A Firenze nella storica sede dell’SMS di Rifredi (fondata il 30 aprile 1883 come Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai ed Industriali di Rifredi) Achille Occhetto – insieme a sua moglie Aureliana Alberici, a Michele Ventura ed a Ugo Sposetti –ha inaugurato la sezione regionale dell’Associazione Enrico Berlinguer per la Toscana. La data è stata scelta perché il 13 giugno di 42 anni fa, a Roma, si svolgevano i funerali di Berlinguer. Un evento che il maestro Umberto Pizzi ha fotografato mirabilmente.
https://formiche.net/gallerie/100-anni-di-enrico-berlinguer-foto-archivio-pizzi/
Nel suo intervento Occhetto ha sottolineato che per la sua generazione ricordare Berlinguer non può essere soltanto espressione di una fisiologica nostalgia, ma deve costituire l’occasione per ricostruire – soprattutto per le nuove generazioni – la memoria storica di ciò che Enrico Berlinguer ha effettivamente rappresentato in termini di azione e di pensiero politico. L ‘ex segretario del PCI e del PDS ha ricordato le posizioni innovative di Berlinguer sul piano europeo e internazionale: in particolare l’avvicinamento del PCI alla sinistra europea e le prese di distanza dal PCUS. Per quanto riguarda la svolta della Bolognina.
https://formiche.net/2019/11/occhetto-muro-berlino/#content
Achille Occhetto ha precisato di non aver idea di come Enrico Berlinguer avrebbe reagito al crollo del muro di Berlino, ma di ritenere che di fronte ad un così grande mutamento della storia mondiale Berlinguer avrebbe scelto “la strada dell’innovazione”. Non è questa la sede per accendere i riflettori sul ruolo svolto del PCI nell’Italia degli anni Settanta. Tuttavia, un aspetto importante che oggi viene dimenticato è il grande impegno del PCI nel contrasto al terrorismo (“rosso” o “nero” che fosse). In una intervista al sottoscritto il generale Mario Mori ha ricordato il drammatico giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse quando vide operare in perfetta intesa il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, e il Ministro “ombra” del Partito comunista italiano, Ugo Pecchioli.
https://www.treccani.it/enciclopedia/ugo-pecchioli_(Dizionario-Biografico)/
Mori afferma:” tutti noi presenti, nella drammatica circostanza, capimmo che i due uomini politici in quel momento, nel loro agire, non rappresentavano uno schieramento, ma erano lì in quanto espressione materiale della coesione delle istituzioni nazionali.
La ricchezza della documentazione che l’associazione Enrico Berlinguer e le fondazioni collegate mettono a disposizione degli studiosi consente di accendere i riflettori su aspetti rimasti ancora in ombra nelle vicende della sinistra e della politica italiana tra il 1972 e il 1984. A questo proposito mi vengono in mente due documenti della CIA (davvero numerosi quelli dedicati a Berlinguer e al PCI) che si possono facilmente consultare nel sito
https://www.cia.gov/readingroom/home
Il primo è il briefing giornaliero del 27 ottobre del 1970 al Presidente degli Stati Uniti (all’epoca Richard Nixon)
https://www.cia.gov/readingroom/document/0005977762
in cui si sostiene che analizzando gli equilibri interni al PCI in vista della successione di Luigi Longo alla segreteria del partito nessuno dei due candidati (Enrico Berlinguer e Giorgio Amendola) si colloca “in pole position”. In questa analisi dello stallo in corso la CIA segnala al Presidente (For President only) che al contrario di Enrico Berlinguer – molto vicino ad Alexander Dubcek e alla primavera di Praga – un eventuale vittoria di Giorgio Amendola avrebbe contribuito a sciogliere il gelo intercorso tra PCI e Cremlino dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Il secondo documento (di 22 ben pagine) è del giugno 1975 e contiene l’esplicita previsione che il PCI di Berlinguer contribuirà alla stabilizzazione dell’Italia nella seconda metà degli anni Settanta.
https://www.cia.gov/readingroom/docs/CIA-RDP86T00608R000600170026-1.pdf
Il documento affronta una pluralità di temi – quali ad esempio l’estromissione di Armando Cossuta dalla segreteria del partito – e prende in considerazione le implicazioni per la NATO nel caso (ritenuto altamente improbabile) che alcuni esponenti del PCI dovessero diventare Ministri della Difesa e degli Esteri. È la fase ci furono a Roma numerosi incontri di Sergio Segre
https://www.foreignaffairs.com/articles/italy/1976-07-01/communist-question-italy
e di Luciano Barca con esponenti del Dipartimento di Stato nonché una grande attenzione al PCI da parte di numerosi scienziati politici americani, Joseph La Palombara in primis. Per quanto riguarda le preoccupazioni sulla NATO la celebre intervista di Berlinguer a Giampaolo Pansa sul Corriere della Sera del 15 giugno 1976 metterà un punto fermo sulla questione.
https://enricoberlinguer.fondazionegramsci.org/scheda-scritti/IT-GRAMSCI-HIST0134-0001530
Nel PCI guidato da Enrico Berlinguer non ci furono solo rose e fiori. Il rifiuto della “socialdemocrazia” così come il permanere del centralismo democratico e dei finanziamenti da Mosca sono aspetti critici che non si possono ignorare. Tuttavia – pur con questi limiti – la leadership di Berlinguer nel PCI negli anni Settanta ha un grande valore politico e culturale, un pezzo di storia contemporanea che i giovani devono conoscere e approfondire.
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DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE EMMANUEL MACRON IN OCCASIONE DELLA COLLOCAZIONE DI MARC BLOCH E LA MOGLIE SIMONNE NEL PANTHEON
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