• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

La corsa più bella

Partita la 102esima edizione del Giro d’Italia. Tre settimane di spettacolo, sudore e fatica nel bellissimo scenario offerto dal nostro Paese. Lunga la lista degli aspiranti al podio.

di Dario Pizzuto | 16 Maggio 2019

È partita sabato da Bologna la 102esima edizione del Giro d’Italia di ciclismo. Prima grande corsa a tappe del 2019, il Giro è ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di questo sport. Seppur meno mediatico del Tour de France, il Giro da anni ha saputo imporsi tra le grandi corse a tappe come il più interessante da un punto di vista sportivo. Se la corsa transalpina negli ultimi 15 anni é stata caratterizzata dal dominio sporco di Lance Armstrong e poi dallo strapotere noioso del team Sky, il Giro è invece riuscito ad offrire spettacolo e suspense in quasi tutte le sue ultime edizioni. Vuoi per la scelta dei percorsi, vuoi per il clima primaverile, vuoi per la posizione nel calendario UCI, il Giro è diventato, o meglio, è tornato a essere riconosciuto da moltissimi come “la corsa più bella nel Paese più bello”, per parafrasare il marketing promosso dagli organizzatori RCS.

Questa nuova edizione ha anche il merito, dopo le polemiche per la partenza da Israele dell’anno scorso, e quella prevista dall’Ungheria per l’anno prossimo, di svolgersi integralmente sulle strade della penisola. Partiti dall’Emilia i corridori scenderanno fino a San Giovanni Rotondo, per poi ritornare verso nord e puntare a una durissima, as usual, terza settimana sull’arco alpino, e concludere con una cronometro a Verona sul tracciato del mondiale del 2004.

Con un plateau di corridori di altissimo livello, sono tantissimi i favoriti della corsa rosa per questo 2019, e lo scenario si presenta quindi sempre più interessante con 3 settimane in cui tutto può succedere. Se il vincitore uscente Froome non era alla partenza, per puntare di nuovo al gradino più alto del Tour, i più attesi alla vigilia erano sicuramente il campione di casa Vincenzo Nibali, ancora affamato di successi nonostante l’incredibile palmares, e l’olandese Tom Dumoulin, vincitore nel 2018 e secondo nel 2019. Purtroppo per lui, una caduta in cui è stato coinvolto a 6 km dall’arrivo della tappa di Frascati di martedì rischia di ridurre al lumicino le sue speranze di incidere nuovamente il suo nome sul trofeo senza fine. L’uomo da battere diventa quindi lo sloveno Primoz Roglic, team Lotto Jumbo, da ormai qualche mese uomo più in forma nelle corse a tappe e autore, nel prologo di Bologna, di una grande prestazione in cima al San Luca, in cui é riuscito in pochi km a dare più di 20 secondi a tutti i suoi diretti concorrenti. Il Giro è una corsa molto lunga, spesso decisa nelle ultime e durissime tappe, per cui la domanda che tutti si fanno è se la grande condizione dello sloveno lo accompagnerà fino a Verona. Uno che ne sa qualcosa sulla difficoltà di riuscire ad andar forte per tre settimane è Simon Yates, inglese della Mitchelton Scott; l’anno scorso sembrava imbattibile prima di andare in crisi profonda sui primi km del mitico Colle della finestre, e quest’anno proverà a inserirsi nel duello annunciato Roglic/Nibali. La lista degli outsider è ancora lunga, se consideriamo il colombiano Miguel Angel Lopez, del team Astana, squadra che ha vinto tantissimo in questo inizio di stagione, il russo Zakarin della Katusha, sempre in luce al Giro, l’eterno incompreso Mikel Landa, basco della Movistar, o i giovanotti dell’ex team Sky oggi Ineos, privati della loro stella Bernal per una frattura alla clavicola pochi giorni prima dell’inizio della corsa rosa. La lista degli aspiranti al podio è lunga e il percorso, duro e accidentato, potrà riservare grandi sorprese fino a Verona. Se fare la differenza in montagna è diventato sempre più difficile, anche grazie alla concorrenza sempre più elevata in un ciclismo che si globalizza, chi ha ambizioni di classifica deve fare attenzione ogni giorno alle mille trappole che il percorso propone. Cadute, problemi meccanici o di salute, il Giro è una corsa di resistenza lunga più di 3500 km e con dislivelli che sommati danno le vertigini. Prima e dopo le tappe di montagna, momenti chiave del percorso saranno comunque le due cronometro previste oltre al prologo, quella che porta a San Marino e la conclusiva di Verona, in cui gli scalatori dovranno difendersi dagli specialisti in materia. Le Alpi daranno poi modo agli specialisti della materia e agli attaccanti, la possibilità di ridistribuire le carte. Molti i km all’insù che aspettano i corridori e che saranno capaci di disegnare nuovi scenari, ma la tappa regina di questo Giro è senza dubbio quella del 28 maggio. All’indomani del giorno di riposo, 226 km e più di 5000 metri di dislivello attendono i corridori, con lo scollinamento di un passo Gavia probabilmente innevato a quota 2700 metri seguito dalla scalata alle pendenze terribili del Mortirolo con arrivo in picchiata a Ponte di Legno. Da non perdere anche la penultima tappa, nel cuore delle Dolomiti con arrivo al monte avena, ultima chance per gli scalatori prima della crono finale di Verona.

Insomma, gli ingredienti per 3 settimane di spettacolo, sudore e fatica, ci sono tutti. Non resta che goderseli e ringraziare e applaudire, ancora una volta, chi ogni anno continua a offrirceli: i corridori dal primo all’ultimo dalla maglia rosa alla maglia nera. W il Giro.

 

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : NewsTag: Giro d'Italia

Info Dario Pizzuto

Dario Pizzuto, siciliano, europeo, vive in Francia da 7 anni. Spinto da una grande curiosità, si sforza sempre di capire come gira il mondo e ama la bella politica. Con la scusa di una laurea in relazioni internazionali, si appassiona di politica energetica e cerca di approfondire il tema con due master dedicati all’energia, in Italia e in Francia. Ha l’opportunità di lavorare con gli attori del settore, occupandosi in particolare di apertura e liberalizzazione dei mercati di gas e elettricità. Da un anno vive in Normandia, crocevia della nostra Europa, a due passi dalle spiagge del D-Day e della cattedrale di Gugliemo il Conquistatore, e si dedica alle politiche volte a portare la fibra e la banda larga in un contesto rurale.

Post precedente:Ripartire da Gela?
Post successivo:Sale lo spread

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.