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Sul caso di Ledo Gori

Con il dovuto rispetto del lavoro dei magistrati, che mi sembra encomiabile, ho la sensazione che tutto si riduca ad un “normale” e spesso “trasparente” appoggio e sostegno a soggetti o partiti politici che si sono dimostrati attivi nella tutela degli interessi del territorio.

di Mauro Grassi | 27 Aprile 2021

Ma chi te lo fa fare? Stai “coperto”. Tutt’al più se qualcuno te lo chiede butta la palla in corner. Come fanno tutti: fiducia nella magistratura e attesa di un processo. Poi si vedrà. Basta così e avanza. Ma in questo caso, almeno per me, non basta. Conosco bene Ledo Gori. Ci ho lavorato assieme. Non posso esimermi da “entrare con i piedi nel piatto”. Con il dovuto rispetto del lavoro dei magistrati, che mi sembra encomiabile, e con la inevitabile approssimazione rispetto a vicende che conosco solo per averle lette sui giornali.

Cominciamo dal generale. La Toscana, come molte regioni del paese dove di fatto non c’è mai stata alternanza, soffre certamente di incrostazioni di potere e di relazioni fra politica, istituzioni e interessi eccessivamente stabili. E quindi sottoposte oggettivamente alla trasformazione in clientele e in logiche di scambio. I partiti della sinistra che governano ininterrottamente dal dopoguerra ad oggi dovrebbero porsi questo problema. Non delegandolo soltanto ai partiti di opposizione. Ci sono metodi e strumenti per rendere meno grave questo problema: trasparenza, meritocrazia e scalabilità dei gruppi dirigenti, eliminando il più possibile la logica della cooptazione, sono strumenti utili a questo scopo. Dovrebbero essere usati con maggiore frequenza e profondità. E non solo ricordati nelle campagne elettorali.

Detto questo, e quindi inserita anche questa vicenda in questo contesto politico culturale, veniamo a quando accaduto e a quanto ci viene raccontato dalla lettura, certamente parziale, delle vicende giudiziarie.

Il tema principale è quello legato al tema dei rifiuti delle lavorazioni conciarie e allo smaltimento illegale nell’ambiente grazie all’appoggio di cosche e uomini della ‘ndragheta. Qui c’è poco da dire. E’ uno schifo. Una cosa gravissima che deve essere combattuta con tutti i mezzi. E i responsabili devono pagare duramente. Se non sbaglio qualche anno fa risultarono tracce di questi rifiuti conciari anche nella martoriata terra dei fuochi. Il lavoro della magistratura forse parte da lì. Tre anni di indagini ora portano alla scoperta di questi crimini anche in Toscana. Non c’è che applaudire al lavoro degli inquirenti. E come istituzioni occorre creare da subito un argine a questo tipo di eventi criminali.

Conoscendo Ledo Gori mi resta davvero difficile pensare che un solo suo atto abbia potuto facilitare o nascondere queste pratiche criminali. E voglio sperare che la maggior parte degli imprenditori di Santa Croce siano estranei a questi fatti. Non c’è molto di più da dire.

Poi, molto probabilmente legato a questo tipo di indagine, è emerso il fenomeno del “traffico di influenze”. Una dizione molto generica e generale con la quale la magistratura comprende tutte le pratiche di “scambio” fra politica e interessi privati che avvengono in un determinato territorio. E su questo tema la discussione è aperta. Non si può liquidare con il “mantra” delle anime belle che qualsiasi rapporto fra interessi e politica è un “male in sé”.

Se lo scambio non fa emergere pratiche illecite, tutte da chiarire e tutte da provare, è possibile dire che per alcuni versi è uno dei fondamenti della politica. Prendiamo l’esempio del distretto conciario. Ma potremmo parlare delle Acciaierie di Piombino, o della Geotermia sull’Amiata, o della Solvay a Rosignano o del Distretto Cartario a Lucca. Cioè di tanti settori produttivi toscani che, nel processo produttivo, fanno emergere delle criticità ambientali nel proprio territorio. In questo caso le risposte sono due. Le anime belle hanno la soluzione già pronta: va chiuso tutto. Anche quando dicono che si devono mettere in funzione strumenti e processi del tutto fuori da ogni seppur minima idea di competitività. Oppure intervengono gli uomini come Ledo Gori. Capaci di impegnarsi in prima persona con la complessità del problema cercando di tenere assieme ambiente e produzione. Qualità e posti di lavoro. E certamente, nel fare questo, i vari Ledo Gori delle Istituzioni devono provare tante strade. Devono verificare tanti strumenti, tecnici e legislativi, capaci di “tenere” la situazione e di “mandarla più avanti” nei passi successivi. Insomma un lavoro difficile, per certi versi improbo ma utile a mandare avanti un paese.

Non mi stupisce minimamente che i conciatori sostenessero la nomina di Ledo Gori anche nel nuovo assetto di Governo. Molto probabilmente se si fossero intercettati i telefoni dei canottieri, o dei costruttori, o dei cartari, o dei chimici, o dei gestori delle palestre, o dei medici di base la richiesta sarebbe stata la stessa. Perché’ nelle Istituzioni i Ledo Gori non abbondano. E i problemi invece sono tanti e ricorrenti.

