| Care iscritte e cari iscritti, Questa settimana le notizie politicamente più interessanti ci arrivano dall’altro lato dell’oceano, dove una serie di elezioni recenti hanno rivelato un tema sempre più centrale nella vita (e nel voto) di milioni di cittadini: il costo della vita e della casa. Dall’elezione del nuovo sindaco di New York a quelle di due donne elette governatrici della Virginia e del New Jersey, i Democratici hanno incentrato tutte queste campagne elettorali – vincendole – su temi che hanno a che fare con la vita quotidiana dei cittadini, in particolare il costo della vita e della casa. La parola chiave è “accessibilità”. È la dimostrazione del fatto che potersi permettere una vita e una casa dignitosa nella città in cui si vive e lavora è diventato un tema cruciale ovunque. In America come in Europa. |
A New York hanno votato più di due milioni di persone, il numero più alto dal 1969 – e hanno eletto Zohran Mamdani, un democratico socialista di 34 anni, nato in Africa da genitori indiani e musulmano. Il mandato che i cittadini hanno dato a Mamdani è molto chiaro: rendere New York una città che le persone possono permettersi. Tra le sue proposte più forti e più discusse: mettere un tetto al prezzo degli affitti per oltre un milione di abitanti, trasporti locali e asili gratis e la creazione di supermercati pubblici che possano garantire prezzi più bassi.
C’è chi dice che si tratta di un libro dei sogni irrealizzabile, ma le sue proposte sulla casa non sono lontane dalle idee che abbiamo ampiamente discusso e affrontato nell’ultimo anno di lavori della Commissione Casa del Parlamento Europeo che presiedo, e che alcuni Paesi e città europee stanno già mettendo in campo. Per questo vorrei dedicare qualche riga a questo aspetto.
Mamdani ha promesso di raddoppiare gli investimenti in edilizia pubblica e sociale, e di finanziare come si deve le agenzie (pubbliche) per la casa in modo che possano compiere bene il loro lavoro. Nei prossimi dieci anni intende costruire 200.000 case accessibili, costruite in collaborazione con i sindacati dei lavoratori delle costruzioni, da poter affittare poi a prezzi calmierati e protetti, finanziando tali progetti attraverso una maggiore tassazione dei residenti più ricchi, emettendo bond cittadini e attivando e mettendo a disposizione terreni e proprietà comunali.
Questo non è un libro dei sogni: utilizzare terreni e proprietà comunali riorientandoli a progetti residenziali è un modo per abbassare i costi di produzione e quindi dell’affitto finale, ed è una strada che molte città europee stanno perseguendo, coinvolgere direttamente i lavoratori e le piccole imprese attraverso sindacati, richiama il nostro diffuso sistema di cooperative, che in molti paesi e città d’Europa viene utilizzato per abbassare i costi di produzione e massimizzare l’impatto sociale così come da statuto delle organizzazioni cooperative e no-profit, finanziare la misura con emissione di bond cittadini non è un rischio per la stabilità finanziaria se i progetti sono ben disegnati e ben gestiti, perché gli affitti, seppur calmierati, sono uno strumento attraverso cui ripagare nel tempo tali bond, rendendolo un debito “buono” e sostenibile.
| Il lavoro di questi mesi in Commissione Casa ha fatto capire che, se vogliamo, è possibile un cambio di paradigma nel modo in cui il tema casa viene affrontato, e soprattutto mi ha fatto capire che programmi di politiche pubbliche ben disegnati e ben gestiti possono veramente fare la differenza e portare soluzioni ad un problema che spesso viene considerato dalla politica come “irrisolvibile” e quindi ignorato e abbandonato a se stesso. Ma rassegnarsi significa abbandonare milioni di cittadini, significa far deragliare le nostre società e anche la nostra economia, perché senza una vera accessibilità le nostre città, motori di crescita e innovazione, finiscono per espellere proprio quelle persone di cui hanno più bisogno per crescere. Non possiamo consentire che ciò accada. Per questo mi auguro che questo segnale che arriva da New York possa suonare come una sveglia per tanti politici europei, e che anche da noi possano emergere nuove leadership che mettano al centro della loro azione politica il tema della casa e dell’accessibilità. |
| Queste storiche elezioni di New York non sono però un caso isolato. In questi stessi giorni, in Virginia, gli elettori hanno eletto la loro prima governatrice donna, la democratica Abigail Spanberger, che ha ottenuto il 64% dei voti. E nel New Jersey, un’altra democratica, Mikie Sherrill, è stata eletta con oltre il 56% dei voti. Entrambe le candidate hanno vinto concentrandosi sulla riduzione dei costi quotidiani, come alloggio, assistenza sanitaria, utenze e cibo, che sono questioni urgenti per gli americani di oggi. Al contrario, le precedenti politiche federali sotto la presidenza Trump includevano tagli radicali ai programmi di assistenza alimentare e un massiccio taglio di 1.000 miliardi di dollari all’assistenza sanitaria, mettendo a rischio la copertura sanitaria di oltre dodici milioni di persone. Una delle elezioni più decisive, anche se in Italia se n’è parlato pochissimo, si è svolta in California, dove il voto non riguardava l’elezione di un candidato repubblicano o democratico, ma la cosiddetta “Proposta 50”: una misura introdotta dal governatore Newsom dopo che i repubblicani del Texas avevano ridisegnato le loro circoscrizioni elettorali per ottenere cinque seggi extra senza il voto popolare. La misura ha dato ai californiani il potere di decidere sulle nuove “mappe” statali che avrebbero potuto assegnare ai democratici fino a cinque seggi, con l’obiettivo di compensare quanto accaduto in Texas e livellare quindi il campo di gioco. La Proposta 50 è stata approvata con oltre il 63% dei voti! |
| Nel complesso, questi risultati rivelano un cambiamento nella politica americana. Recenti sondaggi mostrano che il tasso di approvazione del presidente Trump è sceso sotto il 40%. Dall’altra parte dell’Atlantico, gli americani stanno esprimendo preoccupazioni che gli europei conoscono bene: il bisogno di sicurezza, accessibilità economica ed equità nella vita quotidiana. Continueremo a monitorare attentamente questi sviluppi. Comprendere le tendenze globali odierne è essenziale per proteggere la democrazia e i valori che condividiamo. Restate connessi! Un caro saluto, Irene Tinagli |
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A partire da Il follemente corretto di Luca Ricolfi: La politica tra la padella e la brace
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