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PISTOIA: PRESENTE & FUTURO: -7- IRENE PINI

Le opinioni di alcune personalità pistoiesi: arch. IRENE PINI intervistata da Luciano Pallini.

di Irene Pini | 16 Febbraio 2026

È un giudizio categorico quello pronunciato dall’architetto Irene Pini “Non attiriamo talenti. Non abbiamo tecnologie. Non c’è tolleranza culturale. Siamo una città, in questo momento, che è come un “prodotto” fuori mercato”.

1.      In una Toscana che arretra in un Paese che è fermo, che lettura dai della situazione economica e sociale del Comune? Quale futuro per le attività economiche nel panorama di una galoppante deindustrializzazione? E quale futuro lavoro, in particolare per i giovani e le donne? In uno scenario che sarà dominato dalla diffusione delle applicazioni della Intelligenza artificiale

La Toscana è arretrata ma Pistoia molto probabilmente lo è più della media, è significativa la arretratezza della nostra piccola area industriale con problemi di viabilità e accesso ai bilici che durano da anni e anche se volessi venire a Pistoia tralasciando il problema della viabilità non ho neppure fondi spazi dedicati a costruire nuove fabbriche, il vivaismo intorno non concede spazi.

L’Hitachi è un mondo a parte anche se potrebbe essere potenziato l’indotto ed una università a tema sul territorio, ma non accade.

A Pistoia non ci sono varietà di “fabbriche o aziende innovative” e il vivaismo di Pistoia non ha tipi di produzione con tecnologiche avanzate come si può vedere all’estero, quindi non abbiamo motivi per attirare “talenti” eruditi in materie innovative.

Non esistono dei centri di ricerca ed innovazione, dove fare incubare delle startup, o comunque quando ero più  giovane c’è chi ci ha provato ma senza risultati evidenti, non esiste un ambiente culturale vivo e libero.

Inoltre a livello urbanistico Pistoia e i suoi politici pistoiesi, di qualsiasi corrente, sono sempre stati nei decenni pochi inclini alla tolleranza verso il cambiamento e nuove idee: per paura che generasse caos e disturbasse il quieto vivere cittadino?

L’assessorato all’urbanistica è quello secondo me più importante perché può progettare la città ed il suo futuro con un mondo che corre velocissimo, ma bisogna essere aperti tolleranti flessibili, né bigotti né mediocri possono fare questo ruolo.

Non attiriamo talenti.

Non abbiamo tecnologie.

Non c’è tolleranza culturale.

Negli anni 2000 quindi non ieri (!) un economista diceva che senza la regola delle tre T ovvero senza talenti, tecnologie, tolleranza un luogo è morto.

Siamo una città in questo momento che è come un “prodotto” fuori mercato.

2.      Nessuno, o quasi, parla più o, peggio, pensa più in termini di area metropolitana Firenze Prato Pistoia. E’ stato un tema, che qualche decennio anni fa agitava Pistoia, quando si parlava della sua marginalità in questa area. Su quali interventi, non solo di infrastrutture fisiche, Pistoia dovrebbe puntare per rientrare in questa partita e sviluppare le sue potenzialità? E come dovrebbe atteggiarsi Pistoia di fronte lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola, per dirne una?

Pistoia è nel mezzo a Pisa e Firenze, vista da questa prospettiva è al  centro, a volte è solo cambiare posizione per vedere le cose in modo diverso.

Comunque potenziare sicuramente Pisa come aeroporto e non Firenze che non funziona in termini di spazi, ma avere una metropolitana ad alto funzionamento per togliere le auto.

Le auto sono un concetto obsoleto, essere green e giovani significa pensare ad una mobilità “etica” ad alta efficienza. MA noi siamo intellettualmente capaci di essere green ed efficienti?

3.       Un tema ineludibile è quello del rapporto con il privato per la gestione dei servizi (acqua, rifiuti): c’è nella sinistra un evidente ritorno al passato sia la gestione pubblica dell’acqua che per la quotazione in borsa della multiutiliy, su base esclusivamente ideologiche, per dire qualcosa di sinistra, ma non per migliorare il servizio ai cittadini. Cosa ne pensi?

Il servizio a Pistoia è pessimo e sorprendentemente caro e mal gestito. Certi tipi di servizi ai cittadini sarebbe auspicabile che rimanessero pubblici ma chi c’è dentro dovrebbe gestire come nel privato in termini di operatività.

4. Cosa metteresti al centro del programma come impegno prioritario e prevalente, come asse strategico principale per la nuova amministrazione: la casa piuttosto che la cultura? Servizi per la natalità ed i bambini o servizi per l’assistenza agli anziani (i bambini non votano, gli anziani si…? Il sostegno alle attività economiche o l’ambiente?  Oppure la scuola, per adeguarla alle nuove sfide? Per non dire delle sfide per la nuova medicina territoriale.

