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La concorrenza deve essere vera

Una nota dell’Istituto Bruno Leoni sul DDL Concorrenza. La riforma dei Servizi Pubblici Locali va bene ma bisogna ripensare la clausola sociale. Serve il coraggio di andare oltre.

di Redazione Solo Riformisti | 9 Novembre 2021

Il disegno di legge sulla concorrenza prevede due deleghe importanti al Governo: la riforma dei servizi pubblici locali e quella del trasporto pubblico locale. L’idea è quella, finora rivelatasi politicamente perdente nel nostro paese, di promuovere la razionalizzazione dei servizi pubblici, sconfiggendo le due patologie che oggi affliggono questo settore.

La prima patologia consiste nel diffuso utilizzo delle aziende inhouse come veicoli fuori bilancio per sfuggire ai vincoli contabili: la soluzione sta nell’affidamento attraverso procedure di gara, salvo casi straordinari che vanno documentati e giustificati. La seconda patologia sta nell’eccessiva frammentazione, che può essere mitigata definendo ambiti minimi per l’affidamento, come si sta cercando di fare per la distribuzione locale del gas e l’acqua. Naturalmente, non è ovvio quale sia la dimensione “ottima”, ma certo essa non coincide con le migliaia di aziende, spesso di piccolissime dimensioni, che attualmente svolgono i servizi in modo inefficiente e costoso.

La strada è ancora lunga: norme di tenore analogo si sono nel passato infrante o nell’aperta opposizione politica, oppure nella silenziosa resistenza burocratica che ne ha rallentato o disatteso l’attuazione. C’è però anche un altro problema. Specialmente nel caso di attività ad alta intensità di manodopera (come la raccolta dei rifiuti o il trasporto pubblico di linea su gomma) l’eventuale vincitore di una gara sarebbe soggetto alla clausola sociale, che impone non solo di rilevare tutto il personale dell’uscente, ma addirittura di farlo alle stesse condizioni. L’intangibilità del costo del lavoro e – nei fatti – anche della sua organizzazione rischia di ridurre considerevolmente, se non addirittura di annullare, i benefici delle liberalizzazioni, anche se esse dovessero concretizzarsi.

Se davvero vogliamo che l’immenso capitale politico necessario a sostenere la riforma non vada sprecato, allora, bisogna giocare al rialzo: benissimo le deleghe proposte, ma serve il coraggio di andare oltre e rivedere parallelamente la clausola sociale.

 

 

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Pubblicato in : Redazionale

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marino Chiozzotto

    9 Novembre 2021 alle 18:55

    Fare utili a spese degli stipendi dei lavoratori sono capaci tutti. Quello che occorre è migliorare i servizi all’utenza e gli stipendi dei lavoratori. Altrimenti il paese va a remengo. I margini ci sono. Basta sprechi e disservizi.

    Rispondi

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