• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Lo strano caso di FCA Italia

La politica al tempo del populismo. Polemiche su FCA Italia, che produce ricchezza e posti di lavoro, silenzio su Alitalia, che distrugge ricchezza. Un editoriale dell’Istituto Bruno Leoni illustra bene la vicenda.

di Redazione Solo Riformisti | 20 Maggio 2020

La vicenda FCA Italia, con la richiesta avanzata dall’azienda di accedere alla garanzia statale sui prestiti prevista dal Decreto Rilancio, ha scaldato, come se ce ne fosse bisogno, la politica italiana. Non tanto per ragioni legate al diritto di FCA di accedere alle provvidenze o all’opportunità economica, per l’azienda, della richiesta, che poi dovrebbero essere i veri argomenti importanti della questione, ma più che altro per ragioni attinenti all’etica. Alcuni infatti, anche nel fronte più sensibile alle esigenze dell’economia, vedasi la polemica Marattin-Calenda, si sono chiesti se sia giusto che una azienda italiana, partecipata da una multinazionale che ha sede all’estero, possa accedere alla garanzia dello Stato, cosa che peraltro sul piano della legge e delle disposizioni del Decreto governativo è perfettamente legittima. Il dibattito la dice lunga sullo stato della politica italiana, che anche in periodi di crisi e di una prevista forte recessione, con conseguenze drammatiche sui posti di lavoro e sulla tenuta sociale del Paese, continua a spaccare il capello in quattro. Ma questo, allo stato attuale, è quello che passa il convento. Per tentare di fare allora un minimo di chiarezza, riportiamo di seguito un editoriale del Think Tank Bruno Leoni che a nostro giudizio focalizza bene la questione:

Siamo un paese ben strano. Il Governo emana un decreto per concedere garanzie sui finanziamenti bancari alle imprese, costrette alla chiusura dalle norme anti-Covid. Una delle principali imprese industriali del paese, FCA, chiede la garanzia su un prestito di grandi dimensioni (6,3 miliardi) della durata di un triennio. Per ottenerlo, accetta di non erogare dividendi nel 2020 e a mantenere intatti i livelli occupazionali, come previsto dalla legge. Inoltre, trattandosi di un importo superiore a 1,5 miliardi, negozia ulteriori impegni con Sace (il soggetto pubblico che materialmente emette la garanzia), sempre seguendo il dettato legislativo, in materia di investimenti e sostegno all’indotto. È così che le cose dovrebbero funzionare e, se ci potessimo fermare qui, dovremmo dire che per una volta il nostro paese ha fatto quello che doveva fare, senza elargire regali (il pubblico si limita a emettere una garanzia, ma il prestito arriva da un istituto di credito privato e ovviamente va restituito).

 Invece scoppia il finimondo. Diversi esponenti politici, di maggioranza e opposizione, si mettono a fare polemiche sulla politica dei dividendi della capogruppo di FCA e addirittura qualcuno chiede, come condizione per il rilascio della garanzia, che FCA sposti la sede legale dall’Olanda all’Italia (evidentemente senza rendersi conto che la sede fiscale del gruppo è nel Regno Unito). Al coro si unisce addirittura un Ministro, Peppe Provenzano, che – almeno a giudicare dal lungo post su Facebook con cui prende posizione sul tema – è ignaro del decreto che, in teoria, lui stesso ha contribuito ad approvare.

 Ci sono due aspetti. Nel merito, non c’è molto da dire: FCA Italy (la società che chiede il finanziamento) ha sede legale e fiscale italiana (in caso contrario non potrebbe accedere al beneficio), paga le tasse nel nostro paese e, negli anni di vacche grasse, stacca una cedola a favore della capogruppo olandese. Gioca un ruolo cruciale nel mantenere viva un’intera filiera nella quale prosperano non poche eccellenze nazionali. Non si capisce, dunque, perché dovrebbe esserle negato ciò che è consentito a tutte le altre imprese: anzi, il Governo dovrebbe rivendicare che, grazie al suo intervento, investimenti, occupazione e know-how dell’automotive italiano sono salvaguardati.

 L’altro aspetto è, per certi versi, più importante e riguarda la certezza del diritto. È vero che, per le sue dimensioni, il finanziamento richiesto da FCA è un outlier e richiede particolare attenzione (come, peraltro, richiesto espressamente dal Decreto Liquidità). Ma si ha la sensazione di un accanimento politico verso un’azienda che i nostri governanti continuano a chiamare Fiat, evidentemente senza rendersi conto che i tempi sono cambiati e che ormai l’ex Fiat è parte integrante di un gruppo multinazionale. In più, FCA sta procedendo verso la fusione con Psa, che darebbe vita al quarto gruppo automobilistico mondiale: tuttavia, trattandosi di un’operazione spinta dal mercato e non orchestrata dalla politica, la retorica dei campioni europei si dissolve e la politica pretende di trattare FCA alla stregua di Alitalia, cioè come il giardino di casa propria. Un giardino, diciamo così, che non ha nulla da invidiare a quello della Famiglia Addams.

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Economia

Info Redazione Solo Riformisti

Post precedente:La sineddoche
Post successivo:Un Piano per il trasporto locale

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.