Se dovessi scegliere solo una cosa, indubbiamente bambini e giovani, loro sono il futuro e la loro cultura al tempo stesso, noi siamo già passati e sarebbe per me un onore essere un ponte per le nuove generazioni. La realtà invece è ben altra sono secondo me i meno tutelati.

Poi di conseguenza la sanità che ormai non funziona, oggi devi pagare, domani sempre di più, la salute non è un optional.

Terza cosa la casa, ma in un concetto urbanistico più ampio , imparando dai fallimenti del passato, perché casa significa includere, significa serenità, significa famiglia, significa cultura e qui dentro ci stanno vecchi e bambini da tutelare.

5. Uno dei temi più avvertiti dai cittadini è la questione dell’abitare, affrontata spesso senza tener conto del cambiamento profondo della domanda. Quali proposte potrebbero venire dagli enti pubblici in collaborazione con i privati, profit e non profit, con il supporto delle aziende del credito e le Fondazioni bancarie per elaborare un programma a medio-lungo termine e curarne la realizzazione? Anche per evitare la (s)vendita del patrimonio immobiliare del Comune, storico e di recente donazione (es. Villini Desii)

Oggi una coppia media italiana o straniera che lavora e ha due figli vive in grosse difficoltà, se non ha qualcuno che li aiuta. Quindi non è solo il problema della casa, se tutto aumenta e gli stipendi sono bloccati da anni si arriva al collasso a prescindere se metti su famiglia e hai bisogno di una casa. È il sistema che sta saltando, ma sembra che nessuno se ne renda conto.

Il discorso è complesso perché siamo arrivati a questi punti e di tale imbarbarimento per assenza di etica, di cinico opportunismo e alla fine, se con il pensiero non si ha visioni di “bellezza” etica tutto muore.

Quindi ci deve essere la volontà per costruire un sistema etico sulla casa, tutto non può ridursi a mero opportunismo, altrimenti è inutile sedersi intorno ad un tavolo e parlare. La bellezza in senso lato è vista come un concetto antieconomico come sosteneva Huxley in “Un mondo nuovo”, quindi c’è qualche interessato a guadagnare di meno e a partecipare ad una società socialmente più equilibrata?

6.  Il rapporto con i privati per gli investimenti: si afferma, si invoca ma poi nella pratica non riesce a decollare perché si pretende di imporre obblighi e adempimenti del pubblico e perché scattano sempre, regolarmente, le pregiudiziali ideologiche, dimenticando la lezione di un dirigente che ha fatto il suo paese grande, forse anche troppo: «Non importa che il gatto sia bianco o nero, purché acchiappi i topi». Come metterlo in pratica, ad esempio, per il recupero e la riqualificazione urbana? Le ex Breda non sono un esempio incoraggiante…

Una domanda più complicata dell’altra, se vediamo l’area ex-Breda secondo me il progetto è sbagliato ormai vetusto sarebbe da dimenticare ed inventarsi qualcosa di nuovo su quell’area, ed essere smart sia con gli investitori sia al livello burocratico. Il problema però in questo caso è quasi a raso terra. In questo momento c’è un monte di materiale non definito in mezzo all’area perché? Perché siamo arrivati a questo? Almeno quella pseudo-discarica, di cui mi auguro solo di movimento terra, in mezzo alla città si poteva evitare ? Tenendo conto che se i privati sbagliano la spazzatura differenziata gli fanno pure la multa per un foglio di carta messo nel sacchetto sbagliato. Come è possibile arrivare a tanto in mezzo alla città fra la biblioteca e la sede dell’ordine degli architetti?

E’ difficile pensare al decollo di idee quando un’area in centro città si permette se pur abbandonata d trattarla in questo modo. Mi sembra, ancora una volta, una valutazione matematica.

In questo caso non è pubblico o privato, è fare le cose male e perseverare, in questo caso ci son tutti.

La differenza, ripeto, la fa solo quello bravo intellettualmente ed ad alto funzionamento etico.

Ne abbiamo?

7.      I sindaci, di fronte a problemi quali la sicurezza ed il contrasto della criminalità, in campagna elettorale tendono ad atteggiarsi a Superman, promettendo l’impossibile su temi dove hanno competenze residuali, ma, una volta eletti, ridiventano il timido Clark Kent schiacciato da ostacoli burocratici ed impossibilitato a mantenere. Cosa si dovrebbe fare per il contrasto alla criminalità e per la sicurezza ed il decoro della città?

La criminalità c’é di vari tipi, diciamo che una parte di essa è legata a povertà, non inclusione e ignoranza e non basta combatterla con altra violenza, la violenza serve solo nell’arginare l’immediato ma incattivisce ancora di più, è matematica.

Per migliorare un pezzetto di questo mondo l’unica possibilità è creare un sistema sociale dove cultura diritti inclusione siano di insegnamento per un futuro migliore ma per fare questo servono, quello che dicevo prima, idee, etica e volontà a livello politico di creare un nuovo sistema sociale, il che non fa rima con buonismo.

