• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Peggio del Titanic

L’Italia come il Titanic o forse peggio. Anche il movimento delle sardine, a parte una ventata di gioventù, non sembra per ora portare da nessuna parte. Dei loro sei punti programmatici, cinque semplicemente non esistono.

di Lorenzo Colovini | 23 Dicembre 2019

Si fa spesso riferimento all’immagine del Titanic, all’orchestrina che continua a allietare i passeggeri di prima classe mentre l’acqua entra nelle stive, per significare l’irresponsabile inconsapevolezza dei problemi reali. Se l’Italia fosse il Titanic appena toccato dall’iceberg, a cosa corrisponderebbe, nella metafora, l’acqua che entra dallo squarcio nella stiva? A me (e credo alla maggior parte di noi) verrebbero in mente, di getto: 1) un Paese che non cresce da anni, bloccato ai livelli di precrisi e sistematicamente dietro come crescita del PIL agli altri Paesi della UE (per non parlare delle altre potenze extraeuropee); 2) un debito pubblico, piombo nelle ali della crescita e dello sviluppo, cui nessun Governo, di nessun colore, ha mai neppure tentato di metter mano (anzi, il merito viene tutto misurato su quanto otteniamo di sforare dall’Europa); 3) un sistema della giustizia al collasso che è fonte di enormi iniquità e rappresenta un deterrente per qualsiasi investitore; 4) un’incapacità di decidere su temi chiave ormai cronica che ancora non attira certo imprenditori seri; 5) un generalizzato stato di degrado delle infrastrutture, così come la situazione del dissesto territoriale; 6) un mondo della scuola sempre meno competitivo, con sacche spaventose non solo di ignoranza quanto di poca voglia di sacrificio e applicazione allo studio; 7) un Meridione sempre più lontano, sempre più inefficiente, sempre più desolato e in preda alla criminalità.

Insomma, un Paese in cui il futuro dei nostri figli appare sempre più complicato e meno attrattivo. C’è stato per la verità un momento in cui è sembrato possibile un colpo d’ala, l’avvio di un processo radicale di riforme che affrontasse una benedetta volta questi temi chiave. Il 4 dicembre 2016 la maggioranza del Paese ha detto, semplicemente, che non era il caso. Troppa fatica.

Da quel momento si sono alternati sulla ribalta della scena politica dapprima i cinquestelle, che dell’inconsapevolezza dei temi veri sul tappeto hanno fatto la cifra distintiva. Poi è impetuosamente salito al proscenio Salvini il quale ha letteralmente costruito un Paese a suo uso elettorale ingigantendo e imponendo in agenda temi del tutto secondari. E il mondo della politica e dell’informazione a dibattere e accapigliarsi per mesi se era più bravo Salvini o Minniti, sulla legittima difesa, sul fascismo, sulle discutibili esternazioni del Capitano e facezie simili. Dei temi di cui sopra, dei temi importanti… nulla di nulla. Le rare volte che si riusciva a entrare nel merito di temi economici era chiaro che riformismo per la Lega significava flat tax, sfondamento incontrollato del deficit, a giorni alterni pure l’uscita dall’euro e condoni fiscali a iosa, con vari nomi.

Il PD, per lungo tempo in fase di stallo per le lotte interne, liberatosi di Renzi e di Calenda, si è asserragliato nella sua comfort zone, ai messaggi rassicuranti per i duri e puri… attenzione ai poveri, alla dignità degli ultimi, temi etici, uso smodato di aggettivi come inclusivo, plurale e, non ultimo, l’identificazione di un Nemico senza se e senza ma: oggi Salvini come ieri Berlusconi. Insomma, viva il politically correct ma, per l’afflato riformista riformista rivolgersi altrove: anche per il PD i temi di cui sopra non sono all’ordine del giorno. Gli unici partiti che avrebbe ontologicamente quest’afflato sono, stando ai sondaggi, a livelli di consenso irrilevanti.

