La foto è molto disturbante ma serve più delle parole a far capire cosa è successo.
Una mattanza di persone innocenti colpite senza pietà anche nelle loro case.
Non si tratta di una azione di guerra ma di una operazione di terrorismo compiuta in modo scientifico per creare il maggiore danno psicologico possibile.
Eseguita senza rimorso e direi anche con grande soddisfazione personale testimoniata da immagini e audio.
Festeggiata come una vittoria da gran parte della popolazione civile di Gaza probabilmente inconsapevole delle conseguenze.
Hamas invece quelle conseguenze le ha cercate e ha messo in conto le sofferenze che questa azione criminale avrebbe avuto sulla popolazione.
Non è una supposizione, lo hanno detto in modo esplicito, la morte dei civili di Gaza avrebbe contribuito in modo decisivo alla vittoria.
Purtroppo hanno avuto ragione, la loro capacità di usare mediaticamente le sofferenze dei Gazawi ha creato un clima di odio verso gli ebrei, non solo verso Israele, che non si vedeva dai tempi del nazismo.
Aggiungerei con la complicità di media e intellettuali occidentali che hanno accettato e a volte supportato la narrazione dei terroristi.
Si dirà che il governo Netanyahu ha contribuito reagendo in modo sproporzionato al pogrom di ottobre 2023.
Si dimentica però che l’attacco di Hamas verso Israele non comincia e non finisce il 7 ottobre.
Non si può giudicare la reazione di Israele se non si capisce l’enormità di ciò che è avvenuto.
L’azione compiuta da Hamas non ha nulla a che vedere con la causa palestinese, non c’è alcuna rivendicazione di indipendenza.
C’è solo la volontà di portare avanti il jihad verso coloro che non aderiscono alla loro visione religiosa del mondo.
Non importa se sono ebrei, cristiani e perfino musulmani palestinesi.
Queste persone rappresentano il male assoluto esattamente come i nazisti con cui i loro progenitori erano alleati.
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ALLE ORIGINI DEL PRESENTISMO
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