Bisogna tracciare strade nuove fatte di sapere da una parte e totale rigidità del rispetto delle regole dall’altra.

8.      Sulla questione migranti infuria lo scontro politico in tutto il mondo occidentale (nessun si domanda perché non vogliono andare in Russia o in Cina o perché scappano da Cuba): l’estrema destra raccoglie consensi sempre più ampi, in Europa governi a guida liberale e progressista tendono a restringere l’accoglienza. A Pistoia in questi anni si é consumata la vicenda di Vicofaro che ha diviso la comunità pistoiese e lacerato la Chiesa locale. Quale potrebbe essere una politica di sinistra per l’accoglienza a Pistoia che possa fare dei migranti una risorsa?

Vicofaro é stato uno sbaglio, assenza di regole e accondiscendenza allo stato puro, un buonismo stupido che non è servito a nessuno, né ai migranti né agli abitanti del posto.

Però anche qui gli stranieri non sono tutti uguali, la differenza la fa sempre la loro provenienza e cultura ed in quale modo si inseriscono.

I migranti di Vicofaro sono un esempio di persone totalmente incapaci di inserirsi e quindi visti come un peso e basta, in modo palese.

Ma un migrante come un cinese che si inserisce nel sistema economico e lo distrugge dall’interno non pagando tasse e quindi togliendo lavoro all’italiano medio (vedi massimo esempio Prato) che le tasse le paga e rispetta regole sul lavoro perché altrimenti lo arrestano, si può considerare una risorsa o è anche lui esso stesso un cancro per la società italiana?

Istruzione e rispetto ferreo delle regole non vedo altri approcci.

Avere una visione più allargata dello straniero significa anche un inserimento nel mondo del lavoro a certe regole che gli italiani stessi che assumano devono rispettare, ma anche qui si apre un mondo.

9.      Che giudizio dai della sanità pistoiese nel contesto di una super ASL dove Pistoia é il vaso di coccio? Ed i tanti, troppi progetti di medicina territoriale, perfetti sulla carta ma spesso destinati a naufragare per mancanza di risorse, finanziarie ed umane? Su cosa il Comune dovrebbe focalizzare il suo impegno? e come superare la ritrosia che si avverte, nonostante apprezzamenti formali, nei confronti del Terzo Settore che può dare un contributo importante nell’ambito della programmazione dei servii da parte del soggetto pubblico? 

Su questo tema non sono minimamente preparata, ho solo l’impressione che chi lavora dentro la sanità pubblica ha le mani legate al di là di competenza e buona volontà, ma é un tema che subisco solo come utente.

So solo soltanto che se ho bisogno sono costretta a pagare qualsiasi esame.

10   Indicami tre interventi prioritari, chiari e definiti oltre che monitorabili nel loro avanzamento, che inseriresti nel programma per la città, le periferie, la montagna.

Te ne dico sei fondamentali:

  • Ex ospedale vecchio
  • Ville Sbertoli
  • Ex Breda
  • Area industriale
  • Scuole
  • Viabilità

11. Se ti dico Università a Pistoia che reazione hai?

Inesistente.

12.  Come ha lavorato l’amministrazione Tomasi? Ha usato al meglio gli strumenti e le risorse che ha avuto a disposizione? Dove ha fatto meglio e quali le carenze che risultano più evidenti?

Questa giunta di destra ha avuto con il “popolo” una comunicazione perfetta, fatta di sorrisi e strette di mano come usava una volta, giustamente loro sono conservatori.

Sono stati “commercialmente” perfetti in antitesi invece alla pessima capacità comunicativa della sinistra in genere , in termini di comunicazione la sinistra é sempre perdente, triste litigiosa noiosa.

La giunta Tomasi però é stato questo, una facciata, fumo negli occhi, ottimi manipolatori della comunicazione tanto oggi l’utente medio se non lo istruisci e gli spieghi è ignorante ed è un cittadino manipolabile; nel concreto li definisco uomini da “manutenzione straordinaria” : non hanno rischiato niente nessuna visione del futuro .

Il progetto però che hanno partorito in pochissimo tempo, che più mi irrita è il progetto di San Lorenzo, i soldi c’erano e sono stati fatti per una cementata, una vera opportunità sprecata.

Anche qui ci si dovrebbe fare una domanda ma non è che però anche all’interno degli uffici comunali come del resto in quelli provinciali abbiamo problemi di carenza di competenze?

13.   Quale il percorso che preferisci per arrivare all’appuntamento elettorale: prima la coalizione con il candidato sindaco e poi un programma tagliato sulla coalizione con infinite mediazioni? Oppure prima un programma di misure essenziali per il futuro di Pistoia, su quale si costruisce la coalizione che lo condivide e che esprime il sindaco?

Un volto ed un programma, un programma ed un volto, con una comunicazione vincente e basta.

Tutti gli altri discorsi li porta via il vento.

.

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Pubblicato in : Politica

Info Irene Pini

Architetto, consulente tecnico commerciale per Atlantis Habitat by Cllat S.p.A.

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