E allora occorre, come si dice, tenere la “barra al centro”. E non mescolare tutte le cose emerse in questa vicenda come se facessero parte dello stesso filone. C’è un filone criminale e questo va combattuto e battuto. Poi c’è un filone di scambio fra politica e interessi che può aver portato a pratiche illecite da parte delle Istituzioni. E questo va bloccato e sanzionato. Anche se fosse stato attivato per un fine per alcuni versi “positivo” come quello di difendere e sostenere un distretto produttivo. Ed infine c’è la modalità di relazione fra interessi privati e Istituzioni che non dà luogo a illiceità e che rientra a pieno titolo nella normale, e necessaria, attività di sostegno del territorio e delle sue attività da parte della politica. Cosa che può dar luogo anche a un “normale” e spesso “trasparente” appoggio e sostegno a soggetti o partiti politici che si sono dimostrati attivi nel trovare soluzioni alle criticità e ai problemi emergenti.

La mia speranza, ma anche la mia sensazione, e che nel caso di Ledo Gori si sia di fronte alla terza ipotesi. La magistratura e i processi metteranno in maggiore luce questa dolorosa vicenda. E ci spiegheranno con maggiore informazione l’accaduto. Ma siccome sappiamo che tutto ciò accadrà fra diversi anni ha un senso esprimersi sulla base della propria personale esperienza di lavoro. “Dixi et salvavi animam meam”.

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Pubblicato in : Redazionale

Info Mauro Grassi

Mauro Grassi. Nato e residente a Firenze. Laureato in statistica e in economia a pieni voti. E’ stato Direttore di ricerca all’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) fino al 2000. Quindi Direttore Generale della Regione Toscana fino al 2011. Dopo una breve esperienza di Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica al Comune di Livorno ha svolto dal 2013 incarichi di direzione presso il Ministero delle Infrastrutture e la Presidenza del Consiglio (Direttore di #Italiasicura). Attualmente svolge attività di Consulenza in campo ambientale.

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Endro MARTINI

    18 Aprile 2021 alle 09:24

    Caro Mauro, ho vissuto una esperienza personale che ti riassumo: avevo costruito una squadra e un ufficio che funzionava bene e produceva. La cosa dava molto fastidio agli altri che facevano strisciare le pratiche sui tavoli da sinistra a destra da un lato all’altro poi di nuovo al centro magari aperta la pratica. .per far vedere che la stavano lavorando. Smembrarono l’ufficio mandando a me dirigerne un’altro e ragazzi della squadra li dispersero in vari altri servizi. DIVIDE ET IMPERA

    Rispondi
  2. Roberto Pucci

    18 Aprile 2021 alle 09:43

    Di seguito vi il mio personale messaggio a Ledo Gori insieme ad un primo commento sulla vicenda.

    C,aro Ledo
    Voglio farti sapere che ti sono vicino in questo complicato momento.
    Nei tanti anni di collaborazione tra il mio comune di Massa e la Regione ho sempre trovato in te un punto di riferimento, interessato solo al bene comune.
    Mai superficiale nell’applicazione delle leggi, sempre attento a trovare soluzioni dentro la legge.
    La tua presenza in quegli uffici ha rappresentato la fortuna di quell’Ente e, credo che la spinta di tutti a riaverti in quella funzione sia stata naturale e spontanea. Io stesso che oggi non svolgo più funzioni pubbliche ho sperato, per il bene della Regione, che non andassero disperse le tue conoscenze, la tua correttezza ed il tuo sapersi confrontare con tutte le realtà pubbliche e private che debbono relazionarsi con quella istituzione.
    Al contrario delle formule trite che parlano di fiducia nella magistratura nella sua interezza io quella “fiducia” non la regalo così facilmente. Distinguo tra quella giudicante da quella inquirente. Quest’ultima sempre pronta agli scoop ed a regalarsi fette di pubblicità a scapito della vita e della onorabilità di gente per bene come te.
    Personalmente dopo 3 mandati
    da Sindaco non ho sassolini da togliermi nelle scarpe. In tribunale ci sono andato solo a testimoniare, neanche il classico “abuso di ufficio ” . La mia è una convinzione legata solo all’osservazione dei fatti.
    Vai a testa alta, la gente seria è con te.
    A presto.

    Rispondi
  3. Fabio Mangani

    18 Aprile 2021 alle 10:33

    Ho conosciuto Ledo Gori per un breve periodo, anche a me ha dato l’impressione di essere una persona a posto, ma non posso esimermi da dire che non credo che dopo una indagine accurata e attenta con gli strumenti tecnologici a disposizione, il tutto possa essere in una bolla di sapone. Purtroppo la politica premia sempre più per le conoscenze che per la capacità, questo è in generale.

    Rispondi
  4. Alessandro

    18 Aprile 2021 alle 10:59

    Condivido il pensiero di Mauro. Avrei molte cose da discettare, sono per molti temi in disaccordo nel progetto di Toscana al quale Ledo ha contribuito, sono anche convinto che una idea di “ maggiori gradi di libertà “ da un programmazione paternalista avrebbe fatto bene anche alla politica, ma anche io , pur non conoscendo niente della vicenda in se, stento a riconoscere Ledo nelle vicende narrate dalla stampa. Speriamo che tutto possa essere chiarito in fretta.

    Rispondi
  5. Alessandro cavalieri

    18 Aprile 2021 alle 15:00

    Condivido quanto espresso con chiarezza da Mauro. Credo nella personale correttezza di Ledo Gori nel ricercare sempre il difficile equilibrio nel portare avanti il suo lavoro.

    Rispondi
  6. Enzo

    23 Maggio 2021 alle 07:34

    Ledo Gori e una persona seria e un dirigente insostituibile per capacita e attaccamento alla carica che ricopre

    Rispondi

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