Sabato, primo febbraio, a Pisa si terrà l’incontro La “Grande Ribelle”, Lina Kostenko e la sua opera. l’Ucraina e la sua matrice culturale europea, fra Occidente e Oriente organizzato dal Gruppo Millecolori col patrocinio della Scuola Normale Superiore che ospiterà l’evento nella Sala Azzurra del Palazzo della Carovana.
Si tratta di un tributo alla grande poetessa, drammaturga e saggista Ucraina, che, nata nel 1930 due anni prima del Holodomor e tuttora vivente nella sua Kyiv, è testimone e testimonianza delle tragedie del lungo Novecento dei totalitarismi.
Lina, trentenne ai tempi del disgelo chruščëviano divenne una figura di spicco della generazione degli anni ’60, i cosiddetti šistdesjatnyky, partecipò all’avventura del Club della gioventù creativa in cui accanto all’attività culturale e artistica compariva la riflessione politica. Presto si passò al ricordo delle vittime delle repressioni staliniane e a tentativi di far luce sul periodo del grande terrore e questo portò, nel 1965, allo scioglimento del gruppo e all’arresto dei suoi principali esponenti.
In seguito all’offensiva contro l’intellighenzia ucraina, la “grande ribelle” messa al bando dalla censura di regime non poté pubblicare nulla fino al 1977, ma non rinunciò al suo attivismo culturale e politico. I suoi testi, grazie al samizdat, e le sue battaglie civili, attraverso azioni eclatanti come gli scioperi della fame, raggiungevano ugualmente l’opinione pubblica tanto che Yaroslav Hrytsak nella sua Storia dell’Ucraina dal medioevo ai nostri giorni, dopo aver parlato del suo gruppo come “sale della propria generazione” scrive che “ ciò che unì la maggioranza delle persone di diverse regioni dell’Ucraina diventò la musica del giovane compositore Volodymyr Ivasjuk, i versi di Lina Kostenko e i film di Sergej Paradžanov”. Con duplice impegno, civico e artistico, sfidò il silenzio di stato nei giorni della tragedia di Čornobyl e del conseguente avvelenamento del fiume Pryp’jat e, nel 1993, scrisse la sceneggiatura di un film dedicato al disastro nucleare. Naturalmente nel 2004 era presente tra gli intellettuali, gli artisti e i personaggi dello spettacolo che si alternarono sul palco di Piazza dell’Indipendenza nei giorni della Rivoluzione arancione, i giorni del ritorno dell’Ucraina in Europa.
Sabato pomeriggio, alla Normale, di lei, della sua poetica e del suo impegno parleranno i professori Alois Woldan, Giovanna Brogi, Oxana Pachlovska (che di Lina è figlia) e Massimo Tria.
Il pubblico potrà inoltre ascoltare alcune poesie, presentate con una doppia lettura: nella traduzione italiana da Alessandra Favati e in ucraino dalla nostra amica Yuljia Faccin che ci ha aiutato nel tradurre diverse lettere di rifugiati e ci ha inviato un toccante filmato pubblicato nel novembre del 2022 insieme all’articolo La voce dell’Ucraina libera.


SABATO, PRIMO FEBBRAIO, A PISA SI TERRÀ L’INCONTRO LA “GRANDE RIBELLE”
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