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Proviamo a immaginare un paese che si trovi alla vigilia delle elezioni parlamentari in una situazione internazionale vicina al rischio di guerra totale come non era mai capitato dal 1945, elezioni che potremmo dire valgono doppio perché i vincitori avranno buone probabilità di eleggere anche il prossimo Presidente della Repubblica.
Ovvio che in tali circostanze sulle scelte dell’elettorato dovrebbero avere un peso consistente le posizioni in politica estera e chi si candida a governare per i prossimi cinque anni dovrebbe dire chiaramente se ha intenzione di procedere nei processi di integrazione europea e di sostenere la Resistenza ucraina di fronte all’aggressione russa o meno.
Questa situazione è abbastanza comune nel vecchio continente ma si manifesta in modalità diverse: nella maggior parte dei casi gli schieramenti sono netti, c’è chi sta con l’Ue e con Kyiv e c’è chi è antieuropeista, vuole bloccare gli aiuti all’Ucraina e strizza l’occhio a Putin o a Trump o, più sovente, a entrambi.
Nel paese di cui stiamo parlando invece saranno protagonisti due partiti le cui leader, proprio su tali questioni, sono molto meno lontane di quanto le stesse siano con parti consistenti del proprio schieramento. Infatti, saranno al loro fianco due personaggi che sebbene oggi si trovino in alleanze contrapposte avevano in precedenza governato insieme.
Presidente del Consiglio l’uno e Vice l’altro, tra magliette con l’effige di Putin, cappellini di Trump, “meglio un Putin che due Mattarella”, pacche sulle spalle, un “Caro Donald” e un “Caro Giuseppi” si erano distinti, per l’ostilità verso le istituzioni europee unita a una vergognosa deferenza e un altrettanto indegno servilismo verso chi da tempo sta lavorando contro le democrazie, proprio come del resto continuano a distinguersi ancora oggi sebbene uno dai banchi della maggioranza e l’altro da quelli dell’opposizione…
Quindi è certo che in questo paese, forse unico in Europa, comunque vada i nemici della società aperta e della democrazia potranno contare su un bel manipolo di parlamentari sia nella maggioranza sia nell’opposizione per continuare la propria azione destabilizzante e distruttiva
Aggiungiamo anche qualche comparsa: un tale che sembra saltato fuori da Alto Gradimento, la mitica trasmissione radiofonica degli anni Settanta ideata da Renzo Arbore, o magari da qualche film coevo come Vogliamo i Colonnelli (Mario Monicelli, 1973) oppure Quando c’era lui caro lei (Giancarlo Santi, 1978), Ma potrebbe andar bene il più recente Fascisti su Marte (Corrado Guzzanti e Igor Skofic, 2006). Insomma uno che viene da lontano e oggi punta ad un risultato a doppia cifra.
Non è però l’unico a venire da lontano, e dovrà guardarsi dalla concorrenza di chi partito dal PCI di Berlinguer all’inizio degli anni Ottanta dopo aver attraversato diversi partiti, di almeno tre di questi è stato anche fondatore o cofondatore, ha raggiunto il pianeta rossobruno, ovviamente anche per lui il vero nemico è a Bruxelles e niente aiuti all’Ucraina.
A complicare la situazione già di per sé abbastanza intricata arrivano i riferimenti di alcuni esponenti di cultura liberaldemocratica, europeista e riformista a possibili interventi di manipolazione e alterazione del voto alle primarie del loro schieramento, soprattutto se sarà ammesso anche il voto on line. Preoccupazioni e timori così brillantemente espressi: “Infatti qui il rischio è che invece che da Volturara Appula, poi si mettano a votare da Minsk” (Corriere della Sera, 04/10/26). Sospetti legittimi e, da parte mia condivisi, cui però dovrebbe seguire la presa d’atto che non ci si siede a tavola con chi sta dalla parte dei dittatori, tantomeno ci si allea e, soprattutto, che governare insieme a loro potrebbe diventare molto pericoloso.
Chiuso l’inciso, ancora uno sforzo di fantasia. Immaginiamo che in questi giorni, mentre Putin minaccia furiose escalations belliche fino all’uso del nucleare e Trump non esclude di invocare l’Insurrection Act prima delle elezioni di mid-term e lascia intendere che ne contesterà il risultato in caso di sconfitta, nel solito paese il Ministro degli Esteri, nonché Vicepresidente del Consiglio, trovi normale disquisire con i giornalisti sulla lunghezza ideale delle gonne di eventuali future nuore e che, forse per non essere da meno, a Roma un esponente del partito di opposizione che vuole le primarie on-line, vada a aprire un convegno sugli Ufo…
Direi che tutto ciò potrebbe ispirare un copione per un film degno della regia di Mel Brooks, magari con i fratelli Marx come interpreti. Però ci sarebbe un problema, non tanto perché il grande Groucho e i suoi fratelli non sono più tra noi, a questo si potrebbe ovviare con l’intelligenza artificiale, ma perché il genere del regista è il comico demenziale e qui vada per il demenziale ma, siccome quel paese esiste ed è il nostro, direi che proprio non c’è niente da ridere…
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