLOGICHE MA DI INTERVENTI CONCRETI
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