Stando al racconto biblico della Genesi sarebbero due soltanto. Così la pensano papa Francesco, la stragrande maggioranza dei cattolici del mondo, tutti ma proprio tutti i musulmani, la celeberrima J.K.Rowling autrice della saga di Harry Potter e ovviamente Donald Trump. Questi sopra citati, infatti, sono convinti che quando nascono gli esseri umani sono sempre maschi o femmine.
Sembrerebbe una questione di secondaria importanza, attinente alla biologia e se mai alla morale, ma non certo alla politica che, da quando Machiavelli scrisse “Il principe”, è diventata una cosa autonoma con le sue leggi e se ne frega, giustamente, degli ormoni e degli imperativi categorici kantiani.
In verità, proprio il risultato delle recenti elezioni presidenziali in USA ci ha dimostrato che la faccenda dei sessi o, per meglio dire, del numero dei sessi è diventata ormai una questione politica.
Ce lo spiega benissimo il più fine conoscitore della società americana, Federico Rampini, sul Corriere della Sera con l’editoriale intitolato ” Trump e l’ordine esecutivo che cancella il terzo sesso”, nel quale indica con precisione quanti voti il neo presidente sia riuscito a raccogliere nelle comunità dei latinos e dei musulmani americani, proprio annunciando la rivoluzione conservatrice su quello specifico argomento.
Sia chiaro, i voti delle minoranze non sarebbero bastati da soli a farlo eleggere, ma è un segnale importante che Rampini sembra aver colto, probabilmente perché non ha il pregiudizio ideologico di tanta stampa e di tanti media soprattutto italiani. E il segnale dice che la cultura del politically correct, che negli USA aveva invaso e dominato con punte di fanatismo soprattutto le scuole pubbliche, le grandi università, il cinema e finanche i social, era arrivata a mortificare la gente comune che non si sentiva più a suo agio e non si riconosceva in tutti quei complicatissimi meccanismi linguistici e burocratici che le erano stati imposti dall’alto, soprattutto durante l’amministrazione Biden, basati sulla visione “Lbgtq+” secondo la quale il sesso è solo un prodotto culturale e non biologico.
Sta dunque per iniziare in America una nuova era basata sull’oscurantismo e sulla repressione dei diritti individuali, come quello del matrimonio tra omosessuali o della possibilità per un adulto consapevole di sottoporsi al processo medico per il cambiamento del sesso?
Non lo credo possibile sia perché non c’erano questi specifici punti nel programma elettorale trumpiano, sia perché il sistema giuridico e istituzionale americano è tradizionalmente basato sull’equilibrio dei poteri (check and balance) e non lo permetterebbe. E allora cosa aspettarci nel prossimo futuro? È presto per dirlo, lo spirito autenticamente liberale ci suggerisce di verificare empiricamente le nostre idee. Quindi aspettiamo, e vediamo come verrà applicato quell’ordine esecutivo e se avrà conseguenze positive o negative sulla società. La società americana innanzitutto, ma di riflesso anche la nostra perché – la storia del Novecento ce lo insegna – quello che succede al di là dell’Oceano si riflette inevitabilmente sul Vecchio Continente. Nel bene e nel male.


MUSSOLINI E IL FASCISMO
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