• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Il futuro delle Regioni/4

Le regioni hanno ancora un ruolo. Basta correggere vecchi errori e fare una vera e completa riforma della pubblica amministrazione. Sarebbe un errore se, per curare gli sprechi e le inefficienze, si decidesse di restituirne allo Stato le competenze.

di Redazione Solo Riformisti | 21 Aprile 2020

Nate per ridurre le differenze fra le varie parti d’Italia le Regioni sembrano aver fallito il loro scopo. L’opinione di Nicola Cariglia, giornalista, direttore di PensaLibero.it, presidente della Fondazione Turati, già direttore Rai e vicesindaco di Firenze.

Quali le motivazioni delle forze politiche che votarono a favore? Quali le preoccupazioni?  Ricordo il giudizio di Ugo La Malfa “ «Abbiamo approvato la legge che porterà l’Italia alla rovina»

Ero all’epoca delle prime elezioni per le Regioni a statuto ordinario, abbastanza giovane, ma credo di ricordare piuttosto bene che l’“anelito” al decentramento regionale era, tutto sommato, circoscritto al circuito autoreferenziale della classe politica. Ma nemmeno gli iscritti: piuttosto la nomenclatura. E a livello politico, indubbiamente, i protagonisti del dibattito furono i due partiti maggiori. Il PCI percepito come fattore di spinta del processo di regionalizzazione; la DC come fattore frenante. E’ vero che dentro e tra i partiti si parlava di decentramento. Ma il dibattito nemmeno riusciva a penetrare per quella che doveva essere la domanda più importante: decentramento solo amministrativo o decentramento legislativo? Scarso fu il contributo dei partiti intermedi, di centrosinistra o di centrodestra. I quali, però esercitarono un grande peso nella fase cosiddetta costituente: quella che condusse agli Statuti ed al braccio di ferro con lo Stato per il trasferimento delle funzioni e dei poteri. Il presidente delle Toscana, Lelio Lagorio, indubbiamente esercitò un ruolo a livello nazionale che andò ben oltre alla forza del suo partito, il PSI.

La regionalizzazione della sanità ha portato potere e risorse grandi alle regioni (la spesa per la sanità è l’80% dei bilanci): l’esperienza ad oggi cosa ci dice? E’ stato un boccone avvelenato che ha accentuato le differenze nella tutela della salute a livello territoriale? Ha indebolito il principio di solidarietà tra regioni in situazioni di emergenza come quella della tutela dal virus? Bisogna cambiare, ma come?

Credo che proprio questo sia il nodo centrale della questione. La sanità pesa come un macigno sulle Regioni. Assorbe non solo l’80% delle spese ma anche la maggior parte delle energie. Si può dire che le Regioni sono avvertite nei territori più per la rete dei presidi sanitari che per la rete stradale e per le iniziative in campo economico. Sembrerebbe opportuno alleggerire il peso. La pandemia che stiamo attraversando ci fa sentire che la sanità ha molto più bisogno di efficienza che di democrazia. Ma ci dice anche che gli ospedali, anche se efficienti, non sono sufficienti. Gli esperti ci dicono oggi che il Covid19 ha mietuto tante vittime perché i pazienti non hanno avuto assistenza e filtro nella fase della medicina di territorio. E dunque la soluzione potrebbe essere una redistribuzione delle funzioni. Tipo quella indicata dal prof. Petretto in un articolo pubblicato su SoloRiformisti: “ripensare il modello di organizzazione del Servizio sanitario nazionale prevedendo la centralizzazione della competenza, con un sistema di strutture periferiche non elettive, tipo le District Health authorities britanniche, per garantire la diffusione dei servizi sul territorio e attribuire, sfruttando le procedure di regionalismo asimmetrico, la competenza regionale solo per alcune macro-Regioni che ne facessero argomentata richiesta”.

 Il divario nord – sud si è accresciuto in questi anni: crescita debole al sud, più alta disoccupazione precarietà, ripresa dei flussi migratori più accentuati tra i laureati, sempre più aree sono sotto il controllo della criminalità organizzata: c’è un filo di speranza per una inversione di tendenza? La società civile può imporre una correzione di rotta oppure è  una partita persa?

La questione del sud non sarà mai risolta fino a quando non ci si renderà conto che non esiste. Perché la divisione in due aree tanto differenti dell’Italia è la prima e la maggiore questione nazionale. Dunque, la questione del sud è la Questione Italia. Una ben studiata autonomia differenziata può forse aiutare a stimolare energie “endogene” nelle regioni del sud che, peraltro, hanno già tratti di grande diversità fra loro. Ma la condizione è che prima ancora sia lo Stato a riformarsi, diventando interlocutore autorevole e riconosciutamente primario di tutte le Regioni.

Se a fine 2019 la discussione era centrata  sul conflitto per la autonomia rafforzata si è passati oggi, in virtù del  gravissimo impatto della pandemia, alla condanna senza appello delle regioni sic e simpliciter.   le regioni possono ancora servire per rendere migliore l’Italia, per garantire il futuro dei suoi giovani? E se sì, quali nodi essenziali si devono affrontare?

Nonostante tutto, si. Correggendo vecchi errori e facendo finalmente ciò di cui si parla dall’inizio della nostra repubblica e che mai è stato fatto. Prima ancora di dare vita alle Regioni, era necessario portare a compimento una vera e profonda riforma della pubblica amministrazione. Invece si pensò, dopo moltissimi anni, a quella orribile riforma del titolo V della Costituzione che ha solo prodotto confusione e conflitti. Sarei terrorizzato se, per curare sprechi e inefficienze delle Regioni, si decidesse di restituirne allo Stato le competenze. Quando mai abbiamo avuto uno Stato centrale modello di efficienza e sintonia con i cittadini? C’è bisogno di ridisegnare organicamente e compiutamente tutto lo Stato italiano, nelle articolazioni centrali e territoriali. Lo potrebbe fare solo una bella Assemblea Costituente, eletta con voto proporzionale, che potrebbe lavorare parallelamente alle attuali Camere.




 

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Redazione Solo Riformisti

Post precedente:50 anni di Regioni
Post successivo:Il futuro delle Regioni/3

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.