Insomma un panorama sconsolante. Nella metafora del Titanic, in plancia di comando si alternano o coesistono battibeccando tra loro vari Comandanti e alti ufficiali che discettano del servizio dei piatti o del menù in Prima Classe per la cena di stasera. E l’acqua continua ad allagare nella stiva…

Poi, nell’espace d’un matin, sono arrivate le sardine. Giovani, spontanei (forse), creativi, molto contagiosi (le piazze le hanno riempite davvero), con il (grosso) peccato originale di nascere con la sola ragione esistenziale di essere “contro”. Contro Salvini, nella fattispecie, e contro la prospettiva che la Lega si porti a casa anche la Presidenza dell’Emilia Romagna alle prossime imminenti elezioni regionali. Intendiamoci: se devo proprio essere contro qualcosa, Salvini va benissimo però un po’ poco come base identitarie e programmatica.

Visto che la cosa funzionava, visto che i simpatici pesciolini hanno mietuto con stupefacente rapidità successi in tutte le piazze d’Italia, l’appetito vien mangiando e voilà, presto detto il primo meeting nazionale del movimento nella Capitale, nella mitica Piazza S. Giovanni, In quella sede le sardine, ecco l’importante salto di qualità, hanno voluto superare il soffocante limite della monotematica antisalvinista e hanno elencato i sei punti programmatici del movimento.

Confesso che avevo discrete aspettative. Sono giovani, capaci di mobilitazione – ho pensato – adesso ci sarà un j’accuse a questa politica imbelle, che sta pregiudicando il futuro ai giovani, ci saranno prese di posizione concrete, che so, rivendicazioni sulle politiche di inserimento nel mondo del lavoro, sulle sperequazioni del sistema pensionistico, sul debito pubblico che sono gravami che irresponsabilmente stiamo creando per i nostri figli e nipoti, sull’ambiente, sul diritto a vivere in un Paese dinamico e ricco di opportunità, giusto con i giusti e severo con i disonesti, ove vi sia certezza del diritto..

Beh, dai non esageriamo, non pretendo tutte queste cose, basta qualcuna di queste.. basta una di queste, magari mezza..?

Ecco invece i 6 titanici punti programmatici annunciati dal telegenico rappresentante, tale Mattia Sartori, in Piazza S. Giovanni

  1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare.
  2. Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali.
  3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network.
  4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
  5. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.
  6. Chiediamo che il decreto sicurezza venga abrogato.

A parte la richiesta n° 6, unica che almeno abbia un contenuto politico, gli altri 5 punti sono drammaticamente inconsistenti, il vuoto pneumatico. Queste sono le priorità? Questo è ciò che preoccupa la nostra gioventù?

 

La metafora del Titanic termina dunque miseramente… quando l’acqua ormai è a livelli di guardia, un manipolo di prodi passeggeri di terza classe si ribella, conquista la plancia di comando, depone gli inetti che solo si preoccupavano della cena e..  stila il programma musicale che pretende che l’orchestra suoni questa sera…

 

E allora questo Paese merita davvero di naufragare..

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Lorenzo Colovini

Nato a Venezia nel 1959, vi ha sempre risieduto tranne alcuni periodi per lavoro. Laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1984 all’Università di Padova, sposato con due figli gemelli (ormai 25enni) lavora all’Enel, settore Distribuzione, da 1987. Ha svolto per circa 20 anni incarichi nel territorio per poi passare ad attività di carattere nazionale nel International Business Development, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. Sempre come business developer di Enel, ha vissuto a Pechino per circa un anno e mezzo (2008-2009). Collaboratore fisso della testata on line Luminosi Giorni, rivista di cultura politica con particolare attenzione a temi dell’area veneziana. Fa parte del Direttorio di UNAeUNICA, associazione trasversale nata per contrastare l’ipotesi di divisione del Comune di Venezia nelle due parti di acqua e di terra.

Post precedente:Le sardine, una speranza
Post successivo:Brexit, luci e ombre

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.