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Craxi e il 1989

Mercoledì’ 19 giugno a Roma, alla sala Zuccari a palazzo Giustiniani, la Fondazione Craxi ha organizzato un convegno internazionale sul leader socialista e il 1989. L’Italia e l’Europa nel nuovo ordine globale.

di Redazione Solo Riformisti | 17 Giugno 2019

Il 1989 rappresenta una data spartiacque nella storia del XX secolo. In quel torno di tempo si avvia a conclusione la lunga fase del confronto bipolare che ha diviso il mondo in sfere di influenza e blocchi contrapposti, la caduta del Muro di Berlino e le rivoluzioni nei Paesi dell’Europa centro-orientale pongono le premesse dello sbocco dissolutivo del vasto Universo sovietico che giungerà a compimento nel corso del successivo biennio.

Il mondo si trova innanzi a sconvolgimenti epocali destinati a tratteggiare una nuova mappa delle relazioni internazionali, contribuendo nello specifico a ridefinire le direttrici strategiche degli equilibri post-Guerra fredda, il concetto di sicurezza europea e il futuro stesso delle relazioni transatlantiche, come del resto sarebbe parso evidente dagli eventi successivi, in primo luogo la riunificazione della Germania e dall’area dei Balcani dilaniata dalle contrapposizioni nazionalistiche jugoslave.

Il 1989 concentra quindi una tale quantità di eventi da renderlo un anno cerniera nella storia contemporanea. Sebbene esso sia spesso solo ricordato come l’anno della caduta del ‘Muro di Berlino, il suo trascorrere segna uno spartiacque nelle vicende italiane. Infatti, l’evoluzione del quadro internazionale ha ovvie ripercussioni sullo scenario politico nostrano, forse, più di ogni altro. Un sistema partitico già in affanno, incapace di misurarsi con la tematica del logorio politico-istituzionale prodotto da una lunga stagione di ‘conventio ad excludendum’ alterna momenti di consapevolezza della necessità di imboccare la strada del cambiamento a nuove occasioni mancate.

Quella dell’ottantanovefu poi una scossa talmente forte, in parte imprevista nei suoi tempi e nei suoi effetti, tale da condurre ‘fuori strada’ molti dei protagonisti della vita politica negli anni avvenire.

Nel caso di Bettino Craxi e del PSI il luogo comune vuole che il leader socialista sia giunto impreparato a un passaggio fondamentale e che questo ritardo gli sarebbe poi stato fatale. In realtà, nessuno dei grandi leader, almeno europei, fu realmente pronto a un evento che si mosse con rapidità e che stupì i più. Craxi fu forse un po’ meno sorpreso di altri perché con la sua ‘ostpolitik’, prima da Segretario del Psi e poi da Presidente del Consiglio dei Ministri, arrivò a un livello di conoscenza piuttosto approfondito della realtà dell’Est grazie ad un impegno continuo, convinto e serrato nella battaglia per la democrazia e la libertà dei popoli che orbitavano sotto l’influenza del comunismo sovietico. Semmai fu chiaro a Craxi, al pari di altri, come al Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il nesso inscindibile tra crollo del sistema dell’Est e fine della ‘Guerra fredda’ e la necessità di ripensare totalmente il patto repubblicano.

Il crollo del ‘Muro’ segnava quindi un cambio di paradigma che avrebbe necessitato di una presa di consapevolezza collettiva dei mutamenti necessari da intraprendere e dei nuovi equilibri entro cui questi avrebbero dovuto consumarsi.

Con il Convegno “Craxi e il 1989”, la Fondazione intitolata alla memoria del leader socialista intende celebrare il trentesimo anniversario di quegli eventi, utilizzando gli strumenti dell’analisi storica. La giornata di studi si propone di approfondire il ruolo di Bettino Craxi, dei Socialisti e della sinistra italiana in quel complesso frangente storico e le sue molteplici sfaccettature: dal contesto internazionale e dal ruolo giocato dall’Italia nello scenario globale, al sistema politico nostrano, attraverso l’analisi dei principali partiti ed attori istituzionali della vita repubblicana del tempo.

Una parte del convegno sarà dedicata alla genesi della grande illusione che il 1989 rappresentò; l’idea che, con la fine del conflitto Est – Ovest, la storia sarebbe finita, che il mondo sarebbe diventato piatto, che i conflitti globali sarebbero stati regolati da una ‘governance’sovranazionale. Discorsi che oggi appaiono ingenui, ma che per molto tempo costituirono un potente fattore ideologico che orientò scelte, comportamenti e creò, specie nella gestione dei processi economici – globali, storture e devianze che si riflettono sul nostro presente.

La giornata di studi si propone poi di analizzare in maniera storiograficamente rigorosa le reazioni immediate che si svilupparono a ridosso della caduta del ‘Muro di Berlino’ sia sul terreno politico, sia su quello culturale, tanto in Italia che nel contesto europeo.

Una tavola rotonda conclusiva con protagonisti dell’epoca e personalità del mondo della politica e della cultura affronterà il tema dell’eredità del ‘1989’ in una prospettiva di più stretta attualità, specie alla luce delle nuove dinamiche globali.

 

Comunicato stampa della Fondazione Craxi

 

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-bettino-craxi-e-il-1989-convegno-internazionale-61987086043?utm_campaign=reminder_attendees_48hour_email&utm_medium=email&ref=eemaileventremind&utm_source=eb_email&utm_term=eventname

 

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Pubblicato in : PoliticaTag: craxi

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